
Calcio
Grandi impennate e brutte cadute. L’indecifrabile momento della Fidelis Andria
Squadra e tecnico sotto accusa dopo Nardò, con una salvezza sulla carta agevole, ma ancora da conquistare
Andria - martedì 3 marzo 2026
Non ha letteralmente fine la contrastante altalena di sentimenti (ora positivi, ora negativi) intorno a questa Fidelis Andria 2025/26. Come non bastasse infatti la brutta prestazione sciorinata sul campo del Nardò, poco dopo il fischio finale, come noto, è arrivata la sfuriata del direttore generale Vincenzo Pastore, che con quell'ormai letterario "siamo stati indecorosi", ha chiaramente e letteralmente messo sotto accusa squadra e tecnico, dopo una sconfitta per 3-2, che effettivamente ha rispecchiato in modo assai parziale, la netta superiorità messa in campo dal Nardò.
Tutto questo al culmine di una settimana che, dopo la bella vittoria contro il quotato Fasano, aveva in qualche modo ridestato un po' di entusiasmo in città, se non altro in chiave di un comunque difficile aggancio alla zona playoff.
Zona playoff alla quale la Fidelis, salvo miracoli, dice addio in maniera pressoché definitiva, dopo la devastante tripletta di Simone D'Anna, tripletta che tra l'altro ha ancora una volta messo a nudo le fragilità di questa Fidelis, soprattutto lontano dal "Degli Ulivi".
Quanto successo in questa settimana, e nell'immediato post partita di Nardò-Fidelis Andria, rende - se possibile - ancora più indecifrabile questa stagione del "leone" biancazzurro.
Una stagione iniziata a fari spenti, poi caratterizzata da ottime prestazioni che ad un certo punto avevano lasciato immaginare grandi traguardi, per poi proseguire con il via vai di calciatori tra novembre e gennaio, la pesante crisi di risultati di inizio 2026 culminata con l'esonero di mister Scaringella, e poi l'attuale altalena tra grandi prestazioni al "Degli Ulivi" (vedi Real Normanna e Fasano) e prestazioni altamente negative in trasferta come quella di Nardò, e il secondo tempo contro di Cardito contro il Nola.
Alla luce di tutto questo, l'umore della piazza non è certo dei migliori, ed oscilla tra sentimenti come il "quello che poteva essere e non è stato", e quel timore di scivolare in zona playout, che forse è alla base dello sfogo di Vincenzo Pastore, e che sa quasi di ultimatum a squadra e tecnico in vista della delicata partita contro l'Heraclea del 15 marzo, alla ripresa del campionato dopo la sosta, e di un finale di campionato sulla carta comunque abbastanza agevole per la Fidelis Andria in chiave salvezza diretta.
Fidelis Andria che giocherà in casa ben cinque delle otto partite che rimangono di qui a fine campionato, tra cui quelle contro Pompei e Acerrana, che arriveranno ad Andria verosimilmente già retrocesse, e con gli altri scontri diretti con Heraclea, Francavilla in Sinni e Sarnese tutti da disputare al "Degli Ulivi".
Tutto questo al culmine di una settimana che, dopo la bella vittoria contro il quotato Fasano, aveva in qualche modo ridestato un po' di entusiasmo in città, se non altro in chiave di un comunque difficile aggancio alla zona playoff.
Zona playoff alla quale la Fidelis, salvo miracoli, dice addio in maniera pressoché definitiva, dopo la devastante tripletta di Simone D'Anna, tripletta che tra l'altro ha ancora una volta messo a nudo le fragilità di questa Fidelis, soprattutto lontano dal "Degli Ulivi".
Quanto successo in questa settimana, e nell'immediato post partita di Nardò-Fidelis Andria, rende - se possibile - ancora più indecifrabile questa stagione del "leone" biancazzurro.
Una stagione iniziata a fari spenti, poi caratterizzata da ottime prestazioni che ad un certo punto avevano lasciato immaginare grandi traguardi, per poi proseguire con il via vai di calciatori tra novembre e gennaio, la pesante crisi di risultati di inizio 2026 culminata con l'esonero di mister Scaringella, e poi l'attuale altalena tra grandi prestazioni al "Degli Ulivi" (vedi Real Normanna e Fasano) e prestazioni altamente negative in trasferta come quella di Nardò, e il secondo tempo contro di Cardito contro il Nola.
Alla luce di tutto questo, l'umore della piazza non è certo dei migliori, ed oscilla tra sentimenti come il "quello che poteva essere e non è stato", e quel timore di scivolare in zona playout, che forse è alla base dello sfogo di Vincenzo Pastore, e che sa quasi di ultimatum a squadra e tecnico in vista della delicata partita contro l'Heraclea del 15 marzo, alla ripresa del campionato dopo la sosta, e di un finale di campionato sulla carta comunque abbastanza agevole per la Fidelis Andria in chiave salvezza diretta.
Fidelis Andria che giocherà in casa ben cinque delle otto partite che rimangono di qui a fine campionato, tra cui quelle contro Pompei e Acerrana, che arriveranno ad Andria verosimilmente già retrocesse, e con gli altri scontri diretti con Heraclea, Francavilla in Sinni e Sarnese tutti da disputare al "Degli Ulivi".


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