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Andria: momento di incontro tra i cittadini, la regista e i protagonisti del film "Alla salute"

Ieri sera, martedì 4 giugno, proiezione presso la Multisala Roma

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È possibile essere felici anche se gravemente malati? Se lo è chiesto Nick Difino, il food performer che, ammalandosi di linfoma nel 2015, ha trasformato il suo percorso da paziente in una sfida per trovare la "ricetta della felicità". La vicenda di Nick Di fino, è stata ieri sera, martedì 4 giugno, raccontata nel film-documentario "Alla salute" di Brunella Filì, presso il cinema "Multisala Roma" di Andria.

II documentario racconta la vicenda del 48enne Nick, che di lavoro fa il food performer ovvero, mette musica mentre cucina e narra storie al pubblico attraverso il cibo portando il suo cooking show in giro per l'Italia con la convinzione che "il cibo è l'ingranaggio cardine dell'economia, dell' ecosistema, della salute e della cultura". La salute, appunto. Quando a febbraio 2015, si ammala di cancro, dopo l'iniziale scoramento, decide di cambiare le carte in tavola e di utilizzare la malattia come opportunità per brindare "Alla salute", facendone una strada per trovare la felicità, durante e dopo il cancro. Inoltre, durante il film, intervengono volti già noti nel mondo dello spettacolo come il musicista e compositore Roy Paci e lo chef dell'alta cucina vegetale Simone Salvini.

A fine proiezione, dove non è mancato l'applauso e un vivo apprezzamento da parte di un numeroso pubblico, si è svolto un momento di incontro tra la regista del film, Brunella Filì, la sceneggiatrice Antonella Gaeta, l'attore protagonista Nick Difino e l'oncologo Attilio Guarini che interpreta proprio il ruolo di medico nel film.

Ad introdurre l'incontro è stata la regista Brunella Filì che così commenta: "Alla salute, è un film documentario che sta viaggiando per il mondo. In un anno è partito da biografilm, ottenendo diversi riconoscimenti tra cui il premio del pubblico della giuria. Il progetto è nato da una telefonata tra me e Nick e da lì abbiamo deciso di documentare il modo in cui lui, sta affrontando la malattia. Durante il suo percorso un'intera comunità di persone viene coinvolta, proprio perché nel dolore, gli amici possono darci la forza di andare avanti e di trovare energie positive".

Interviene Nick Difino, nonché protagonista del film: "Quello che abbiamo voluto fare, è lasciare una traccia, una testimonianza anche per chi ha affrontato o sta affrontando lo stesso problema. Sicuramente non ci aspettavamo di vincere il "Biografilm" e l' "Human Prize". Tutto é molto straordinario ed è questo che la vita ti riserva quando pensi di non farcela più: viene fuori qualcosa di nuovo, conducendoti oltre quello ostacolo. La formula vincente è stata quella di non vivere tutto quanto da solo ma di condividerla con persone a me più vicine. Solitamente dinanzi alla malattia si tace. Questo film, invece, vuole dire a quelle persone di non tenersi tutto dentro ma di raccontarsi. Comunicare le proprie sensazioni diviene un'operazione catartica; infatti serve a togliersi tanti pesi e se questo lo si fa in comunità diventa ancora meglio, perché la malattia non diventa più malattia della persona ma di tutti".

A seguire, spiega Antonella Gaeta, Presidente di Apulia Film Commission in che modo ha svolto i lavori tecnici di sceneggiatura: "Nick ha svolto 6-7 ore di autoripresa che è quanto più personale si possa immaginare. È stata fatta una selezione, perché come potete ben pensare c'era tantissimo del suo racconto ma anche del suo dolore. Però guardando con il massimo pudore possibile, mi aspettavo di avere una visione contrita di tutto questo iter, invece c'era tanto materiale "leggero" e quello che pian piano emergeva era proprio tutta quella impalcatura affettiva che si stava creando attorno a lui: una famiglia non convenzionale ma solo amici che lo affiancano. Un'altra costante era il cibo che era un modo per ritrovarsi, un tema importante di questo documentario; lui per gli altri e gli altri per lui. Creare tavole enormi e poi sublimare il tutto con feste a cui ho partecipato più volte. Si stava intorno a Nick per farlo guarire".

Conclude il dott. Attilio Guarini, uno dei protagonisti del film: "sono medico per davvero! Vi posso assicurare che occupandomi da diversi anni di queste patologie la cosa più difficile è il rapporto diretto tra medico e paziente. Quando Nick entrò nella mio studio munito di telecamera, rimasi perplesso; non mi era mai successo in 40 anni di carriera. Mi chiese l'autorizzazione ed io l' accettai. Lentamente è venuta fuori tutta questa storia, incentrata sulla crudeltà della malattia. Non tutti hanno la forza di Nick e tocca proprio a noi, tirare fuori tutte le energie positive dalle persone che subiscono queste problematiche. Ho valutato positivamente questo messaggio e ho fatto in modo che l'istituto ospedaliero supportasse questo documentario. Documentario che sta conseguendo molto successo anche grazie all'intervento delle associazioni onlus; questo è molto importante per trasmettere un messaggio positivo a tutti coloro che stanno vivendo tali malattie, ossia quello di non arrendersi".

Il progetto prende forma in occasione della rassegna "Cinethica energia diversamente rinnovabile" a cura dell' Associazione Cinethic, che in uno degli appuntamenti in programma al Cineporto di Bari, ospitava il performer Nick Difino.

Prodotto da Officinema Doc, il documentario è sostenuto da Istituto Tumori Bari "Giovanni Paolo II" I.R.C.C.S., Assessorato alle Politiche Agricole della Regione Puglia e da Apulia Film Commission con un finanziamento del fondo Regional Film Fund.
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