
Territorio
Ad Andria nuova sede del Centro Autismo Territoriale
Il CAT sarà trasferito nello stabile aziendale di via Fornaci n. 201
Andria - giovedì 12 marzo 2026
11.16 Comunicato Stampa
La presa in carico delle condizioni cliniche complesse e croniche, come il disturbo dello spettro autistico, richiede un approccio che va oltre il solo intervento riabilitativo e si basa su un modello di assistenza continuativa, personalizzata e integrata. Un modello che coinvolge in rete diversi attori – sanità, scuola, enti locali e terzo settore – con l'obiettivo di rispondere ai bisogni della persona e della sua famiglia lungo tutto il percorso di vita. In questa direzione la ASL BT, già dal 2016 con l'attivazione del primo Centro Autismo Territoriale (CAT) della Regione Puglia e successivamente con l'estensione delle attività anche alla fascia adulta, ha sviluppato un sistema organizzativo dedicato alla diagnosi, alla presa in carico e al coordinamento dei percorsi terapeutici e riabilitativi.
La Asl Bt rafforza questa rete di servizi avviando la riorganizzazione e il trasferimento dei Centri Territoriali per l'Autismo di Andria, Trani e Barletta in sedi riqualificate e più funzionali alle attività cliniche e riabilitative.
Ad Andria il CAT sarà trasferito nello stabile aziendale di via Fornaci n. 201, dove sarà collocato insieme all'Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza (NPIA), rafforzando l'integrazione trale diverse aree dedicati alla presa in carico dei minori.
A Trani l'Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza (NPIA) sarà ampliata negli spazi della Pneumologia del PTA, collocando il CAT per la prima volta anche a Trani.
Mentre a Barletta la sede sarà ricollocata presso gli uffici distrettuali di Piazza Principe Umberto, negli ambienti precedentemente occupati dall'Area Tecnica e dall'Ingegneria Clinica.
I CAT della Asl Bt rappresentano un punto di riferimento per la presa in carico multidisciplinare delle persone con disturbo dello spettro autistico, attraverso un lavoro integrato con sanità, scuola, enti locali e terzo settore. Le attività comprendono diagnosi precoce, valutazione specialistica, definizione dei progetti riabilitativi personalizzati e monitoraggio dei trattamenti.
Particolare attenzione è dedicata alla fascia 0-3 anni, attraverso percorsi di diagnosi e intervento precoce per i disturbi del neurosviluppo: nell'ultimo biennio sono stati 613 i bambini visitati e 238 quelli presi in carico in programmi riabilitativi precoci. Complessivamente i Cat della Asl Bt seguono 1.971 minori tra 4 e 18 anni e oltre 270 utenti adulti, per un totale di circa 2.800 utenti e famiglie assistiti.
Accanto alle attività cliniche, i centri promuovono iniziative di inclusione sociale e autonomia. Tra queste il gruppo UBUNTU, dedicato ai giovani nella fascia di transizione tra adolescenza ed età adulta (16-25 anni), che realizza laboratori riabilitativi e formativi – dal giardinaggio al teatro, dalla cucina allo sport – anche in collaborazione con le scuole attraverso i percorsi PCTO.
In rete con i Comuni di Trani e Bisceglie, sono inoltre attivi i progetti TAF – Trani Autism Friendly e BAF – Bisceglie Autism Friendly, che prevedono percorsi di formazione per esercenti, operatori dei servizi pubblici e forze dell'ordine, con l'obiettivo di rendere le città più inclusive e favorire opportunità di integrazione sociale e lavorativa per i ragazzi con autismo.
"Il trasferimento dei Centri Territoriali per l'Autismo in spazi riqualificati – spiega il Commissario straordinario della Asl Bt Tiziana Dimatteo – rappresenta un ulteriore passo avanti nel potenziamento dei servizi territoriali dedicati all'autismo. Vogliamo garantire ambienti più adeguati e rafforzare una rete di presa in carico che accompagni le persone e le loro famiglie lungo tutto il percorso di vita, dalla diagnosi precoce fino ai progetti di inclusione sociale e lavorativa".
