Palazzo di città di Andria. <span>Foto Francesco Casiero </span>
Palazzo di città di Andria. Foto Francesco Casiero
Commento

Centro Zenith: una campagna elettorale all'altezza di Andria

Riflessioni sul confronto e la dialettica politica che deve accompagnare ogni campagna elettorale, a cura del prof. Antonello Fortunato

In una comunità matura, la campagna elettorale non è un campo di battaglia ma uno spazio di confronto.
Questo principio dovrebbe valere ovunque, ma ancora di più in una città civile come Andria, dove la partecipazione politica è storicamente sentita e il senso di appartenenza è forte.
Una campagna elettorale all'altezza della città non si misura dal volume degli attacchi, ma dalla qualità delle proposte.
Non è la polemica a qualificare un candidato, bensì la sua capacità di delineare una visione credibile e concreta per il futuro.
IL CONFRONTO SULLE IDEE, NON SULLE PERSONE
Il primo segno di maturità politica è distinguere tra critica e delegittimazione. Criticare un programma è legittimo, persino necessario. Attaccare la persona o insinuare dubbi sulla sua dignità istituzionale, invece, impoverisce il dibattito pubblico.
La competizione democratica è sana quando mette a confronto modelli di sviluppo, priorità amministrative, soluzioni ai problemi reali: lavoro, servizi, qualità urbana, sostegno alle imprese, attenzione ai giovani, tutela delle fragilità. È sterile quando scivola nel rancore o nella ricerca del consenso attraverso la paura.
LA CENTRALITÀ DELLA PROGETTUALITÀ
Una campagna matura dovrebbe chiarire non solo "cosa" si vuole fare, ma "come".
Quali risorse saranno impiegate? Con quali tempi? Con quali priorità?
La differenza tra slogan e programma sta proprio qui: nella capacità di trasformare un'intenzione in un percorso concreto. I cittadini meritano chiarezza, trasparenza e realismo, non promesse generiche o irrealizzabili.
IL RISPETTO COME FONDAMENTO ISTITUZIONALE
Il tono della campagna dice molto sulla qualità della futura amministrazione. Chi governerà dovrà rappresentare l'intera città, anche chi non lo ha votato. Chi sarà all'opposizione dovrà esercitare un controllo serio e costruttivo, non pregiudiziale.
Se il rispetto reciproco viene mantenuto durante la competizione, sarà più semplice collaborare sui temi di interesse comune una volta concluso il voto. Perché il giorno dopo le elezioni, la città resta una sola.
COINVOLGERE LA COMUNITÀ
Una campagna elettorale matura non parla solo ai propri sostenitori. Ascolta associazioni, categorie produttive, scuole, professionisti, giovani e anziani. Integra proposte, raccoglie suggerimenti, costruisce partecipazione.
Quando i cittadini si sentono parte del processo, diminuisce la polarizzazione e cresce la fiducia nelle istituzioni.
UNA SCELTA DI STILE, PRIMA ANCORA CHE POLITICA
In definitiva, una campagna non rancorosa non è un segno di debolezza, ma di forza. Significa avere argomenti sufficientemente solidi da non aver bisogno di colpire l'avversario sul piano personale. Significa credere che il confronto possa elevare il dibattito pubblico invece di degradarlo.
Andria merita una competizione tra visioni, non tra rancori. Una politica capace di distinguere tra avversari e nemici. Una campagna elettorale che non divida la comunità, ma la prepari con serietà e responsabilità alle scelte del futuro.
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