
Eventi e cultura
DESIDERIUM. Ciò che manca: l’opera di Giovanni Casamassima e Francesca Mansi in mostra a Venezia
I due artisti andriesi selezionati per questa importante manifestazione d'arte contemporanea
Andria - martedì 3 febbraio 2026
5.20 Comunicato Stampa
C'è una parola antica che attraversa il tempo come una corrente sotterranea: Desiderium.
Non è semplice desiderio, ma mancanza consapevole, tensione verso ciò che ancora non esiste, forza silenziosa che spinge l'essere umano a creare, cercare, immaginare.Da questa soglia fragile e necessaria nasce DESIDERIUM, mostra d'arte contemporanea a cura di Gina Affinito, in programma dal 31 gennaio al 7 febbraio, ospitata negli spazi di Palazzo Pisani Revedin, nel cuore pulsante di Venezia. Un progetto espositivo che esplora il desiderio come motore primario dell'atto creativo e come condizione esistenziale: mai risolta, mai pacificata.All'interno di questo percorso si inserisce con particolare intensità l'opera "Ciò che manca" del duo artistico Giovanni Casamassima e Francesca Mansi, una ricerca condivisa che indaga l'assenza non come vuoto sterile, ma come spazio generativo, luogo di possibilità e tensione poetica.L'opera non tenta di colmare la mancanza, né di spiegarla. La espone. La rende percepibile come esperienza sensibile, come soglia. In Ciò che manca, l'assenza diventa presenza latente, una traccia che interroga lo spettatore e lo coinvolge in un dialogo intimo, fatto di attese, silenzi e frammenti di memoria. È proprio in ciò che sfugge, in ciò che non si completa, che l'opera trova la sua forza.Le opere in mostra non rappresentano il desiderio: lo abitano.
Lo attraversano come tensione, slancio, nostalgia, ferita luminosa. Il desiderio emerge come frizione tra corpo e memoria, tra visibile e invisibile, tra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere. In questo spazio instabile, l'arte diventa luogo di attraversamento e l'incompiuto si rivela non come limite, ma come possibilità.DESIDERIUM riunisce artisti e artiste provenienti da percorsi e linguaggi differenti, in un dialogo corale che restituisce una costellazione di sguardi, materiali e visioni. Nessuna risposta definitiva, solo domande aperte. Perché è proprio dove qualcosa manca che l'opera accade.E nell'opera di Casamassima e Mansi, quella mancanza non chiede di essere risolta, ma ascoltata.
È lì che il desiderio prende forma.


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