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Calcio

Andria Calcio: un 2013 caratterizzato da morte e resurrezione

Ripercorriamo insieme l’anno della principale squadra di calcio

È stato l'anno della morte e della rinascita, il 2013, per la principale squadra di calcio andriese. Tre in particolare le date da ricordare: 2 giugno, giorno della retrocessione in Seconda Divisione per l'A.S. Andria Bat, 2 luglio, data dell'esclusione dall'ex C2 sempre per la compagine del presidente Depasquale e 6 agosto, giorno in cui è stata ufficialmente fondata la S.S.D Fidelis Andria. Ripercorriamo insieme tutti i dodici mesi.

Il 2013 per la principale società di calcio andriese comincia con le insistenti voci di mercato in uscita e con le presunte imminenti dimissioni da parte dell'allora allenatore Vincenzo Cosco, mai formalizzate. Dopo un periodo caratterizzato dalle tante incertezze e dalla cessione all'Avellino di capitan Mariano Arini, ci pensa il presidente Depasquale a tranquillizzare l'ambiente andriese smentendo di fatto le presunte cessioni di alcuni big, come Migliaccio e Giorgino. Alla fine del mese di gennaio l'A.S. Andria Bat si ritrova senza il capitano, punto di riferimento nonché leader della squadra ma con Ousmane Sy, attaccante che è sempre rimasto nei cuori dei tifosi azzurri per la salvezza rimediata grazie ai suoi goal nella stagione 2009/2010.

Nel mese di febbraio arriva la svolta societaria con un comunicato del presidente che annuncia l'azzeramento di tutte le cariche dirigenziali. Da quel momento in poi gli unici tre punti di riferimento per la squadra capitanata da Migliaccio sono: il tecnico Vincenzo Cosco, l'addetto stampa Dario Aduasio e la segretaria Francesca Sgaramella. Inizia cosi il lungo calvario della compagine azzurra.

Ad aprile arriva l'ennesimo colpo a sorpresa con il presidente Francesco Depasquale che non paga gli stipendi, causando il deferimento da parte del Procuratore Federale e si rende irreperibile. La regular season per la squadra azzurra si conclude con una vittoria in quel di Prato che serve a ben poco, poiché ormai gli azzurri sono destinati ai play out contro il Barletta.

Le due gare, valide per gli spareggi salvezza, vengono entrambe perse dall'Andria per 2-0 all'andata e 0-1 al ritorno. Il 2 giugno, dunque, gli azzurri sono ufficialmente retrocessi. I giorni che seguono l'amaro verdetto sono caratterizzati dalle svariate dichiarazioni del patron Depasquale che afferma di voler iscrivere l'Andria Bat nel quarto campionato professionistico e dalle voci insistenti di una possibile rinascita. Alla fine il 2 luglio arriva la svolta: il Consiglio Direttivo della Lega Pro esclude la società andriese dall'ex C2 per la mancata consegna della domanda di iscrizione al proprio campionato.

I giorni passano e in città iniziano a trapelare alcune indiscrezioni che vedono protagonisti l'Amministrazione Comunale di Andria, intenta a cercare investitori per far ripartire il calcio e alcuni imprenditori locali e forestieri. Il 6 agosto nasce ufficialmente, dalle ceneri dell'Andria Bat, la Società Sportiva Fidelis Andria. I cinque soci a cui si deve questa storica 'resurrezione' sono: Francesco Lotito, Francesco Fiore, Riccardo Bruno, Giovanni Lorusso e Sebastiano Acquaviva. Nei giorni che seguono vengono ufficializzati lo staff tecnico, con a capo il diesse Vincenzo De Santis e mister Onofrio Fino e alcuni giocatori di esperienza come Zotti, Moscelli, De Santis e Di Simone.

La prima gara ufficiale della nuova compagine arriva il primo settembre in Coppa Italia contro il Trani. Il match termina 2-1 per gli azzurri. L'inizio del campionato però, al contrario della Coppa, non è dei migliori e alla fine il 24 settembre il tecnico Onofrio Fino viene esonerato, pagando la propria inesperienza. Al suo posto arriva Nicola Ragno, tecnico esperto che vanta ben sei campionati vinti propria tra i dilettanti. L'unica sconfitta per la Fidelis nell'era 'Ragno' arriva il 17 ottobre in Coppa Italia e coincide con l'eliminazione dalla competizione per La Fortezza e compagni. A dicembre, nonostante i risultati della squadra non siano negativi, la dirigenza opta per una rivoluzione mandando via Grieco, Paris, Daddario, Lorusso, Auciello, Capone, Manzari, Serri, Rana, Zotti, De Santis e Corcelli, e tesserando Loseto, Anglani, Di Rito, Strambelli, Logrieco, Campanella, Disanto, De Paulis, Matera, Leo e Trotta. Alla fine dell'anno le scelte fatte nel mercato di riparazione portano i frutti sperati: la Fidelis chiude l'ultimo mese del 2013 con quattro vittorie consecutive.
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