
Politica
Comunali, l'assessore Loconte inaugura il suo comitato: "Dalla macchina ferma alla città che corre"
Il taglio del nastro nel cuore del quartiere Madonna di Pompei con il sostegno della Sindaca
Andria - mercoledì 8 aprile 2026
C'è un'immagine che l'architetto Mario Loconte, Assessore al Quotidiano e pilastro della lista Andria 3 Lab, ha voluto consegnare ai tanti cittadini accorsi per l'inaugurazione del suo comitato elettorale: quella di una città che non è più una "macchina ferma".
L'apertura della sede nel quartiere Madonna di Pompei non è stata casuale. A sottolinearlo è stato il giovane don Francesco, che nel benedire i locali ha parlato al cuore della sfida politica: questo spazio deve essere un laboratorio di idee per un quartiere che, prima dell'attuale amministrazione, è stato troppo spesso lasciato ai margini. «Bisogna crederci nella riqualificazione – ha detto il sacerdote – perché la forza di Andria passa proprio da questi luoghi».
Il racconto dell'Assessore al Quotidiano Loconte parte da una verità inconfutabile: «La matematica non è un'opinione». Cinque anni fa, l'amministrazione ha ereditato un peso economico schiacciante, un predissesto che era un muro invisibile ma invalicabile. Con una gestione attenta e lungimirante, Andria è riuscita nell'impresa di ridurre il debito comunale da 90 a 18 milioni di euro, recuperando contemporaneamente oltre 90 milioni di risorse pubbliche per investimenti. Un lavoro di progettazione costante che, dopo un primo biennio dedicato al reperimento dei fondi, ha visto l'esplosione dei cantieri su tutto il territorio.
Il cuore – come quello tratteggiato su una gigantografica della mappa di Andria, appesa sulla parete dell'inaugurato comitato, ad indicare tutti i luoghi rinati sotto l'attuale amministrazione – della visione di Loconte e di Andria 3 Lab risiede nel progetto PINQUA, un investimento da 45 milioni di euro declinato nei tre pilastri Aria, Acqua e Terra. Non si tratta solo di cemento, ma di "ricucire brani di città" un tempo divisi dalle barriere ferroviarie. Laddove c'era abbandono, tra Andria nord e sud, nascono oggi alloggi sociali, parchi urbani e piste ciclabili. Un processo di rigenerazione straordinaria che non dimentica le periferie storiche come le Fornaci, San Giuseppe Artigiano e Santa Maria Vetere.
Ma il cambiamento tocca ogni fibra del tessuto sociale. L'edilizia scolastica ha visto la storica riapertura dell'Asilo Gabelli e l'avvio, dopo vent'anni di attesa, della ricostruzione della Scuola Jannuzzi. Al contempo, la città ha riscoperto la sua vocazione sportiva e culturale: dal nuovo Polo Monticelli alla riqualificazione totale dello Stadio Sant'Angelo dei Ricchi, fino al maestoso cantiere di Palazzo Ducale, destinato a diventare la "Casa della Cultura".
Andria oggi respira un'aria nuova anche sotto il profilo infrastrutturale. Il "Piano Asfalti" ha rimesso a nuovo oltre 40 chilometri di strade, mentre interventi attesi da decenni sono diventati realtà: lo smontaggio del Ponte Bailey dopo 15 anni e la messa in sicurezza del canale Ciappetta-Camaggio hanno finalmente restituito decoro a via Carmine. Una visione di città che le è valsa il premio di Urbanpromo 2025 e il titolo di Capitale delle Smart City, grazie a un'accelerazione decisa sull'innovazione e l'efficienza energetica.
Guardando al futuro, Loconte è stato chiaro: la sfida ora è la gestione. «Non lascerò che il bello diventi fragile», ha dichiarato, citando gli esempi del Centro Puglisi e del campo di San Domenico, già affidati alle comunità parrocchiali. L'obiettivo è dare un'anima a ogni opera, dalla nuova Piscina Comunale alla gestione dei locali terra del progetto PINQUA per le associazioni.
