Federica Suriano
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Attualità

Dalla rabbia per le ingiustizie sociali alle note di Nietzsche: i temi affrontati dalla cantante andriese Federica Suriano

A partire dallo scorso aprile la pubblicazione delle sue canzoni a ritmo di metal e rap

Il "conscious rapper" è un sottogenere che l'ha incantata a partire da Mezzosangue, Rancore, Murubutu e Claver Gold: nelle sue canzoni urla di rabbia per le ingiustizie sociali, oppure sussurra per sensazioni intime cercando di toccare quei fili malinconici che muovono il mondo.
Parliamo della ventiduenne cantante andriese Federica Suriano, in arte Wor che, solo nell'aprile dello scorso anno, ha deciso di mettersi in gioco, pubblicando il suo primo singolo "Sospesi", prodotto da Salaheddine "Salah" Chafkaoui, giovane produttore andriese.

"Il brano nasce dalla voglia di esprimere la caducità dell'essere umano", spiega Federica, "Nella prima parte della canzone viene posta la citazione del film "Joker" (2019), dove il protagonista si chiede se stia impazzendo o se sia il mondo intorno a lui ad essere marcio e quindi a fargli provare quella sensazione. "Sospesi" esplode al ritornello, dove Wor urla di rabbia con la tecnica vocale dello scream, accompagnata da Salah".

In seguito sono stati pubblicati altri due brani dell'artista: "Voci di cristallo" (7 settembre 2020) e "Petali di rabbia" (13 novembre 2020). Rispettivamente la prima, con una patina più intima, si ispira alla poesia "La scala di cristallo" del poeta americano Langston Hughes. La canzone è divisa in due parti: la prima, dove una figlia parla alla madre chiedendole una spiegazione riguardo il modo in cui il male si presenta all'essere umano. Nella seconda parte, la madre risponde accennando al proprio vissuto e paragonando la vita ad una scala di cristallo: ci sono chiodi, schegge ed assi sconnesse, ma bisogna continuare a salire. Il singolo è stato prodotto in collaborazione con Salah e Setteneutro.

Mentre nel terzo brano si sente la grinta e la voglia di rivoluzione tipica della giovinezza. La carica è nel sound e nella voce, che sembra essere fragile al ritornello, dove si prende consapevolezza che i petali sono le fragili speranze nutrite nei confronti di una società sempre più individualista e lasciva. Petali di rabbia è un inno al cambiamento, alla rivoluzione. "In un mondo dove la politica è superata perché "tanto non cambia niente", puntualizza Federica, "Dove c'è assenza di responsabilità collettiva. E in generale la gente è poco introspettiva ed esserlo di più potrebbe produrre solo benefici, perché si svilupperebbe più empatia e migliorerebbero le relazioni umane e di conseguenza tutto".

Ha iniziato a "parlare" al pianoforte all'età di 10 anni, prendendo vari attestati con la Royal Schools of music di Londra e partecipando a concorsi con l'Accademia Musicale Federiciana. In seguito, ha proseguito gli studi con il basso elettrico ed ha iniziato ad avvicinarsi ai generi metal e rap. Ha frequentato il Liceo Classico Carlo Troya, ambiente in cui emergono le prime composizioni e i primi testi. "Da sempre scrivo poesie e questo genere musicale si avvicina di più alla poesia perché si scrive in rima, bisogna riporre attenzione nel suono delle parole", dichiara l'artista. "È anche un genere che si presta allo storytelling, alle parole in sè più che al semplice cantato tradizionale. Anche perché è molto efficace per trattare tematiche sociali ed esistenziali".

Wor, il cui nome d'arte deriva dal cognome di un cantante che è Danny Worsnop e sono appunto le iniziali del cognome "Wor", ma senza alcune pretese sul significato profondo del termine, ammette che: "Sulla scena italiana il metal e il rap è per certi versi vuota rispetto ai contenuti, per altri aspetti ci sono artisti come quelli che meritano. Purtroppo il metal italiano è quasi inesistente perché è un genere molto più popolare in America. Spero di unire i due generi un giorno, per creare un prodotto artistico che sia una sintesi delle mie origini musicali in qualche modo".

In uscita il 9 aprile il quarto brano "Diventa quello che sei": "E' un omaggio al rapper romano Mezzosangue, importantissimo nel mio percorso musicale", conclude Federica, "Un brano carico di Pathos, dove viene citato il filosofo Nietzsche. Il significato del brano è ricercare noi stessi e la nostra intima identità nel nostro lato più profondo, che spesso nascondiamo a tutti gli altri. Un invito a "diventare quello che siamo", appunto".

I brani della cantante Wor sono disponibili su tutte le piattaforme digitali.
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