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Centro Ricerche Bonomo: "Meglio ostello che vederlo chiuso ed abbandonato"

Per la prima volta parla uno dei discendenti della Famiglia Bonomo, sul futuro di questa struttura ai piedi del maniero federiciano

"Meglio così che vederlo chiuso e abbandonato, sapendo quanto è costato in termini di sacrificio e lavoro a mio padre e mio zio. Ma ad una condizione: la nuova entità deve rispettare identità e storia del luogo". È questa la posizione del dott. Riccardo Bonomo, figlio del dott. Franco e nipote del prof. Vincenzo, i fondatori dell'Opera Bonomo, che divenne centro ricerche e ora sta per ospitare un polo culturale con un ostello per i giovani.

La struttura ai piedi di Castel del Monte rientrerà nel cosiddetto turismo lento della via Francigena, sarà trasformata dalla Provincia sfruttando fondi europei di un programma di cooperazione internazionale "Interreg Grecia-Italia 2014-2020". Dall'annuncio del presidente della Bat Bernardo Lodispoto numerose le reazioni tra favorevoli e contrari.

Lavoratori e sindacati da un lato si sono chiesti che fine farà la ricerca e da dove sono spuntanti questi soldi, oltre 3 milioni di euro per gli interventi. Per l'Ente di piazza San Pio X ad Andria questo è l'unico progetto per il momento di rilancio della struttura. La domanda che molti si sono posti in tutto questo tempo: ma cosa ne pensa la famiglia Bonomo di quanto sta accadendo? E il dott. Riccardo ci risponde così: "Mi va bene, sempre meglio appunto di vederlo abbandonato. Ma a condizione che si conservi il nostro nome ma non lo si chiami per favore "Ostello Bonomo", piuttosto sarebbe preferibile Centro Bonomo, visto che dovrebbero essere ospitati anche una sede della Sovrintendenza e un Museo, stando almeno a ciò che si dice".

"L'importante è che si rispetti storia e dignità del posto -prosegue il dott. Bonomo-. Anzi, questa può essere un'occasione di lavoro anche per molti, una volta che saranno conclusi gli interventi di ristrutturazione. Il dott. Bonomo ricorda anche la nascita dell'Opera: gli artefici sono stati il prof. Vincenzo, chirurgo di fama e grande benefattore, e il dott. Franco, direttore amministrativo dell'ospedale civile di Andria. Ogni giorno finito di lavorare andava su al Castello, dedicando tutta la sua vita alla struttura. C'era una scuola, si ospitavano ragazze madri, un teatro, la tipografia, il laboratorio di cucina e di cucina, campi sportivi. Quando morì il prof. Vincenzo, il fratello non potendo fare tutto da solo decise di donarlo ad un'istituzione che potesse prendersene cura. La Provincia si rese disponibile ma non avendo tra le competenze quella dell'assistenza all'infanzia decise di farne un centro di ricerca per l'agricoltura. Era il 1978. Così è stato fino al 2011, anno in cui è stata avviata la procedura per la liquidazione, dopo il tentativo di risanare la debitoria. Poi è nata la provincia Bat e, ad aprile del 2013 è stata istituita la Fondazione Bonomo che ha riportato in vita la struttura fino a 4 anni fa, quando una volta finiti i progetti sono stati chiusi i cancelli.
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