Infine, la scommessa sulla mobilità sostenibile e il dialogo con i privati. L'idea è quella di una città a misura d'uomo, dove nuovi parcheggi strategici liberino il centro dal soffocamento delle auto, alimentando una cultura del movimento. «Andria è la città di chi non si arrende – ha concluso Loconte tra gli applausi – e oggi questa macchina corre veloce verso il domani. Continuiamo a prendercene cura insieme. Andiamo avanti!»
L'apertura della sede nel quartiere Madonna di Pompei non è stata casuale. A sottolinearlo è stato il giovane don Francesco, che nel benedire i locali ha parlato al cuore della sfida politica: questo spazio deve essere un laboratorio di idee per un quartiere che, prima dell'attuale amministrazione, è stato troppo spesso lasciato ai margini. «Bisogna crederci nella riqualificazione – ha detto il sacerdote – perché la forza di Andria passa proprio da questi luoghi».
Il racconto dell'Assessore al Quotidiano Loconte parte da una verità inconfutabile: «La matematica non è un'opinione». Cinque anni fa, l'amministrazione ha ereditato un peso economico schiacciante, un predissesto che era un muro invisibile ma invalicabile. Con una gestione attenta e lungimirante, Andria è riuscita nell'impresa di ridurre il debito comunale da 90 a 18 milioni di euro, recuperando contemporaneamente oltre 90 milioni di risorse pubbliche per investimenti. Un lavoro di progettazione costante che, dopo un primo biennio dedicato al reperimento dei fondi, ha visto l'esplosione dei cantieri su tutto il territorio.
Il cuore – come quello tratteggiato su una gigantografica della mappa di Andria, appesa sulla parete dell'inaugurato comitato, ad indicare tutti i luoghi rinati sotto l'attuale amministrazione – della visione di Loconte e di Andria 3 Lab risiede nel progetto PINQUA, un investimento da 45 milioni di euro declinato nei tre pilastri Aria, Acqua e Terra. Non si tratta solo di cemento, ma di "ricucire brani di città" un tempo divisi dalle barriere ferroviarie. Laddove c'era abbandono, tra Andria nord e sud, nascono oggi alloggi sociali, parchi urbani e piste ciclabili. Un processo di rigenerazione straordinaria che non dimentica le periferie storiche come le Fornaci, San Giuseppe Artigiano e Santa Maria Vetere.
Ma il cambiamento tocca ogni fibra del tessuto sociale. L'edilizia scolastica ha visto la storica riapertura dell'Asilo Gabelli e l'avvio, dopo vent'anni di attesa, della ricostruzione della Scuola Jannuzzi. Al contempo, la città ha riscoperto la sua vocazione sportiva e culturale: dal nuovo Polo Monticelli alla riqualificazione totale dello Stadio Sant'Angelo dei Ricchi, fino al maestoso cantiere di Palazzo Ducale, destinato a diventare la "Casa della Cultura".
Andria oggi respira un'aria nuova anche sotto il profilo infrastrutturale. Il "Piano Asfalti" ha rimesso a nuovo oltre 40 chilometri di strade, mentre interventi attesi da decenni sono diventati realtà: lo smontaggio del Ponte Bailey dopo 15 anni e la messa in sicurezza del canale Ciappetta-Camaggio hanno finalmente restituito decoro a via Carmine. Una visione di città che le è valsa il premio di Urbanpromo 2025 e il titolo di Capitale delle Smart City, grazie a un'accelerazione decisa sull'innovazione e l'efficienza energetica.
Guardando al futuro, Loconte è stato chiaro: la sfida ora è la gestione. «Non lascerò che il bello diventi fragile», ha dichiarato, citando gli esempi del Centro Puglisi e del campo di San Domenico, già affidati alle comunità parrocchiali. L'obiettivo è dare un'anima a ogni opera, dalla nuova Piscina Comunale alla gestione dei locali terra del progetto PINQUA per le associazioni.
Infine, la scommessa sulla mobilità sostenibile e il dialogo con i privati. L'idea è quella di una città a misura d'uomo, dove nuovi parcheggi strategici liberino il centro dal soffocamento delle auto, alimentando una cultura del movimento. «Andria è la città di chi non si arrende – ha concluso Loconte tra gli applausi – e oggi questa macchina corre veloce verso il domani. Continuiamo a prendercene cura insieme. Andiamo avanti!»








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