Raccolta rifiuti, Napolitano: «Serve una sede nuova per l'azienda e nuove assunzioni, per avere una città più pulita»

«Tante le criticità su cui tace l'Amministrazione Bruno», sottolinea il candidato sindaco del centrodestra, Sabino Napolitano

sabato 2 maggio 2026 16.00
«La sicurezza di una città si evince anche dalla pulizia della stessa. E Andria non è una città pulita, quindi pecca anche in sicurezza». A parlare è il candidato sindaco del centrodestra, Sabino Napolitano, che ha incontrato i dipendenti dell'azienda impegnata nella gestione della raccolta dei rifiuti ad Andria. Stiamo parlando dell'associazione temporanea d'impresa, composta dall'unione delle tre aziende Gial, Sieco e Impregico, che continua a gestire la raccolta dei rifiuti in proroga fino a giugno 2026.
«Se i lavoratori non sono messi nelle condizioni di lavorare al meglio, il risultato finale non sarà ottimale – prosegue il candidato sindaco Sabino Napolitano -. Ci sono precise responsabilità delle aziende in questione, ma c'è anche la responsabilità dell'Amministrazione Comunale che non ha mai fatto nulla perché la situazione migliorasse. Eppure, la pulizia delle strade risulta essere una delle cose più importanti, visto che è il primo bigliettino da visita per chi viene da fuori, oltre che la condizione per far vivere bene i residenti».

La denuncia - Con il suo solito metodo, Napolitano ha prima ascoltato le criticità dei lavoratori e poi ha lanciato proposte concrete, come cura ai problemi che affliggono da tempo la città di Andria. «Onestamente non immaginavo di trovare una situazione così preoccupante – prosegue il candidato sindaco del centrodestra -. I lavoratori non hanno i dispositivi di protezione individuale (dpi), quindi sono costretti a lavorare con divise vecchie e guanti usurati. La sede dell'azienda in via Corato non ha illuminazione e l'inizio della giornata di lavoro avviene sempre al buio. Non c'è il parcheggio per le loro auto, che vengono lasciate per strada, con problemi alla viabilità arrecati alle altre aziende vicine. Nell'area dell'azienda ci sono due tralicci con vari ripetitori telefonici, che certamente non fanno bene. Il percolato che fuoriesce dai mezzi di raccolta finisce a bordo strada e non si sa dove va a finire. I camerini per cambiarsi sono dei container che d'estate diventano forni crematori e d'inverno sono ghiacciaie. Incredibilmente, nei bagni non c'è acqua potabile. Passando ai mezzi di lavoro, molti di questi sono obsoleti, mai lavati e vanno avviati a spinta perché la batteria non funziona. Altri veicoli sono stati adattati (in barba al codice della strada) con bidoni "attaccati" per la raccolta dei pannolini. Insomma, se il lavoro procede è solo grazie allo spirito di sacrificio dei 150 dipendenti, ma così non funziona. Non può funzionare. E tutto questo viene tenuto nel silenzio più totale, con la complicità dell'amministrazione comunale».

Le proposte – Poche ma concrete sono le idee proposte, per migliorare la raccolta dei rifiuti: una nuova sede definitiva e nuove assunzioni. «Sono proposte che non valgono solo per l'azienda impegnata al momento. Sono proposte che servono a migliorare la situazione anche per chi si andrà ad aggiudicare il prossimo appalto – conclude Napolitano -. Innanzitutto la nuova amministrazione comunale dovrà individuare una nuova sede che possa diventare definitiva, e abbiamo qualche idea su zone dove ubicarla. Basterebbe risparmiare i soldi che l'attuale governo cittadino di centrosinistra spende per l'affitto del suolo attualmente occupato dall'azienda, così come risparmiare i soldi dell'affitto dei container. Quindi, investire lo stesso denaro nell'acquisto di un'altra area per attrezzarla in maniera definitiva. Altro passaggio fondamentale è puntare su un servizio più efficiente. Migliorando l'organizzazione del lavoro si arriverebbe a potenziare la pianta organica, con l'assunzione di nuovi dipendenti. Un esempio: in città operano 18 spazzini quando ne servirebbero 58 per tenere pulite le strade».