Effetto Giulioncello: da Andria alla conquista del mondo, il colpo di genio che ha stregato gli USA
Dal successo di Port d’Andratx alla creazione del liquore al cocco che conquista gli USA e gli aeroporti spagnoli: storia di riscatto e orgoglio pugliese
lunedì 4 maggio 2026
Da Andria alle Baleari con un obiettivo semplice: costruire il proprio futuro. Quella di Giuliano Di Matteo è diventata un'avventura straordinaria che lo ha portato, passo dopo passo, a creare un impero gastronomico nel cuore di Port d'Andratx.
Il suo percorso inizia lontano: nel 2000, Giuliano lascia la Puglia per cercare nuove opportunità e, una volta sbarcato in Spagna, non esita a rimboccarsi le maniche lavorando come operaio. Molti in città lo ricordano ancora come tecnico audio e DJ a Rete Selene; un bagaglio creativo che ha portato con sé quando ha scelto di ricominciare da zero in terra iberica, inizialmente come semplice dipendente. È stata una scalata fatta di sacrifici immensi, perché, come lui stesso ricorda: «Riuscire all'estero non è facile: ci riesce solo uno su 10mila»
Oggi, chiunque passi da Maiorca sa che il nome di Giuliano è sinonimo di una macchina organizzativa di qualità. Il suo gruppo dà lavoro a circa cinquanta dipendenti, una solidità costruita passo dopo passo che gli è valsa il titolo di "re" della ristorazione locale. La sua gestione spazia dal Miramar de Giuliano, pezzo di storia del porto rinvigorito dal suo tocco, alla ristorazione del rinomato Club Nautico, fino al Giwine, lo spazio dedicato al "buon bere" che ha dettato i nuovi trend notturni dell'isola.
Ma il vero colpo di genio, il marchio che ha reso Giuliano un personaggio di caratura internazionale, è un'intuizione nata quasi per caso: il Giulioncello, liquore cremoso a base di limone e cocco. Tutto è partito da un'eccedenza di magazzino: un fornitore aveva consegnato al ristorante una grande quantità di limoni maiorchini (varietà molto simile a quelli pugliesi). Non sapendo come utilizzarli, Giuliano ha studiato insieme al suo cuoco una ricetta speciale, arricchendo la base agrumata con una nota cremosa e un tocco di cocco.
Il nome scelto, Giulioncello, non è solo marketing: è il nome di famiglia, un legame indissolubile con le proprie radici che non si dimenticano mai, ovunque si vada. Quello che era nato come un esperimento in cucina è oggi un brand globale: presente nei Duty Free degli aeroporti di Barcellona e Palma di Maiorca, è diventato il souvenir d'eccellenza della Spagna. Il successo ha ormai travalicato i confini europei, arrivando fino agli Stati Uniti, dove sono già state vendute migliaia di bottiglie, mentre in Italia viene sempre più spesso scelto come originale bomboniera per i matrimoni.
Questo incredibile percorso di intuito e fatica gli è valso la nomina a Segretario Nazionale dell'AIM (Associazione Italiani nel Mondo) per la Spagna e le Baleari. Un ruolo di rappresentanza che certifica la sua capacità di essere ponte tra culture, portando il pragmatismo andriese, non di meno dal parlare ben quattro lingue, nei salotti istituzionali che contano.
Nonostante il successo e il legame mai reciso con la sua terra, Giuliano guarda al futuro rimanendo sull'isola che lo ha adottato: al momento, infatti, non ha intenzione di rientrare stabilmente in Italia. Per la comunità di Andria, la sua resta una storia di riscatto e orgoglio: la dimostrazione che il "saper fare" pugliese non ha confini e che, con il sacrificio, si può diventare cittadini del mondo restando, nel cuore, profondamente legati a casa.
Il suo percorso inizia lontano: nel 2000, Giuliano lascia la Puglia per cercare nuove opportunità e, una volta sbarcato in Spagna, non esita a rimboccarsi le maniche lavorando come operaio. Molti in città lo ricordano ancora come tecnico audio e DJ a Rete Selene; un bagaglio creativo che ha portato con sé quando ha scelto di ricominciare da zero in terra iberica, inizialmente come semplice dipendente. È stata una scalata fatta di sacrifici immensi, perché, come lui stesso ricorda: «Riuscire all'estero non è facile: ci riesce solo uno su 10mila»
Oggi, chiunque passi da Maiorca sa che il nome di Giuliano è sinonimo di una macchina organizzativa di qualità. Il suo gruppo dà lavoro a circa cinquanta dipendenti, una solidità costruita passo dopo passo che gli è valsa il titolo di "re" della ristorazione locale. La sua gestione spazia dal Miramar de Giuliano, pezzo di storia del porto rinvigorito dal suo tocco, alla ristorazione del rinomato Club Nautico, fino al Giwine, lo spazio dedicato al "buon bere" che ha dettato i nuovi trend notturni dell'isola.
Ma il vero colpo di genio, il marchio che ha reso Giuliano un personaggio di caratura internazionale, è un'intuizione nata quasi per caso: il Giulioncello, liquore cremoso a base di limone e cocco. Tutto è partito da un'eccedenza di magazzino: un fornitore aveva consegnato al ristorante una grande quantità di limoni maiorchini (varietà molto simile a quelli pugliesi). Non sapendo come utilizzarli, Giuliano ha studiato insieme al suo cuoco una ricetta speciale, arricchendo la base agrumata con una nota cremosa e un tocco di cocco.
Il nome scelto, Giulioncello, non è solo marketing: è il nome di famiglia, un legame indissolubile con le proprie radici che non si dimenticano mai, ovunque si vada. Quello che era nato come un esperimento in cucina è oggi un brand globale: presente nei Duty Free degli aeroporti di Barcellona e Palma di Maiorca, è diventato il souvenir d'eccellenza della Spagna. Il successo ha ormai travalicato i confini europei, arrivando fino agli Stati Uniti, dove sono già state vendute migliaia di bottiglie, mentre in Italia viene sempre più spesso scelto come originale bomboniera per i matrimoni.
Questo incredibile percorso di intuito e fatica gli è valso la nomina a Segretario Nazionale dell'AIM (Associazione Italiani nel Mondo) per la Spagna e le Baleari. Un ruolo di rappresentanza che certifica la sua capacità di essere ponte tra culture, portando il pragmatismo andriese, non di meno dal parlare ben quattro lingue, nei salotti istituzionali che contano.
Nonostante il successo e il legame mai reciso con la sua terra, Giuliano guarda al futuro rimanendo sull'isola che lo ha adottato: al momento, infatti, non ha intenzione di rientrare stabilmente in Italia. Per la comunità di Andria, la sua resta una storia di riscatto e orgoglio: la dimostrazione che il "saper fare" pugliese non ha confini e che, con il sacrificio, si può diventare cittadini del mondo restando, nel cuore, profondamente legati a casa.