Puglia, seconda regione bio in Italia con quasi 320mila ettari

Coldiretti Puglia: "Importazioni straniere in aumento nel 2024, il bio strategico anche contro gli sprechi"

domenica 8 febbraio 2026 3.59
Il nuovo marchio del biologico italiano rappresenta un passo decisivo per aiutare i consumatori a compiere scelte più consapevoli e valorizzare il lavoro della filiera agricola Made in Italy, come richiesto da Coldiretti. È quanto sottolinea Coldiretti Puglia, in occasione dell'intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni sul decreto che regolamenta l'uso del marchio del biologico italiano, definendone condizioni e modalità.

Un via libera importante anche per la Puglia, dove la superficie agricola destinata al biologico cresce ancora del 2,4% - aggiunge Coldiretti Puglia - raggiungendo 318.461 ettari. Un dato che conferma la regione ai vertici nazionali per l'agricoltura bio, presente ormai in tutti i comparti produttivi, con quasi il 24% della superficie agricola regionale coltivata secondo metodo biologico, sempre più vicina all'obiettivo del 25% fissato dalla strategia europea Farm to Fork entro il 2030.

L'iniziativa arriva in un momento in cui le importazioni di prodotti biologici dall'estero continuano a crescere, registrando nel 2024 un aumento del 7,1% rispetto all'anno precedente, con il rischio di mettere sotto pressione le produzioni nazionali e di ridurre la trasparenza per i consumatori.

Il nuovo marchio punta a rafforzare il legame tra prodotto biologico e territorio, offrendo uno strumento chiaro – spiega Coldiretti Puglia - per distinguere l'origine italiana in un mercato sempre più affollato da referenze estere. Un passaggio strategico in una fase in cui il bio non è più una nicchia, ma una componente strutturale dell'agricoltura nazionale, con 97mila operatori coinvolti e circa un quinto dei terreni coltivati secondo metodo biologico.

La Puglia si conferma protagonista anche dal lato dei consumi. Nel 2024 la spesa per prodotti biologici nella grande distribuzione è cresciuta del 2,9% rispetto all'anno precedente. A spingere il carrello sono soprattutto frutta (+2,7%) e ortaggi (+3%), simboli di un'alimentazione più attenta alla salute e alla qualità. Spiccano però anche aumenti molto marcati in alcune categorie: le uova fresche bio segnano un +10,4%, mentre oli e grassi vegetali registrano un vero balzo in avanti con un +31,8%, dato che evidenzia una domanda in forte evoluzione.

Oltre agli aspetti economici, il biologico si distingue anche per i benefici ambientali e sociali. La filiera corta e la programmazione più attenta delle produzioni contribuiscono infatti a ridurre in modo significativo lo spreco alimentare. Secondo le analisi Ispra, nei sistemi convenzionali lo spreco può raggiungere il 50-60%, mentre nei mercati locali degli agricoltori biologici si riduce al 20-25%, con vantaggi concreti sia per l'ambiente sia per la sostenibilità complessiva del sistema agroalimentare. In questo scenario, il marchio del biologico italiano si propone – conclude Coldiretti Puglia - come uno strumento chiave per accompagnare la crescita del settore, tutelare il reddito degli agricoltori e rafforzare la fiducia dei cittadini, rendendo sempre più chiara l'identità del vero bio Made in Italy.