violenza sulle donne
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25 novembre: Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

L'intervista a Celeste Petrelli, operatrice del Centro Antiviolenza Riscoprirsi presente in varie città della Puglia, tra cui Andria

Ci sono dati che impressionano, che ci fanno riflettere, ci catapultano in una realtà grave e disarmante: ogni numero legato ad un dato è una donna che ha subito una violenza. Dal primo gennaio 2022 al 13 novembre, in Italia sono novantasei le donne uccise, di cui ottantaquattro in ambito familiare affettivo, quarantanove donne hanno perso la vita per mano di compagni, mariti o ex congiunti. Il femminicidio è una delle emergenze più gravi che riguarda non solo l'Italia ma il mondo intero.

Il 25 novembre si celebra nel mondo la "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne", una ricorrenza istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, atta a sensibilizzare l'opinione pubblica su una delle più devastanti violazioni dei diritti umani. Ma siamo sicuri che la battaglia contro la violenza sulle donne sia compresa nel modo giusto? Non esiste una sola forma di violenza. La violenza è un fenomeno complesso e trasversale, resta indispensabile l'educazione al rispetto è essenziale mantenere fertile il terreno dell'educazione e del rinnovamento culturale, lo dobbiamo a tutti, ai nostri figli, alle nuove generazioni, e a quelle presenti, affinché non ci sia più una giornata che ricordi la violenza contro le donne.

Tantissime sono le donne che hanno subito discriminazioni, abusi e violenze ma non hanno il coraggio, o le capacità, di avviare un percorso di denuncia, a queste si uniscono tante altre donne vittime di body shaming, stalking, revenge Porn, termini che risuonano martellanti ogni giorno e hanno un denominatore comune: violenza! La violenza non è solo in uno schiaffo o in un calcio, ma inizia dalle parole. Questo tipo di violenza è la più subdola ed è quella vissuta dalla maggior parte delle donne, vittime appunto di violenza. Non è un caso quello di voler parlare oggi in modo specifico proprio di questa forma di violenza

«La violenza sulle donne è intesa più facilmente come violenza fisica, questo tipo di violenza è la più semplice da riconoscere. Se ricevo uno schiaffo lo riconosco subito come forma di violenza rispetto all'essere umiliata o rispetto alla violenza economica. Un aspetto molto sommerso. È bene sensibilizzare, e determinati comportamenti: gelosia, il controllo ecc. Sono già dei campanelli d'allarme perché è già violenza», spiega Celeste Petrelli una delle operatrici del Centro Antiviolenza Riscoprirsi presente in varie città della Puglia, tra cui anche Andria e Corato. La prima cosa da fare quando si è ha un campanellino d'allarme, è quello di contattare subito uno degli sportelli antiviolenza più vicino. «Se hai solo un minimo dubbio, noi ci siamo. È sempre bene confrontarsi con qualcun altro perché gli uomini maltrattanti sono sempre molto manipolativi per cui spesso le donne arrivano a credere che è tutto frutto della propria immaginazione o che sono loro ad essere esagerate. Per questo quando si ha un minimo sentore che forse c'è qualcosa che non va in questa relazione, è necessario chiedere subito un confronto», continua Celeste.

Tante le iniziative messe in campo per sostenere la non violenza sulle donne. Tra cui, oltre alla campagna di sensibilizzazione con la Regione Puglia che è comune a tutti i centri antiviolenza, ogni centro antiviolenza si attiva per realizzare ulteriori eventi di sensibilizzazione, di informazione «Rispetto ai minori entriamo anche nelle scuole, anche perché li si apre tutto un mondo sulla violenza assistita. Chiaramente laddove ci sono figli e la mamma è vittima di violenza è automatico che anche i bambini sono vittimi di violenza perlomeno assistita se non diretta quindi chiaramente si tratterebbe di educare, attuare un cambiamento rivoluzionario a livello culturale per cui instaurare un rapporto sull'altro basato sul rispetto. Altro aspetto importantissimo secondo noi che della violenza sulle donne non dovrebbero occuparsene solo le donne ma anche, anzi soprattutto gli uomini», aggiunge Celeste.

Secondo voi bisognerebbe lavorare sui maschietti sin da piccoli?
«Sostanzialmente la violenza ha una base culturale che è quella del maschilismo e del patriarcato, per cui l'uomo è in una posizione up e la donna in una posizione down. Purtroppo noi donne spesso non ce ne rediamo conto e per questo si parla di maschilismo interiorizzato, per cui si è molto più proposte a fare commenti negativi su una donna che ha avuto più relazioni rispetto ad un uomo. O una mamma che ha due bambini, uno maschio e una femmina, spesso si chiede solo alla bambina di aiutarla nelle faccende domestiche piuttosto al figlio maschio». Negli ultimi anni, i casi di violenza sulle donne sono aumentati. In aumento nel 2021 le denunce di stalking e violenza sessuale raccolte dalle forze dell'ordine delle province di Bari e Barletta Andria Trani. I dati diffusi lo scorso febbraio, a Bari, nel corso del convegno "L'ammonimento del questore e il protocollo Zeus. Prevenzione primaria delle situazioni di violenza domestica e stalking". Nello specifico, sono 295 le segnalazioni di stalking e 75 quelle di violenza sessuale subite da 130 donne. Nel 2020 i casi erano stati 288.

Secondo voi sono aumentati perché c'è più il coraggio di denunciare o perché sono realmente aumentati i casi?
«Probabilmente un po' entrambi gli aspetti. Da una parte c'è una maggiore sensibilità a riconoscere determinate situazione. C'è anche uno slancio maggiore nell'emancipazione della donna però effettivamente sono anche aumentati i casi. Perché più la donna sembra emanciparsi e svilupparsi economicamente più tanti uomini questo non l'accettano ed emergono reazioni negative e quindi della violenza». Per questo tantissime le iniziative messe in campo dal centro Antiviolenza RiscoprirSi tra cui in cui giorni la presenza nel centro mongolfiera di Andria con banchetti formativi, oltre che alla presentazione di libri nelle scuole e la visione di cortometraggi, sino alla partecipazione alla marcia per la pace prevista domani sera.
  • Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne
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