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Vita di città
Archeologia dell'Umanità, Gianluca Migliorino chiude Unreal Andria con la 19ª stazione del Museo a Cielo Aperto
Domenica 4 ottobre alle ore 18.00 sarà inaugurato il vernissage, presso lo stesso Museo, con tante novità legate al progetto che saranno annunciate dall’artista
Andria - venerdì 2 ottobre 2026
13.59
Dopo aver trasformato Andria in un museo diffuso attraverso 18 opere collocate in altrettanti punti della città, nell'ambito del cartellone estivo "R*Estate ad Andria", UNREAL ANDRIA approda al Museo Diocesano con la sua 19ª stazione. Fino al 10 ottobre, Gianluca Migliorino presenta HOMO ÆTHERIUS — Archeologia dell'Umanità, progetto transmediale che conclude il percorso del Museo a Cielo Aperto portando il visitatore fuori dalla città e, idealmente, fuori dal proprio tempo. Domenica 4 ottobre alle ore 18.00 sarà inaugurato il vernissage, presso lo stesso Museo, con tante novità legate al progetto che saranno annunciate dall'artista, alla presenza dell'Amministrazione Comunale.
La domanda da cui prende avvio l'esperienza è radicale: che cosa vedremmo dell'essere umano se potessimo osservarlo da un futuro in cui non esiste più nella forma in cui lo conosciamo? Il percorso attraversa tre coordinate temporali — 2026, 2078 e 3000 — trasformando progressivamente Homo sapiens da osservatore a oggetto dell'osservazione.
Nel 2026 il corpo è ancora il luogo dell'esperienza: nascita, dolore, memoria, malattia, vecchiaia e morte diventano materiali di un immaginario archivio antropologico, mentre medicina, procreazione assistita, chirurgia e tecnologia mostrano già il tentativo umano di correggere i propri limiti. Qui ritorna anche ASCENSIONE, visualizzabile in realtà aumentata: sulla figura di LIBERTÀ compare un sistema grafico apparentemente indecifrabile.
Nel 2078, "L'Alba della Perfezione", Homo sapiens convive con nuove forme di umanità e intelligenza. Il corpo diventa modificabile, riparabile, estendibile; molte condizioni considerate inevitabili nel 2026 sembrano superate. Anche il linguaggio muta: italiano, inglese, simboli e una nuova scrittura convivono nelle pubblicità, nei media e nelle interfacce di quel mondo.
Infine, il 3000. La sezione si intitola semplicemente DOPO. La natura ha riconquistato la Terra; alcuni monumenti sono stati preservati, altri sommersi o riassorbiti dal paesaggio. Le immagini appartengono a un ipotetico archivio del GPMH — Global Patrimony & Memory of Humanity. Nelle fotografie non compaiono esseri umani. Eppure qualcosa continua a conservare, catalogare e ricordare.
La domanda da cui prende avvio l'esperienza è radicale: che cosa vedremmo dell'essere umano se potessimo osservarlo da un futuro in cui non esiste più nella forma in cui lo conosciamo? Il percorso attraversa tre coordinate temporali — 2026, 2078 e 3000 — trasformando progressivamente Homo sapiens da osservatore a oggetto dell'osservazione.
Nel 2026 il corpo è ancora il luogo dell'esperienza: nascita, dolore, memoria, malattia, vecchiaia e morte diventano materiali di un immaginario archivio antropologico, mentre medicina, procreazione assistita, chirurgia e tecnologia mostrano già il tentativo umano di correggere i propri limiti. Qui ritorna anche ASCENSIONE, visualizzabile in realtà aumentata: sulla figura di LIBERTÀ compare un sistema grafico apparentemente indecifrabile.
Nel 2078, "L'Alba della Perfezione", Homo sapiens convive con nuove forme di umanità e intelligenza. Il corpo diventa modificabile, riparabile, estendibile; molte condizioni considerate inevitabili nel 2026 sembrano superate. Anche il linguaggio muta: italiano, inglese, simboli e una nuova scrittura convivono nelle pubblicità, nei media e nelle interfacce di quel mondo.
Infine, il 3000. La sezione si intitola semplicemente DOPO. La natura ha riconquistato la Terra; alcuni monumenti sono stati preservati, altri sommersi o riassorbiti dal paesaggio. Le immagini appartengono a un ipotetico archivio del GPMH — Global Patrimony & Memory of Humanity. Nelle fotografie non compaiono esseri umani. Eppure qualcosa continua a conservare, catalogare e ricordare.
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