riunione presso il parco dell'alta Murgia
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Territorio

Parco dell'alta Murgia: Rifiuti e fauna selvatica al centro della nuova governance

Incontro con Coldiretti Bari e Bat. oltre 6mila aziende lungo la filiera agroalimentare

Al centro della nuova governance del Parco dell'Alta Murgia rifiuti ed emergenza lupi e cinghiali, in un'area dove le attività agroalimentari rappresentano la ricchezza economica e produttiva dell'area distrettuale murgiana che abbraccia la Puglia e la Basilicata. E' quanto riferisce Coldiretti Bari BAT, a margine di un incontro della delegazione dei presidenti di Coldiretti di Altamura, Spinazzola, Minervino, Poggiorsini, Gravina, Santeramo e Corato, con il nuovo presidente del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, Francesco Tarantini

"Il confronto molto proficuo si è concentrato sulla necessità che il Parco diventi un laboratorio di sviluppo della multifunzionalità agricola, riconoscendo un grande protagonismo alle collettività residenti, un patrimonio produttivo da tutelare contro gli attacchi di lupi e cinghiali che distruggono le produzioni agricole nei campi e feriscono a morte gli animali nei pascoli e dai rifiuti, divenuti una emergenza ambientale e di immagine per le aziende agricole", spiega il presidente di Coldiretti Bari BAT, Savino Muraglia.
Lungo la filiera agroalimentare nell'area Parco operano 6.298 imprese agricole, 127 di trasformazione – sostiene Coldiretti Bari BAT- mentre gli addetti sono valutabili in circa 5000 unità, di cui 3000 operano nelle fasi agricole, 1000 in quella industriale e 1000 nella terziaria della filiera lattiero-casearia. Si tratta evidentemente di una realtà economica di grande rilevanza, che ha bisogno di essere adeguatamente rappresentata e promossa dal Parco.

"E' emersa l'inefficacia del sistema di cattura della fauna selvatica con le gabbie – precisa il presidente Muraglia – che il presidente Tarantini ha intenzione di sostituire con il selecontrollo. Così come per contrastare la questione dei rifiuti abbandonati nelle campagne, la nuova governance del Parco sta predisponendo un sistema di controllo con telecamere e guardiania. Da affrontare congiuntamente e tecnicamente la possibilità di bruciare le stoppie ", aggiunge Muraglia.
E' concentrato nell'area distrettuale pugliese il 31,6% degli addetti alle imprese lattiero-casearie della Puglia e in quella materana il 21,7% di quelli lucani, dice Coldiretti Bari.

"Con il presidente Tarantini c'è convergenza sulla necessità di riconoscere la partecipazione degli agricoltori nei consigli di gestione delle aree protette in vista di superare la marginalità e integrare i parchi nel complessivo sistema istituzionale, garantendo il necessario consenso sociale. Sono passati 25 anni da quando si iniziò a parlare dell'istituzione del Parco dell'Alta Murgia e sin da subito Coldiretti chiese con forza che fosse creato uno strumento in equilibrio costruttivo con il mondo economico e sociale dell'area, in grado di migliorare realmente la salubrità della vita e dell'ambiente e promuovere, al contempo, le pratiche agrarie caratteristiche della zona", conclude il presidente Muraglia.
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