studenti del Liceo Carlo Troya
studenti del Liceo Carlo Troya
Scuola e Lavoro

Gli studenti del Liceo Carlo Troya, incontrano lo scrittore palestinese Aysar Al Saifi

L'autore del romanzo "Quando i picchetti sono fioriti" ha catturato l'attenzione di più di ottocento ragazzi

Un intensissimo incontro con l'autore ha caratterizzato l'assemblea di Istituto di gennaio del Liceo Carlo Troya, che ha avuto l'onore di ospitare lo scrittore palestinese Aysar Al Saifi, autore di diverse pubblicazioni, che vive in Italia da ormai cinque anni e che ha pubblicato l'ultimo suo romanzo, "Quando i picchetti sono fioriti", nell'ottobre 2024.
"Quando i picchetti sono fioriti" è una storia corale di tre diversi personaggi che, attraverso memorie personali, raccontano una vicenda tuttavia collettiva di sofferenza, dolore, difficoltà vissuti in una terra martoriata dalla guerra e dalle migrazioni.
Tramite gli echi e i ricordi di guerre passate, Aysar Al Saifi, nella sua ultima opera, pone il lettore di fronte a domande esistenziali molto profonde e a dense riflessioni con le quali si sono confrontati anche tutti i ragazzi del Carlo Troya, che hanno potuto dialogare con lo scrittore.
Al Saifi con una capacità comunicativa straordinaria è riuscito ad incatenare l'attenzione di più di ottocento ragazzi volando dalle parole del suo romanzo alle sue memorie personali con il racconto della sua storia.

Nato in un campo profughi vicino a Betlemme alla fine degli anni Ottanta, ha vissuto e studiato in una realtà lontanissima dalla realtà dei ragazzi occidentali, frutto della nakba palestinese che, dopo il 1948, ha visto migliaia di persone adattarsi alla vita prima in tende poi in strutture abitative di fortuna, dove – ha spiegato – più famiglie, ad esempio, sono costrette a condividere bagni e cucine.
Ha descritto una quotidianità fatta di ristrettezze e di paura, perché frequenti sono gli arresti immotivati e la detenzione amministrativa, che conduce moltissime persone a patire gravi forme di stress post traumatico. Tuttavia, Al Saifi ha sottolineato che, nonostante la vita del campo profughi sia caratterizzata da queste cupe condizioni, nel loro cielo non ha mai smesso di brillare la luce della speranza.
Proprio la necessità umana di sopravvivere anche emotivamente alle prove più dure ha spinto alcuni illuminati abitanti del campo, tra cui suo padre, a metter su associazioni e centri sociali che consentissero, mediante attività artistiche, come la scrittura o i graffiti, e attività sportive, come il basket o il volleyball, a molte persone sofferenti di osservare e metabolizzare il loro dolore sino a farne un punto d'onore: sono stati realizzati spettacoli teatrali a partire da alcune vicende personali e la loro squadra di basket – ha raccontato – è riuscita, grazie alla potenza di questi sogni, ad arrivare tra le squadre nazionali.
E proprio questo è stato il leit motiv di tutto l'incontro: il sogno e la speranza di un futuro migliore.
Il sogno e la speranza sono e sono stati il concime della formazione culturale dei giovani del campo, che vedono la cultura, lo sport, l'arte, la letteratura come una forma di resistenza alla violenza della guerra, come strumento di cambiamento anche a lungo termine di una mentalità bellica.

