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Politica
E' aspra la polemica nel Pd in vista delle primarie e del campo largo
Il Comitato "Lasciare un Segno" risponde al Segretario cittadino del PD, Addario
Andria - venerdì 6 novembre 2026
11.52 Comunicato Stampa
Doverosa risposta all'intervento del segretario cittadino del PD di Andria.
«Caro Segretario Addario, prima di definire sconosciuti i militanti, ricordi chi ha contribuito a costruire i successi del PD ad Andria. Leggiamo con stupore e disappunto le dichiarazioni del Segretario cittadino Giovanni Addario in risposta all'iniziativa del Comitato "Lasciare un Segno". Vorremmo chiarire subito un punto: il Comitato ha trasmesso la propria comunicazione, attraverso il suo indirizzo dedicato, a tutte le componenti attive del Partito Democratico, compresa la Segreteria cittadina. Non si tratta, dunque, di una realtà fantasma o sconosciuta.
Evidentemente, il Segretario è distratto da altre vicende, tanto da non accorgersi neppure delle comunicazioni che gli vengono regolarmente indirizzate. Quanto ai sottoscrittori, basterebbe leggerne i nomi e i cognomi per constatare che non sono affatto estranei alla vita del partito. Sono persone che si conoscono, quasi tutte già tesserate, militanti da anni impegnati in prima persona nella nostra comunità politica. Sono le stesse persone che hanno contribuito, nel corso degli anni, a sostenere e costruire importanti risultati elettorali del centrosinistra andriese: Nel 2005, sostenendo l'elezione del sindaco Zaccaro; Nel 2015, contribuendo all'elezione del notaio Sabino Zinni alle elezioni regionali; Nel 2020, sostenendo l'elezione dell'avvocato Giovanna Bruno alla guida della città;
Nel 2025, sostenendo la campagna elettorale per il Presidente Antonio Decaro e per il consigliere regionale andriese Giovanni Vurchio, contribuendo alla sua elezione in una competizione nella quale il PD, nel suo complesso, aveva scelto di puntare anche su candidature non andriesi; Sempre nel 2025, sostenendo convintamente la riconferma della sindaca Giovanna Bruno e contribuendo all'elezione di due degli attuali consiglieri comunali, Liso e Dazzeo, risultati tra i più suffragati dell'ultima competizione elettorale amministrativa. Sono donne e uomini che da oltre vent'anni affrontano le battaglie del centrosinistra andriese con coerenza, lealtà e senza cambiare posizione a seconda delle convenienze del momento. Il consenso non si può invocare a proprio piacimento quando occorre riempire le urne elettorali, per poi dimenticarsi di chi ha contribuito a costruirlo il giorno dopo le elezioni. La vera questione: il diritto di partecipare e la trasparenza della platea congressuale.
Venendo al nodo politico centrale, che il Segretario continua a eludere dietro il formale richiamo al rispetto dei regolamenti, il problema non riguarda semplicemente l'apertura del tesseramento online, ma la disparità nell'accesso al diritto di voto e, soprattutto, la trasparenza sulla composizione della platea congressuale. Il meccanismo previsto presenta una contraddizione che merita risposte. Agli iscritti del 2025 viene riconosciuta la possibilità di rinnovare la tessera fino al congresso e partecipare al voto. Per i nuovi iscritti del 2026, invece, il diritto di voto viene riconosciuto esclusivamente a chi ha aderito entro il 30 agosto.
Chi si iscrive successivamente può formalmente candidarsi ed essere eletto, ma non può votare per scegliere il nuovo Segretario cittadino. E allora la domanda è inevitabile: a cosa serve proclamare che il tesseramento è aperto a tutti, se una parte dei nuovi iscritti non può partecipare alla scelta degli organismi dirigenti? Il tesseramento online è aperto, ma la democrazia interna sembra avere una porta d'accesso molto più stretta. Il cuore della nostra contestazione riguarda, tuttavia, soprattutto la formazione della platea degli iscritti al 31 dicembre 2025. Vogliamo sapere come sia stata costruita, con quali criteri e attraverso quali procedure.
Parliamo di un tesseramento prevalentemente cartaceo, rispetto al quale chiediamo di conoscere le modalità di distribuzione, gestione e raccolta delle tessere, nonché le garanzie di trasparenza adottate. Non intendiamo mettere in discussione il valore degli iscritti né alimentare sospetti generalizzati. Chiediamo semplicemente che siano chiariti i criteri con cui è stata definita la platea che oggi determina chi può partecipare alle scelte congressuali. È proprio questo il punto sul quale il Comitato "Lasciare un Segno" chiede risposte. È singolare che il Comitato venga riconosciuto quando contribuisce a portare voti, consenso ed elettori nei seggi e diventi improvvisamente «sedicente» quando chiede conto dei criteri di partecipazione e di democrazia interna.
