Offese social alla sindaca, condannato: "La sanzione sarà usata per un intervento sociale"
Giovanna Bruno racconta i risvolti della vicenda giudiziaria nata da un commento
sabato 17 gennaio 2026
21.49
Parole di troppo sui social e scatta una condanna per diffamazione. Accade ad Andria ad un utente social che ha commentato post e storie della sindaca di Andria, Giovanna Bruno. A renderlo noto è la stessa Bruni in un video su Facebook in cui spiega che "con un decreto penale divenuto ormai inopponibile ed esecutivo, una persona che mi ha offeso pesantemente su questo mio profilo social, pubblicando commenti lesivi della mia persona, è stata condannata per il reato di diffamazione".
La sindaca chiarisce di aver sempre "usato questo strumento social per informare e comunicare. Ho messo in conto il dissenso, il disappunto, la critica...ci sta. Ma non ho mai tollerato, per rispetto a me stessa, che si oltrepassassero i limiti della pazienza e soprattutto della decenza. Anche perché, rispetto a certi attacchi violenti e gratuiti, oltre che falsi e infondati, a soffrirne sono non già e non solo io (che, vuoi o non vuoi, sono anche una persona politicamente esposta e come tale bersaglio di qualsivoglia attacco), ma le persone a me più care, pagando un prezzo troppo alto che non accetto".
La sindaca chiarisce di aver sempre "usato questo strumento social per informare e comunicare. Ho messo in conto il dissenso, il disappunto, la critica...ci sta. Ma non ho mai tollerato, per rispetto a me stessa, che si oltrepassassero i limiti della pazienza e soprattutto della decenza. Anche perché, rispetto a certi attacchi violenti e gratuiti, oltre che falsi e infondati, a soffrirne sono non già e non solo io (che, vuoi o non vuoi, sono anche una persona politicamente esposta e come tale bersaglio di qualsivoglia attacco), ma le persone a me più care, pagando un prezzo troppo alto che non accetto".
"In più occasioni ho invitato ad essere noi adulti un esempio per i più piccoli, utilizzando correttamente questi strumenti social, educandoci al confronto, sia pur aspro. Siamo persone, non birilli inanimati da attaccare a piacimento. In alcuni casi, ho dovuto far ricorso alla querela per tutelare la mia immagine. Nella vicenda specifica, la persona imputata è stata condannata a pagare una pena pecuniaria che trasformerò in un intervento sociale, con tanto di etichetta a ricordo di questo decreto penale. Le cose si dicono e si fanno. Di fronte ad ingiustizie e cattiverie, non sono disposta a fare finta di nulla e a tollerare l'intollerabile. Lo devo a me, lo devo ai miei familiari. Lo devo a tutela anche della loro onorabilità", conclude Bruno.