Crisi politica a Palazzo di Città
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Politica

Post consiglio comunale, Grazia Di Bari (M5S): "Il testamento politico di Giorgino"

Prime reazioni dopo l'astensione di Forza Italia al bilancio di previsione e l'avvio, di fatto, della crisi politica a Palazzo di Città

"Il testamento politico di Giorgino" è il titolo del lungo post con il quale, la consigliera regionale del M5S, Grazia Di Bari ha commentato sulla sua pagina fb, la crisi politica a Palazzo di Città e che di fatto mette in bilico il futuro dell'amministrazione cittadina di centro destra.

"Ieri il consiglio comunale di Andria si è chiuso alle 2 di notte. Un lunghissimo consiglio in cui ho ascoltato una marea di cose, tante inutili per gli andriesi.
Uno spettacolo imbarazzante, a tratti indecente, che ha visto come protagonista il Sindaco che ad un certo punto si è dileguato, appena dopo aver compreso di non avere la maggioranza per votare il bilancio, ma non prima di aver negato, in un lungo e sfrontato intervento, di essere la causa di gran parte dei danni che la città sta subendo.

Ieri ci ha ammorbato con quello che sembrava essere il suo testamento, un elenco zeppo di presunti successi di cui non è convinto pienamente nemmeno lui, come se di fronte a sé avesse persone che non vivono Andria e non vedono quanto la città sia stata impoverita e degradata sotto il profilo della salute, dell'ambiente, della sicurezza e potrei continuare.

Il merito che indubbiamente devo riconoscere al Sindaco, è quello di essere stato capace di costruirsi una maggioranza con tanti "yes-man", che lo hanno appoggiato sempre, fino all'inverosimile, fino a far fallire la Città. Probabilmente solo per questioni di convenienza politica di parte, ieri la maggioranza si è spaccata mantenendo comunque un gruppo di 15 consiglieri ancora uniformati al pensiero unico del "tutto va bene" di Giorgino, nonostante gli articoli che ormai escono anche su Repubblica.

I consiglieri di Forza Italia, partito che ha espresso questo sindaco, cioè Marmo con i suoi (ma non Fisfola), questa volta hanno deciso di astenersi prendendo le distanze, ma non fino in fondo, da un sindaco sempre più impopolare e sempre più ambiguo nella sua collocazione politica, tra F.I. e Lega.

Come ha detto il consigliere Marmo, è tutto concordato ed io aggiungo che questa sceneggiata non basterà per distinguerli da un sindaco, che verrà ricordato come il sindaco del fallimento.

Troppo tardiva la loro reazione, che di fatto è servita solo per dichiarare pubblicamente il fallimento, rispetto al Sindaco che non avrebbe mai voluto neanche che fosse pronunciata questa parola. Restano però invariate tutte le conseguenze finanziarie e tutti i danni che si sono riversati e si riverseranno sui cittadini andriesi nei prossimi decenni. Vederli provati ma ancora saldamenti ancorati alle loro poltrone, mentre la Città fuori soffre, è la conferma che non vi è altra soluzione che allontanarli quanto prima dalla guida di Andria, sperando che questo brutto incubo si possa presto superare.

Qualcuno dai banchi dell'opposizione si è auto accusato, affermando di essere corresponsabile per questo fallimento. Se davvero ne è convinto che sia coerente, non si candidi più e lasci il posto ad altri.
La speranza di un futuro migliore, la possibilità di una lenta guarigione da questa lunga malattia, ormai è nelle mani degli andriesi. E' tempo di portare Andria alla ribalta sulle cronache nazionali non più per i buchi di bilancio, ma per progetti innovativi, che possano proiettare la Città ad un livello di vivibilità in competizione con i "primi della classe" a livello europeo, nel rispetto dell'ambiente. Questo sarà possibile se si guarderà oltre il proprio piccolo orticello.

A queste persone il M5S ha sempre cercato di parlare. A tutti coloro che vogliono lasciarsi dietro questo modo aberrante di fare politica e di amministrare una città, a tutti coloro che hanno la voglia e la volontà di costruire in positivo. A questi cittadini noi ricordiamo che vivere in una città migliore è possibile".
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