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Cronaca

Ricercati da tre anni, due latitanti nascosti in casolare nel nord Barese

Trovati dai Carabinieri, entrambi affiliati al clan Capriati. Colonnello Galasso: "Particolarmente orgoglioso dei miei Carabinieri"

Avevano trasformato un casolare nelle campagne di Bisceglie, nel nord Barese, in un covo in cui nascondersi per evitare l'arresto. A trovare i due latitanti, sono stati i carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Barletta-Andria-Trani, dopo una complessa attività di indagine avviata nel maggio scorso.

Si tratta di Paolo De Gennaro e Vito Di Cataldo, entrambi ritenuti affiliati al clan Capriati di Bari. Il primo, ricercato da tre anni e tre mesi, deve espiare 30 anni di reclusione per l'omicidio, aggravato dal metodo mafioso, di Girolamo Valente ucciso a Bisceglie nel 2017 nell'ambito del contrasto tra gruppi criminali per il controllo del traffico di stupefacenti. Di Cataldo, invece, anche lui ricercato da tre anni, era destinatario di due ordini di carcerazione: il primo, relativo al processo Pandora con condanna a 11 anni, 8 mesi e 27 giorni di reclusione per associazione mafiosa; il secondo per estorsioni aggravate, reati in materia di armi e altri delitti aggravati dal metodo mafioso per i quali deve scontare 6 anni, 11 mesi e 12 giorni di reclusione. Complessivamente, dovrà espiare 18 anni, 8 mesi e 9 giorni di reclusione. Al loro arresto hanno collaborato i carabinieri dello squadrone eliportato "Cacciatori Puglia".

"Questa operazione è, prima di tutto, un risultato dell'Arma sul terreno. Un'attività di ricerca pura, condotta con pazienza, disciplina e continuità dai Carabinieri del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani, che per mesi hanno seguito tracce, verificato movimenti, stretto progressivamente il cerchio attorno a due latitanti affiliati al clan Capriati e destinatari di condanne definitive di particolare rilievo", ha tenuto a sottolineare il Colonnello Massimiliano Galasso, comandante provinciale dei Carabinieri BAT.

"Determinante è stato il contributo dello Squadrone Eliportato "Cacciatori Puglia", uomini addestrati a cercare dove altri difficilmente arrivano, capaci di muoversi nel territorio con silenzio, resistenza e straordinaria capacità operativa. La loro presenza, integrata con quella del nostro Nucleo Investigativo, ha rappresentato un moltiplicatore di efficacia.

La cattura di Paolo De Gennaro e Vito Di Cataldo dimostra una cosa semplice: la latitanza non è libertà, è soltanto tempo sottratto alla giustizia. E quel tempo, per noi, diventa tempo di ricerca. De Gennaro deve espiare trent'anni di reclusione per l'omicidio di Girolamo Valente, aggravato dal metodo mafioso; Di Cataldo, condannato definitivamente anche per associazione mafiosa nell'ambito del processo "Pandora", deve espiare complessivamente oltre diciotto anni di reclusione.

Sono particolarmente orgoglioso dei miei Carabinieri. Hanno lavorato senza clamore, con quella disciplina che trasforma la volontà in risultato. Un militare sa che il compito non termina quando il bersaglio scompare: termina quando viene raggiunto. È questo il senso più autentico del nostro servizio: esserci, resistere, cercare e, alla fine, riportare davanti allo Stato chi ha scelto di sottrarsi alla sua legge".
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