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Autismo, tra celebrazioni e realtà. CIMO-FESMED denuncia l'inadempienza dei servizi nell’Asl Bt

«La distanza tra la narrazione istituzionale e la realtà vissuta dalle famiglie è diventata un solco inaccettabile»

​In occasione della Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull'Autismo, il dibattito pubblico si accende su una sfida che, come recentemente evidenziato dal Sole 24 Ore, mette alla prova non solo la sanità, ma l'intero "Sistema Paese". Se a livello nazionale l'autismo rappresenta un banco di prova per la tenuta del welfare e dell'inclusione, sul territorio della Asl Bt la distanza tra la narrazione istituzionale e la realtà vissuta dalle famiglie è diventata un solco inaccettabile.

​Mentre l'Azienda annuncia nuovi spazi e percorsi integrati, la quotidianità parla di Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) disattesi, diagnosi tardive e percorsi riabilitativi interrotti. La gravità della situazione è suggellata da recenti ordinanze del Tribunale di Trani, che hanno dovuto imporre per via giudiziaria ciò che la legge già garantisce come diritto soggettivo esigibile: l'assistenza riabilitativa ai minori.
​"La qualità dell'assistenza ai più fragili è la misura reale della tenuta di un sistema sanitario", dichiara il dott. Luciano Suriano, Segretario Aziendale CIMO-FESMED Asl Bt. "Non possiamo accettare che le carenze strutturali e di organico si traducano in un diniego di assistenza o in carichi di lavoro insostenibili per i medici e i terapisti che operano sul campo".
​Di seguito, il testo integrale del documento inviato alla Direzione Strategica della Asl Bt, con il quale la Federazione CIMO-FESMED richiede un intervento urgente, l'apertura di un tavolo di confronto e una reale collaborazione con le eccellenze del territorio, come la Fondazione Pugliese per le Neurodiversità.

«La CIMO – FESMED, nella persona del Segretario Aziendale della Asl Bt, intende portare formalmente all'attenzione della Commissaria e della Responsabile del Servizio di Neuropsichiatria Infantile la grave e perdurante situazione di inadempienza riscontrata nell'erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) in materia di riabilitazione per i minori con disturbi dello spettro autistico nel territorio di competenza.
Questa organizzazione sindacale non può fare a meno di rilevare, con netta perplessità, la distanza che separa la rappresentazione pubblica che l'Azienda ha offerto in un recente comunicato – diffuso il 12 marzo 2026 e ripreso da organi di informazione locali – in merito ai propri servizi per l'autismo: nuovi spazi annunciati per i Centri Territoriali Autismo di Andria, Barletta e Trani, percorsi integrati, reti territoriali, numeri di utenti assistiti presentati con evidente intento comunicativo.
Ebbene, quella narrazione, per quanto auspicabile nei suoi obiettivi dichiarati, stride in modo insostenibile con la realtà concreta che le famiglie vivono quotidianamente sul territorio. Annunciare riorganizzazioni e inaugurare progetti è esercizio legittimo; ma quando, contestualmente, un giudice è costretto a emettere un'ordinanza d'urgenza per imporre a questa stessa Azienda l'avvio di un percorso riabilitativo già dovuto per legge, il divario tra narrazione istituzionale e realtà effettiva dei servizi diventa impossibile da ignorare e, soprattutto, inaccettabile.
Il presente atto trae spunto, pertanto, dalle dichiarazioni pubblicamente rese dall'avv. Francesco Bruno, Presidente della Fondazione Pugliese per le Neurodiversità (FPN), nonché dalla citata ordinanza d'urgenza emessa dal Tribunale di Trani, con cui è stato imposto alla Asl Bt l'avvio immediato di un percorso riabilitativo per un minore con diagnosi di disturbo dello spettro autistico, dopo che l'Azienda aveva opposto, ancora una volta, difficoltà organizzative e carenze di personale.