Un congresso aperto o una scelta già confezionata? A tutto questo si aggiunge un'ulteriore preoccupazione politica: la figura del futuro Segretario cittadino appare, almeno all'esterno, già sostanzialmente individuata, senza una preventiva e adeguata condivisione con la comunità politica del partito e senza che sia stata presentata e discussa un'apposita mozione politico-programmatica, come previsto dalle procedure congressuali.
Quale confronto democratico si intende celebrare se il nome di chi dovrà guidare il partito sembra già definito prima ancora di aver discusso idee, programmi e visione della città? Qui emerge la contraddizione più evidente: si invita chiunque a iscriversi online, si proclama l'apertura del partito, ma poi gli organismi dirigenti e la futura guida cittadina sembrano essere il risultato di accordi e decisioni maturati in ambiti ristretti. Un partito aperto non si misura soltanto dal numero delle tessere che riesce a raccogliere, ma dalla possibilità concreta che ogni iscritto abbia voce nelle decisioni e possa contribuire a determinare il proprio futuro. Il PD di Andria non ha bisogno della certificazione degli equilibri esistenti, ma di una Segreteria autorevole, presente nei quartieri, partecipata e capace di valorizzare le energie locali.
Non vogliamo un partito che convochi gli iscritti quando le decisioni sono già state prese. Vogliamo una comunità politica nella quale il confronto preceda le scelte e non diventi un adempimento formale successivo ad accordi già definiti. Rinnoviamo infine i nostri auguri di buon lavoro a Giovanni Vurchio, consigliere regionale della Puglia, la cui elezione ha trovato ulteriore conferma nelle seconde pronunce del Consiglio di Stato, che hanno respinto i ricorsi presentati contro il suo mandato. Una vicenda che consente di guardare avanti con serenità e di proseguire il lavoro istituzionale al servizio del territorio. della Chi oggi chiede ascolto, trasparenza e regole uguali per tutti non è uno sconosciuto. È parte storia e del patrimonio politico di questo partito. Il PD di Andria merita un congresso vero: non una semplice ratifica di decisioni già assunte, ma un'occasione per ritrovare partecipazione, credibilità e unità. Perché le porte di un partito devono essere aperte non soltanto per entrare, ma anche per contare.»
«Caro Segretario Addario, prima di definire sconosciuti i militanti, ricordi chi ha contribuito a costruire i successi del PD ad Andria. Leggiamo con stupore e disappunto le dichiarazioni del Segretario cittadino Giovanni Addario in risposta all'iniziativa del Comitato "Lasciare un Segno". Vorremmo chiarire subito un punto: il Comitato ha trasmesso la propria comunicazione, attraverso il suo indirizzo dedicato, a tutte le componenti attive del Partito Democratico, compresa la Segreteria cittadina. Non si tratta, dunque, di una realtà fantasma o sconosciuta.
Evidentemente, il Segretario è distratto da altre vicende, tanto da non accorgersi neppure delle comunicazioni che gli vengono regolarmente indirizzate. Quanto ai sottoscrittori, basterebbe leggerne i nomi e i cognomi per constatare che non sono affatto estranei alla vita del partito. Sono persone che si conoscono, quasi tutte già tesserate, militanti da anni impegnati in prima persona nella nostra comunità politica. Sono le stesse persone che hanno contribuito, nel corso degli anni, a sostenere e costruire importanti risultati elettorali del centrosinistra andriese: Nel 2005, sostenendo l'elezione del sindaco Zaccaro; Nel 2015, contribuendo all'elezione del notaio Sabino Zinni alle elezioni regionali; Nel 2020, sostenendo l'elezione dell'avvocato Giovanna Bruno alla guida della città;
Nel 2025, sostenendo la campagna elettorale per il Presidente Antonio Decaro e per il consigliere regionale andriese Giovanni Vurchio, contribuendo alla sua elezione in una competizione nella quale il PD, nel suo complesso, aveva scelto di puntare anche su candidature non andriesi; Sempre nel 2025, sostenendo convintamente la riconferma della sindaca Giovanna Bruno e contribuendo all'elezione di due degli attuali consiglieri comunali, Liso e Dazzeo, risultati tra i più suffragati dell'ultima competizione elettorale amministrativa. Sono donne e uomini che da oltre vent'anni affrontano le battaglie del centrosinistra andriese con coerenza, lealtà e senza cambiare posizione a seconda delle convenienze del momento. Il consenso non si può invocare a proprio piacimento quando occorre riempire le urne elettorali, per poi dimenticarsi di chi ha contribuito a costruirlo il giorno dopo le elezioni. La vera questione: il diritto di partecipare e la trasparenza della platea congressuale.
