Clima, le api, sentinelle della salute: In Puglia 14 kg ad alveare
A sottolinearlo è Coldiretti Puglia, sulla base dei dati relativi alla produzione del miele in Puglia
mercoledì 28 gennaio 2026
5.19
Monitorare la salute delle api senza interferire con l'attività delle arnie è oggi possibile grazie all'analisi del Dna presente nel miele, uno strumento prezioso per tutelare un patrimonio di quasi 32.000 alveari e 13.000 sciami di api, essenziali per l'equilibrio dell'ecosistema e per la conservazione della biodiversità. A sottolinearlo è Coldiretti Puglia, sulla base dei dati relativi alla produzione del miele in Puglia, pari a 14 kg ad alveare nel 2024, richiamando i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista scientifica PLoS One, condotto da ricercatori del CREA Agricoltura e Ambiente nell'ambito di due progetti europei.
Tradizionalmente, il monitoraggio dei patogeni nelle api richiede il campionamento diretto degli insetti, una pratica invasiva che comporta la raccolta di numerosi esemplari. Lo studio dimostra invece come le tecniche molecolari basate sull'analisi di Dna e Rna ambientali possano utilizzare il miele come bioindicatore affidabile dello stato di salute delle colonie. L'analisi di 679 campioni italiani ha rilevato otto diversi patogeni nel 97,5% dei casi, permettendo di valutare diffusione, carico e co‑presenza dei patogeni in relazione a tipo di miele, regione e area geografica.
In Puglia, dove operano 1.070 aziende apistiche, la produzione è estremamente variegata, dal miele di mandorle e agrumi, alle clementine, fino a rosmarino, timo, fiordaliso, sulla, eucalipto, coriandolo, trifoglio e millefiori. Cresce anche la presenza di donne e giovani imprenditori alla guida delle aziende apistiche. Le api svolgono un ruolo cruciale per l'ecosistema e per la biodiversità: oltre il 70% delle specie vegetali dipende dagli insetti impollinatori, e tre colture alimentari su quattro richiedono l'impollinazione per garantire resa e qualità, tra cui mele, pere, fragole, ciliegie, cocomeri e meloni (FAO).
La salute delle api è una priorità assoluta – sottolinea Coldiretti Puglia – perché il loro declino rappresenta una minaccia reale per la biodiversità e per l'agricoltura. Il miele pugliese non è solo un alimento: è una sentinella della qualità ambientale e della biodiversità della nostra regione.
Il mercato del miele italiano è però sempre più sotto pressione, a causa di una quota crescente di prodotto proviene da Paesi extra‑UE anche nel 2025, con costi di produzione più bassi e standard di controllo differenti, fenomeno che può penalizzare le produzioni nazionali, soprattutto in anni caratterizzati da stress climatici e cali produttivi. Per questo Coldiretti Puglia ribadisce l'importanza di verificare sempre l'origine in etichetta del miele acquistato e invita a privilegiare il Made in Italy, preferibilmente acquistato direttamente dai produttori, nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. In questo modo si sostiene l'apicoltura locale, si preserva la qualità del prodotto e si difende un settore strategico per la biodiversità e per l'agricoltura regionale.
Tradizionalmente, il monitoraggio dei patogeni nelle api richiede il campionamento diretto degli insetti, una pratica invasiva che comporta la raccolta di numerosi esemplari. Lo studio dimostra invece come le tecniche molecolari basate sull'analisi di Dna e Rna ambientali possano utilizzare il miele come bioindicatore affidabile dello stato di salute delle colonie. L'analisi di 679 campioni italiani ha rilevato otto diversi patogeni nel 97,5% dei casi, permettendo di valutare diffusione, carico e co‑presenza dei patogeni in relazione a tipo di miele, regione e area geografica.
In Puglia, dove operano 1.070 aziende apistiche, la produzione è estremamente variegata, dal miele di mandorle e agrumi, alle clementine, fino a rosmarino, timo, fiordaliso, sulla, eucalipto, coriandolo, trifoglio e millefiori. Cresce anche la presenza di donne e giovani imprenditori alla guida delle aziende apistiche. Le api svolgono un ruolo cruciale per l'ecosistema e per la biodiversità: oltre il 70% delle specie vegetali dipende dagli insetti impollinatori, e tre colture alimentari su quattro richiedono l'impollinazione per garantire resa e qualità, tra cui mele, pere, fragole, ciliegie, cocomeri e meloni (FAO).
La salute delle api è una priorità assoluta – sottolinea Coldiretti Puglia – perché il loro declino rappresenta una minaccia reale per la biodiversità e per l'agricoltura. Il miele pugliese non è solo un alimento: è una sentinella della qualità ambientale e della biodiversità della nostra regione.
Il mercato del miele italiano è però sempre più sotto pressione, a causa di una quota crescente di prodotto proviene da Paesi extra‑UE anche nel 2025, con costi di produzione più bassi e standard di controllo differenti, fenomeno che può penalizzare le produzioni nazionali, soprattutto in anni caratterizzati da stress climatici e cali produttivi. Per questo Coldiretti Puglia ribadisce l'importanza di verificare sempre l'origine in etichetta del miele acquistato e invita a privilegiare il Made in Italy, preferibilmente acquistato direttamente dai produttori, nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. In questo modo si sostiene l'apicoltura locale, si preserva la qualità del prodotto e si difende un settore strategico per la biodiversità e per l'agricoltura regionale.