Quella sentenza non è una svista burocratica: è la fotografia autentica dello stato reale dei servizi, e vale più di qualsiasi comunicato stampa. I Livelli Essenziali di Assistenza, così come definiti dalla normativa vigente, non sono raccomandazioni programmatiche né aspirazioni di buona amministrazione. Essi costituiscono diritti soggettivi esigibili da ogni cittadino, indipendentemente dal territorio in cui risiede o dalle condizioni economiche della sua famiglia. La loro violazione non è una disfunzione gestionale tollerabile: è una violazione di legge. Quanto accaduto non è episodico. È la conferma di un problema sistemico che questa organizzazione sindacale non può continuare a ignorare: famiglie costrette a ricorrere alla tutela giudiziaria per ottenere prestazioni che l'ordinamento già garantisce. Diagnosi tardive. Percorsi riabilitativi incompleti o interrotti. Assenza di reale continuità socio-sanitaria. Piani annunciati che restano sulla carta. Tutto questo avviene sul territorio della Asl Bt, e tutto questo è inaccettabile. CIMO – FESMED non ignora le difficoltà strutturali che gravano sul sistema sanitario pubblico: carenza di organico, insufficienza delle risorse destinate alla neuropsichiatria infantile, lentezze burocratiche di reclutamento. Tuttavia, il sindacato medico ha il dovere di affermare con chiarezza che tali criticità non possono tradursi in un diniego di assistenza per i pazienti più vulnerabili. I professionisti sanitari che operano all'interno di questa Asl – medici, neuropsichiatri infantili, terapisti della riabilitazione – quotidianamente si trovano a fronteggiare carichi di lavoro insostenibili, liste d'attesa incontrollabili e una organizzazione dei servizi che non risponde agli standard previsti dalla normativa. Questo è un problema che riguarda al tempo stesso i lavoratori e i pazienti: e come tale va affrontato.

Sulla base di quanto esposto, CIMO – FESMED richiede formalmente alla Commissaria Asl Bt e alla Responsabile del Servizio di Neuropsichiatria Infantile:
• il rispetto immediato e integrale dei LEA in materia di disturbi dello spettro autistico, con adozione di un piano operativo urgente che garantisca tempi certi per diagnosi, presa in carico e continuità riabilitativa su tutto il territorio aziendale;
• l'apertura di un tavolo di confronto strutturato tra la Direzione Generale, le organizzazioni sindacali del comparto medico e le rappresentanze dei lavoratori della neuropsichiatria infantile, finalizzato ad analizzare le criticità organizzative, identificare soluzioni concrete e definire un cronoprogramma vincolante di adeguamento;
• l'avvio di una collaborazione istituzionale formale con la Fondazione Pugliese per le Neurodiversità, realtà che sul territorio ha già sviluppato modelli operativi di presa in carico globale e progetti esecutivi – tra cui il Centro di Eccellenza regionale previsto dalla legge pugliese – che potrebbero integrarsi virtuosamente con l'offerta pubblica, a beneficio delle famiglie e degli stessi professionisti del servizio sanitario;
• la trasmissione alla Regione Puglia di una relazione dettagliata sullo stato attuale dei servizi di riabilitazione per i minori con disturbi dello spettro autistico nell'ambito della Asl Bt, con indicazione delle risorse necessarie e delle misure già in corso di attuazione.
Questa organizzazione sindacale ritiene che la qualità dell'assistenza erogata ai soggetti più fragili sia la misura reale della tenuta di un sistema sanitario. Il fatto che una famiglia debba ricorrere a un'ordinanza d'urgenza di un tribunale per garantire al proprio figlio una riabilitazione che la legge già prevede rappresenta un fallimento istituzionale che non può essere derubricato a problema burocratico. CIMO – FESMED si riserva di intraprendere ogni ulteriore azione sindacale e di segnalazione alle autorità competenti – inclusa la Regione Puglia e il Ministero della Salute – qualora non venga fornito riscontro concreto alle presenti richieste entro i termini che la gravità della situazione impone», conclude la nota del CIMO - FESMED.
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