Venendo al nodo politico centrale, che il Segretario continua a eludere dietro il formale richiamo al rispetto dei regolamenti, il problema non riguarda semplicemente l'apertura del tesseramento online, ma la disparità nell'accesso al diritto di voto e, soprattutto, la trasparenza sulla composizione della platea congressuale. Il meccanismo previsto presenta una contraddizione che merita risposte. Agli iscritti del 2025 viene riconosciuta la possibilità di rinnovare la tessera fino al congresso e partecipare al voto. Per i nuovi iscritti del 2026, invece, il diritto di voto viene riconosciuto esclusivamente a chi ha aderito entro il 30 agosto.
Chi si iscrive successivamente può formalmente candidarsi ed essere eletto, ma non può votare per scegliere il nuovo Segretario cittadino. E allora la domanda è inevitabile: a cosa serve proclamare che il tesseramento è aperto a tutti, se una parte dei nuovi iscritti non può partecipare alla scelta degli organismi dirigenti? Il tesseramento online è aperto, ma la democrazia interna sembra avere una porta d'accesso molto più stretta. Il cuore della nostra contestazione riguarda, tuttavia, soprattutto la formazione della platea degli iscritti al 31 dicembre 2025. Vogliamo sapere come sia stata costruita, con quali criteri e attraverso quali procedure.
Parliamo di un tesseramento prevalentemente cartaceo, rispetto al quale chiediamo di conoscere le modalità di distribuzione, gestione e raccolta delle tessere, nonché le garanzie di trasparenza adottate. Non intendiamo mettere in discussione il valore degli iscritti né alimentare sospetti generalizzati. Chiediamo semplicemente che siano chiariti i criteri con cui è stata definita la platea che oggi determina chi può partecipare alle scelte congressuali. È proprio questo il punto sul quale il Comitato "Lasciare un Segno" chiede risposte. È singolare che il Comitato venga riconosciuto quando contribuisce a portare voti, consenso ed elettori nei seggi e diventi improvvisamente «sedicente» quando chiede conto dei criteri di partecipazione e di democrazia interna.
Un congresso aperto o una scelta già confezionata? A tutto questo si aggiunge un'ulteriore preoccupazione politica: la figura del futuro Segretario cittadino appare, almeno all'esterno, già sostanzialmente individuata, senza una preventiva e adeguata condivisione con la comunità politica del partito e senza che sia stata presentata e discussa un'apposita mozione politico-programmatica, come previsto dalle procedure congressuali.
Quale confronto democratico si intende celebrare se il nome di chi dovrà guidare il partito sembra già definito prima ancora di aver discusso idee, programmi e visione della città? Qui emerge la contraddizione più evidente: si invita chiunque a iscriversi online, si proclama l'apertura del partito, ma poi gli organismi dirigenti e la futura guida cittadina sembrano essere il risultato di accordi e decisioni maturati in ambiti ristretti. Un partito aperto non si misura soltanto dal numero delle tessere che riesce a raccogliere, ma dalla possibilità concreta che ogni iscritto abbia voce nelle decisioni e possa contribuire a determinare il proprio futuro. Il PD di Andria non ha bisogno della certificazione degli equilibri esistenti, ma di una Segreteria autorevole, presente nei quartieri, partecipata e capace di valorizzare le energie locali.
Non vogliamo un partito che convochi gli iscritti quando le decisioni sono già state prese. Vogliamo una comunità politica nella quale il confronto preceda le scelte e non diventi un adempimento formale successivo ad accordi già definiti. Rinnoviamo infine i nostri auguri di buon lavoro a Giovanni Vurchio, consigliere regionale della Puglia, la cui elezione ha trovato ulteriore conferma nelle seconde pronunce del Consiglio di Stato, che hanno respinto i ricorsi presentati contro il suo mandato. Una vicenda che consente di guardare avanti con serenità e di proseguire il lavoro istituzionale al servizio del territorio. della Chi oggi chiede ascolto, trasparenza e regole uguali per tutti non è uno sconosciuto. È parte storia e del patrimonio politico di questo partito. Il PD di Andria merita un congresso vero: non una semplice ratifica di decisioni già assunte, ma un'occasione per ritrovare partecipazione, credibilità e unità. Perché le porte di un partito devono essere aperte non soltanto per entrare, ma anche per contare.»


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