
Attualità
21 settembre, Giornata Mondiale dell'Alzheimer: la sfida è arrivare prima
A cura della Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio
BAT - lunedì 21 settembre 2026
15.21 Comunicato Stampa
Anche quest'anno il 21 settembre si celebra la Giornata Mondiale dell'Alzheimer, un'occasione per riflettere su una delle sfide sanitarie e sociali più importanti del nostro tempo, che riguarda da vicino anche la nostra comunità.
I numeri di una sfida che riguarda tutti
In Italia gli over 65 sono ormai 14 milioni e 821mila, pari al 25,1% della popolazione, mentre gli over 85 hanno superato i 2,5 milioni. In questo scenario di invecchiamento demografico, le demenze rappresentano una delle principali sfide sanitarie e sociali del Paese: sono circa 1,1 milioni le persone che convivono con una forma di demenza, a cui si aggiungono circa 900mila persone con Mild Cognitive Impairment (MCI), il declino cognitivo lieve che spesso ne precede l'insorgenza. Dietro questi numeri ci sono intere famiglie: i caregiver, in gran parte familiari, sono stimati in circa 4 milioni in tutta Italia.
Prevenire si può: i 14 fattori di rischio
Un dato che merita attenzione, e che spesso non è abbastanza conosciuto: la demenza non è un destino inevitabile legato all'età. Secondo la Lancet Commission on dementia prevention, intervention and care, esistono 14 fattori di rischio modificabili nel corso della vita — tra cui ipertensione, fumo, obesità, diabete, isolamento sociale, sedentarietà, perdita dell'udito e della vista non trattate, consumo eccessivo di alcol e inquinamento atmosferico. Intervenire su questi fattori potrebbe contribuire a prevenire o ritardare fino al 45% dei casi di demenza. Un messaggio importante: prendersi cura della salute cardiovascolare, mantenersi attivi, coltivare relazioni sociali e curare vista e udito non è solo una questione di benessere generale, ma una vera e propria strategia di prevenzione.
Diagnosi sempre più precoce
Sul fronte della ricerca, gli anticorpi monoclonali anti-amiloide hanno aperto nuove prospettive terapeutiche, pur con benefici ancora contenuti e la necessità di una selezione accurata dei pazienti. Per questo la ricerca guarda sempre più alle fasi iniziali della malattia: i biomarcatori plasmatici, ottenibili con un semplice prelievo di sangue, potrebbero in futuro facilitare l'individuazione precoce dei segni biologici dell'Alzheimer, indirizzando verso accertamenti più approfonditi come PET o analisi del liquido cerebrospinale.
Non solo diagnosi: serve una rete di assistenza
Come sottolinea la Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio (SIGOT), arrivare prima non significa soltanto diagnosticare prima. "L'obiettivo è intercettare la fragilità cognitiva prima che diventi disabilità", spiega il presidente SIGOT Luca Cipriani, ricordando come la demenza coinvolga autonomia, fragilità, comorbidità, farmaci, caregiver e qualità della vita. Sulla stessa linea il past president Lorenzo Palleschi, secondo cui la diagnosi precoce ha senso solo se accompagnata da una rete capace di prendere in carico la persona: continuità assistenziale, sostegno ai caregiver, integrazione tra Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze, medicina generale, territorio, ospedale e servizi sociali.
Il nuovo Piano Nazionale Demenze
Proprio oggi, 21 settembre, il Ministero della Salute presenta le prospettive del nuovo Piano Nazionale Demenze, insieme a una campagna nazionale di informazione. Il Fondo per l'Alzheimer e le demenze 2024-2026 mette a disposizione oltre 34 milioni di euro destinati a Regioni, Province autonome e Istituto Superiore di Sanità, per rafforzare i servizi, la formazione, la diagnosi precoce, la telemedicina e il sostegno alla rete assistenziale sul territorio.
Una sfida che riguarda tutti noi
In una comunità come la nostra, dove il tema dell'invecchiamento della popolazione è sempre più attuale, la Giornata Mondiale dell'Alzheimer è anche un invito a informarsi, sostenere le famiglie coinvolte e promuovere stili di vita sani fin da giovani. Perché prendersi cura della mente comincia molto prima della diagnosi.


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