Procura della Repubblica
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Cronaca

Omicidio per rapina: la Procura di Trani ricostruisce la drammatica vicenda

Chiariti i passaggi fondamentali dell'aggressione per rapina, tramutatasi in un efferato omicidio volontario

La Procura della Repubblica presso il Tribunale Trani, in relazione alla rapina avvenuta la sera dello scorso 18 novembre in Andria a danno dei coniugi Caputo, in cui è deceduta la Signora Carmela ha ricostruito completamente la vicenda.

Tutto ha avuto inizio intorno alle 19.00 circa del 18 novembre quando un vicino di casa dei coniugi Caputo, sentiva gridare aiuto; l'uomo usciva di casa ed accorreva al cancello dei suoi vicini da dove vedeva un uomo che non conosceva. Chiedeva cosa stesse succedendo e a quel punto l'uomo usciva e lo colpiva con un bastone facendolo rovinare a terra. Il vicino rientrava di corsa a casa e chiamava immediatamente i soccorsi. L'immediata segnalazione è stata decisiva nella soluzione del caso. Dimostra ancora una volta che la collaborazione dei cittadini è fondamentale nel contrasto della criminalità locale.

A seguito della segnalazione sono quindi intervenuti i Carabinieri di Andria in contrada Zagaria. I fatti, così come ricostruiti dai militari intervenuti, narrano di un cittadino di nazionalità marocchina, che aveva fatto irruzione in un'abitazione di campagna. Si tratta di un uomo privo di documenti, senza fissa dimora e senza occupazione, identificato esclusivamente sulla base del fotosegnalamento: l'età dichiarata è 26 anni. L'uomo minacciando di morte gli anziani coniugi padroni di casa, aggrediva subito il marito al quale stringeva le mani al collo, colpendolo con calci e pugni al corpo e al viso al fine di farsi consegnare oggetti di valore; subito dopo sottraeva la stampella alla moglie, usata da quest'ultima per deambulare, e la colpiva violentemente più volte alla testa. Sul posto, dopo la richiesta di aiuto del vicino, giungevano prima alcune guardie campestri (ma lo straniero colpiva la loro auto violentemente rintanandosi in casa) e, subito dopo, in rapida successione, i Carabinieri della Sezione Radiomobile e della Stazione della Compagnia di Andria.

Nel frattempo l'extracomunitario si era barricato in una piccola stanza, mettendo tutto a soqquadro e danneggiando le suppellettili nell'affannosa ricerca di denaro. La cattura del soggetto, nonostante l'intervento di più pattuglie di Carabinieri, era resa più difficile dalla violenta reazione dello straniero che si dimenava rabbiosamente colpendo chiunque si avvicinasse a lui. I carabinieri riuscivano infine a bloccarlo.

L'uomo, ammanettato, veniva quindi tratto in arresto in ordine ai reati di tentata rapina, lesioni, resistenza a P.U. e danneggiamento. Il P.M. di turno della Procura dellaRepubblica di Trani ne disponeva la traduzione presso il carcere di Trani. Su richiesta della Procura l'arresto è stato convalidato dal GIP del Tribunale di Trani che ha disposto la custodia cautelare in carcere dell'arrestato che si è avvalso della facoltà di non rispondere. Le vittime venivano immediatamente soccorse ma le condizioni dell'anziana donna apparivano serie fin da subito, tanto che nel corso della nottata, presso l'ospedale "Lorenzo Bonomo" di Andria, la stessa veniva sottoposta a urgente intervento chirurgico e successivo ricovero in terapia intensiva. Dopo 6 giorni di lotta tra la vita e la morte la povera donna alle ore 15.00 dei 24 novembre.2020 decedeva per il grave trauma cranico provocatole con i colpi inferti dal marocchino a mezzo della stampella. Il marito riportava invece alcuni giorni di prognosi.

Proseguono le indagini della Procura della Repubblica finalizzate all'accertamento di tutti gli elementi utili della vicenda. In particolare, tra l'altro, la Procura della Repubblica di Trani ha disposto l'esame autoptico per confermare che la morte sia la diretta conseguenza delle lesioni subite. I primi esiti della autopsia, già effettuata, confermano che il decesso è conseguenza di una emorragia interna derivante dai colpi inferti. O Con il decesso dell'anziana donna, la posizione dell'extracomunitario si è aggravata ulteriormente, atteso che l'Ufficio del Pubblico Ministero ha contestato anche il reato di omicidio volontario aggravato anche dall'aver adoperato sevizie e aver agito con crudeltà.
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