"Il modello dei CAT – aggiunge la dirigente responsabile della Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza, Brigida Figliolia – si basa su una presa in carico globale e continuativa della persona con disturbo dello spettro autistico. L'intervento precoce, in particolare nella fascia 0-3 anni, è fondamentale non solo per la riduzione del danno, ma anche per prevenire le problematiche di innesto sul minore e sulla famiglia e per contenere la cronicizzazione del disagio neuropsichico nell'età adulta, che comporta un incremento dei costi umani e sociali della persona. Accanto al lavoro clinico, è necessario promuovere dunque percorsi di autonomia, laboratori e progetti di inclusione sul territorio, che consentono ai ragazzi di sviluppare competenze e partecipare pienamente alla vita della comunità".
La Asl Bt rafforza questa rete di servizi avviando la riorganizzazione e il trasferimento dei Centri Territoriali per l'Autismo di Andria, Trani e Barletta in sedi riqualificate e più funzionali alle attività cliniche e riabilitative.
Ad Andria il CAT sarà trasferito nello stabile aziendale di via Fornaci n. 201, dove sarà collocato insieme all'Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza (NPIA), rafforzando l'integrazione trale diverse aree dedicati alla presa in carico dei minori.
A Trani l'Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza (NPIA) sarà ampliata negli spazi della Pneumologia del PTA, collocando il CAT per la prima volta anche a Trani.
Mentre a Barletta la sede sarà ricollocata presso gli uffici distrettuali di Piazza Principe Umberto, negli ambienti precedentemente occupati dall'Area Tecnica e dall'Ingegneria Clinica.
I CAT della Asl Bt rappresentano un punto di riferimento per la presa in carico multidisciplinare delle persone con disturbo dello spettro autistico, attraverso un lavoro integrato con sanità, scuola, enti locali e terzo settore. Le attività comprendono diagnosi precoce, valutazione specialistica, definizione dei progetti riabilitativi personalizzati e monitoraggio dei trattamenti.
Particolare attenzione è dedicata alla fascia 0-3 anni, attraverso percorsi di diagnosi e intervento precoce per i disturbi del neurosviluppo: nell'ultimo biennio sono stati 613 i bambini visitati e 238 quelli presi in carico in programmi riabilitativi precoci. Complessivamente i Cat della Asl Bt seguono 1.971 minori tra 4 e 18 anni e oltre 270 utenti adulti, per un totale di circa 2.800 utenti e famiglie assistiti.
Accanto alle attività cliniche, i centri promuovono iniziative di inclusione sociale e autonomia. Tra queste il gruppo UBUNTU, dedicato ai giovani nella fascia di transizione tra adolescenza ed età adulta (16-25 anni), che realizza laboratori riabilitativi e formativi – dal giardinaggio al teatro, dalla cucina allo sport – anche in collaborazione con le scuole attraverso i percorsi PCTO.
In rete con i Comuni di Trani e Bisceglie, sono inoltre attivi i progetti TAF – Trani Autism Friendly e BAF – Bisceglie Autism Friendly, che prevedono percorsi di formazione per esercenti, operatori dei servizi pubblici e forze dell'ordine, con l'obiettivo di rendere le città più inclusive e favorire opportunità di integrazione sociale e lavorativa per i ragazzi con autismo.
"Il trasferimento dei Centri Territoriali per l'Autismo in spazi riqualificati – spiega il Commissario straordinario della Asl Bt Tiziana Dimatteo – rappresenta un ulteriore passo avanti nel potenziamento dei servizi territoriali dedicati all'autismo. Vogliamo garantire ambienti più adeguati e rafforzare una rete di presa in carico che accompagni le persone e le loro famiglie lungo tutto il percorso di vita, dalla diagnosi precoce fino ai progetti di inclusione sociale e lavorativa".
"Il modello dei CAT – aggiunge la dirigente responsabile della Unità Operativa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza, Brigida Figliolia – si basa su una presa in carico globale e continuativa della persona con disturbo dello spettro autistico. L'intervento precoce, in particolare nella fascia 0-3 anni, è fondamentale non solo per la riduzione del danno, ma anche per prevenire le problematiche di innesto sul minore e sulla famiglia e per contenere la cronicizzazione del disagio neuropsichico nell'età adulta, che comporta un incremento dei costi umani e sociali della persona. Accanto al lavoro clinico, è necessario promuovere dunque percorsi di autonomia, laboratori e progetti di inclusione sul territorio, che consentono ai ragazzi di sviluppare competenze e partecipare pienamente alla vita della comunità".


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