Savino Fusaro
Savino Fusaro
Vita di città

È morto Savino Fusaro, vissuto per oltre trent'anni con un cuore nuovo

Addio al cardiotrapiantato più longevo d'Italia e d'Europa

Ad Andria lo conoscevano in tanti, a molti certamente mancherà il suo buon umore, il suo sorriso sempre pronto ed il suo "cummà scioim?". È morto Savino Fusaro, il cardiotrapiantato tra i più longevi d'Italia e d'Europa. Aveva compiuto 68 anni ed era andato in pensione nel 2011 dal Comune di Andria.

Trentadue anni fa, infatti, a Bergamo, l'equipe del prof. Lucio Parenzan effettuava un trapianto di cuore che sarebbe passato alla storia. Savino Fusaro, era fra i due o tre ad aver subito un trapianto simile ed ad essere vissuto tanto. Tutto merito dell'equipe cardiochirurgica, del forte cuore della donatrice, una ragazza bergamasca di 21 anni morta in un incidente stradale, e di Savino Fusaro che ha sempre seguito le indicazioni mediche. Per celebrare questo evento di vita e di servizio alla persona, quello di una equipe cardiochirurgica diventata famosa in tutto il mondo e che ha salvato Savino Fusaro, il Lions Club Andria-Costanza d'Aragona due anni fa consegnò pergamene e riconoscimenti ai medici coinvolti, a vario titolo, nel primato di Savino Fusaro, cioè il Prof. Paolo Ferrazzi, componente dell'equipe, diventato intanto cittadino onorario di Andria, il Dott. Oreste Valsecchi, pure lui degli Ospedali Riuniti di Bergamo, il Dott. Sabino Figliolia ed il Dott. Michele Cannone, cardiologi andriesi che pure hanno seguito il trapiantato.

Trentadue anni fa, il 25 novembre 1985, il trapianto fù il secondo effettuato in 3 giorni a Bergamo dall'equipe di Parenzan, di cui faceva parte appunto Ferrazzi. A ricevere il cuore l'allora 36enne e padre di due bambini, operaio marmista, Savino Fusaro che con la donatrice di Ghisalba, nella provincia bergamasca, aveva la rara coincidenza del più basso dei gruppi sanguigni, quello AB negativo. Una circostanza che nei giorni precedenti stava provocando le dimissioni di Fusaro dal reparto bergamasco, rimandato ad Andria, proprio a causa della bassissima probabilità, solo il 5%, di trovare un donatore compatibile. Poi lo stesso giorno delle dimissioni si verifica l'incidente stradale e si rende disponibile il cuore adatto. Dei tre pazienti in lista di attesa uno è influenzato, l'altro non è compatibile per il rapporto peso tra donante e ricevente. Tocca allora a Fusaro che, due giorni dopo il trapianto, venne stubato, cominciando ad alimentarsi da solo. L'evento venne seguito da Andria con molta ansia e la città poi lo accolse 4 mesi dopo al suo rientro. Quindi il ritorno alla vita normale compresi gli sport, bicicletta, calcio e nuoto ed il lavoro di commesso al Comune di Andria. Un anno dopo il trapianto ad Andria è venuto il prof. Ferrazzi che definì l'intervento tecnicamente riuscito con un paziente in perfette condizioni.

Savino Fusaro è morto ieri sera all'ospedale Bonomo dove era ricoverato da qualche giorno ma da qualche tempo le sue condizioni non era no buone.

La redazione porge le sue condoglianze alla moglie Maria, ai figli Emanuele, Maria Alba ed a Paolo, l'ultimo figlio a cui volle dargli il nome del suo amico prof. Ferrazzi. Ciao Savino che la terra ti sia lieve. Ti vogliamo ricordare con il tuo sorriso e la passione che ti legava alla Juventus!
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