
Politica
Avv. Caldarola: "Celebriamo il 60° anniversario del primo Consiglio comunale della storia della città di Andria"
"Come nuovo consigliere comunale del Pd, sento forte il sentimento di appartenenza a una realtà politica forte e consolidata nella città"
Andria - lunedì 12 ottobre 2026
5.33
"Martedì prossimo 13 ottobre, torna a riunirsi il Consiglio comunale andriese dopo la pausa estiva. Come nuovo consigliere comunale del Partito Democratico -sottolinea l'avvocato Michele Caldarola-, sento forte il sentimento di appartenenza a una realtà politica forte e consolidata nella città.
Le elezioni dello scorso maggio hanno consacrato il Partito Democratico come primo partito andriese, con oltre il 21,38% delle preferenze, il risultato più alto di sempre alle elezioni amministrative! Il Partito Democratico ha quindi visto la riconferma della sindaca Giovanna Bruno, con oltre il 77% dei voti, e la nomina della seconda donna presidente del Consiglio comunale, la prof.ssa Daniela Di Bari, del PD. Inoltre, può contare su un'altra donna nell'amministrazione Bruno: la ragioniera Riccardina Liso, assessora alle Pari opportunità, all'Innovazione e con focus territoriale su Montegrosso. I consiglieri comunali presenti oltre la Presidente sono sei.
Il Partito Democratico cittadino vede inoltre la presenza del consigliere dott. Giovanni Vurchio tra i componenti del Consiglio regionale della Puglia.
Risultati che lusingano, alla vigilia del sessantesimo anniversario del primo Consiglio comunale della storia della città di Andria, costituito per la prima volta all'indomani della Seconda guerra mondiale, nell'ottobre del 1946. Una data di cui fare memoria nel suo anniversario.
Un Partito Democratico che riparte dopo aver visto approvato, nell'ultimo Consiglio comunale, all'unanimità da tutte le forze di maggioranza, il proprio ordine del giorno contro l'autonomia differenziata, prevista dalla Legge 26 giugno 2024, n. 86. (Obbiettivo chiedere la sospensione dell'iter delle pre-intese perché, in contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale e senza Lep)
Il Partito Democratico ha ricordato che questa riforma non è decentramento, ma disgregazione. Per un comune del Sud come il nostro, significherebbe meno risorse per la sanità, la scuola e il trasporto pubblico locale; significherebbe, inoltre, più burocrazia e disuguaglianze in materie come energia, lavoro e ambiente".
Le elezioni dello scorso maggio hanno consacrato il Partito Democratico come primo partito andriese, con oltre il 21,38% delle preferenze, il risultato più alto di sempre alle elezioni amministrative! Il Partito Democratico ha quindi visto la riconferma della sindaca Giovanna Bruno, con oltre il 77% dei voti, e la nomina della seconda donna presidente del Consiglio comunale, la prof.ssa Daniela Di Bari, del PD. Inoltre, può contare su un'altra donna nell'amministrazione Bruno: la ragioniera Riccardina Liso, assessora alle Pari opportunità, all'Innovazione e con focus territoriale su Montegrosso. I consiglieri comunali presenti oltre la Presidente sono sei.
Il Partito Democratico cittadino vede inoltre la presenza del consigliere dott. Giovanni Vurchio tra i componenti del Consiglio regionale della Puglia.
Risultati che lusingano, alla vigilia del sessantesimo anniversario del primo Consiglio comunale della storia della città di Andria, costituito per la prima volta all'indomani della Seconda guerra mondiale, nell'ottobre del 1946. Una data di cui fare memoria nel suo anniversario.
Un Partito Democratico che riparte dopo aver visto approvato, nell'ultimo Consiglio comunale, all'unanimità da tutte le forze di maggioranza, il proprio ordine del giorno contro l'autonomia differenziata, prevista dalla Legge 26 giugno 2024, n. 86. (Obbiettivo chiedere la sospensione dell'iter delle pre-intese perché, in contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale e senza Lep)
Il Partito Democratico ha ricordato che questa riforma non è decentramento, ma disgregazione. Per un comune del Sud come il nostro, significherebbe meno risorse per la sanità, la scuola e il trasporto pubblico locale; significherebbe, inoltre, più burocrazia e disuguaglianze in materie come energia, lavoro e ambiente".


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