Al Saifi ha raccontato che sua nonna, in tempi in cui la parola scritta di libri e giornali era vietata, nascondeva i libri sotto la terra per poi attingere segretamente al loro senso e farne un veicolo di coesione sociale ed è stato proprio questo a spingerlo a diventare uno scrittore.
Alla conclusione del racconto di Aysar Al Saifi moltissime domande sono arrivate dai ragazzi che hanno voluto sapere tante cose: se Al Saifi aiuta ancora i giovani del campo, se ritiene attendibili e complete le notizie diffuse dai media occidentali, se Al Saifi teme una forma di cancellazione della cultura palestinese, se lo scrittore ha mai perso la speranza.
Denominatore comune delle risposte di Al Saifi è stato l'auspicio di un futuro di pace, di un futuro forgiato a partire da una trasformazione culturale, di un progresso guidato da donne e uomini amanti della letteratura e delle arti, in quanto espressione di sogno e speranza.

La parola e la cultura, ha più volte ribadito lo scrittore, sono gli unici strumenti per cambiare le menti e per non trasformare mai gli oppressi in oppressori ed è proprio per questo che, salutando i commossi studenti del Liceo Carlo Troya, ha voluto dare una nuova accezione al termine "militante" che, per lui e dal 24 gennaio 2025 anche per i ragazzi del Carlo Troya, significa "combattente per i sogni".
studenti del Liceo Carlo Troyastudenti del Liceo Carlo Troyastudenti del Liceo Carlo Troya
  • Liceo "Carlo Troya"
Altri contenuti a tema
Avviso pubblico per ricerca di un immobile da condurre in locazione, ubicato in Andria da adibire ad istituto scolastico Avviso pubblico per ricerca di un immobile da condurre in locazione, ubicato in Andria da adibire ad istituto scolastico La provincia avvia la ricerca di un edificio per ospitare le classi del liceo "Carlo Troya"
Futuro liceo Classico, Fratelli d'Italia e Andria Fatti Grande: "Basta guerre politiche tra Lodispoto, Bruno ed il Pd" Futuro liceo Classico, Fratelli d'Italia e Andria Fatti Grande: "Basta guerre politiche tra Lodispoto, Bruno ed il Pd" Nota a firma del coordinamento cittadino di FdI e dei gruppi consiliari di FdI e Andria Fatti Grande
Chiusura Troya, la Provincia rassicura i sindacati, OO. SS.: "Al lavoro per bando pubblico per altri edifici" Chiusura Troya, la Provincia rassicura i sindacati, OO. SS.: "Al lavoro per bando pubblico per altri edifici" Oggi incontro nella sede di Trani convocato dopo l'allarme liceo classico di Andria
Chiusura liceo “Carlo Troya”, incontro fissato stamane a Trani presso la Presidenza della provincia Chiusura liceo “Carlo Troya”, incontro fissato stamane a Trani presso la Presidenza della provincia Si parlerà non solo della collocazione degli studenti della scuola superiore ma anche della sicurezza degli altri edifici di competenza della provincia
Sicurezza scolastica ad Andria: La rete dei dirigenti non resta a guardare Sicurezza scolastica ad Andria: La rete dei dirigenti non resta a guardare La rete C.I.S.A. esprime solidarietà non solo alla comunità del Liceo classico “Carlo Troya” ma anche a quella dello Scientifico “Riccardo Nuzzi”
Prof. Fortunato: "Oltre le polemiche, insieme per il liceo Carlo Troya" Prof. Fortunato: "Oltre le polemiche, insieme per il liceo Carlo Troya" "La scuola è un patrimonio di tutti e nessuno deve sentirsi lasciato solo davanti a questa situazione"
Chiusura Troya di Andria, FLC Cgil Bat: "Una vergogna istituzionale" Chiusura Troya di Andria, FLC Cgil Bat: "Una vergogna istituzionale" Intervento della segretaria generale Angela Dell'Olio con le richieste della categoria
Circolo Giovani Democratici Andria sul "Carlo Troya": «il problema era noto, ora servono risposte» Circolo Giovani Democratici Andria sul "Carlo Troya": «il problema era noto, ora servono risposte» «Oggi quel silenzio presenta il conto e a pagarlo sono soprattutto le studentesse e gli studenti»
© 2001-2026 AndriaViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica telematica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
AndriaViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.