Vita di città

Montepulciano: «Ad Andria ancora botti, botti e sempre botti»

Permane questa pericolosa e dispendiosa pratica natalizia. Il commento dell'ecologista Nicola Montepulciano

«Protesto vivamente contro l'attuale Amministrazione comunale per l'indifferenza dimostrata anche quest'anno per quel che riguarda i botti. Mi chiedo che differenza c'è, per i botti, fra l'attuale Amministrazione comunale e le precedenti? Nessuna. C' eravamo illusi l'anno scorso di non sentire più rumore di botti, vista l'ordinanza comunale contro la vendita di fuochi d'artificio, ma andò peggio degli altri anni e la notte di Capodanno fu peggio di una guerra. E per mezz'ora l'aria era irrespirabile, senza contare i residui dei fuochi pirotecnici che rimasero per settimane e settimane per le strade. Ma ci vuole tanto per scoprire quei negozi che spacciano botti simil bombe? Fra questi negozi ci sono alcuni "tutto mille", che, con tanta sfacciataggine, allestiscono per la circostanza bancarelle fuori dai propri locali. Perchè? I "tutto mille", come molti altri tipi di negozi, non muoiono di fame, guadagnano un fottio di soldi, possono e devono fare a meno di questo turpe commercio. Si deve proibire la vendita di qualsiasi tipo di botto, anche il più piccolo. Ci si è preoccupati delle luminarie, che per sincerità sono molto belle, nulla a che vedere con alcune boiate del Centro Storico, ma non sappiamo cosa farcene, sappiamo cosa farcene, invece, del silenzio, serenità e convivenza civile, che vuol dire, prima di tutto, rispetto per chi soffre, per i malati, disabili, anziani, bambini e per chi vuole passeggiare con tranquillità per qualsiasi strada di Andria. Anche per gli animali ci vuole rispetto e molti, per non dire tutti, non sopportano rumori. Gli animali non fanno rumore e per questo "ho ragione di pensare che i veri animali siamo noi". E pretendiamo aria pulita. Ad usare queste bombe carta sono ragazzacci poco più che quindicenni i cui genitoriacci della malora versano loro soldi, per buttarli al vento, come fossero noccioline marce, e inquinarci maggiormente l'aria per avere più malati di ogni tipo di malattie respiratorie. Non si pretende di vivere in città di stampo svizzero, come si diceva una volta, dove vivere è un piacere, ma almeno che non ci siano rumori, rumori e soltanto rumori. E poi, i botti costano molto, ci si lamenta per l'aumento dei costi energetici e non solo, ma se si hanno soldi da buttare al vento per "il piacere dei rumori", allora è giusto spendere soldi per pagare le salate bollette. Pagate e zitti», conclude Nicola Montepulciano.
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