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n. Foto Fidelis Andria
Calcio

Fidelis Andria: con l’Heraclea sofferenza e tre punti di platino. Salvezza ormai a portata di mano

L’incornata di Cordova e il solito grande Perina, regalano una vittoria decisiva per la Fidelis. Gli ospiti recriminano per un mani in area di Tsioungaris

Vittoria doveva essere per la Fidelis Andria e vittoria è stata nel match contro l'Heraclea Candela, decisivo ai fini della permanenza diretta in D della squadra di Lillo Catalano, che con ancora quattro turni casalinghi su sette si avvicina a quella fatidica "quota 40", che nella pressoché totalità dei campionati a 18 squadre vuol dire salvezza diretta, senza passare per le forche caudine dei playout.

"Quota 40" ora facilmente scollinabile per la Fidelis, che oltre ai confronti diretti con Francavilla in Sinni e Sarnese, dovrà vedersela al "Degli Ulivi" anche con Acerrana e Pompei, squadre ormai virtualmente in Eccellenza.

Ma oltre alle prospettive Fidelis a breve/medio termine, la cronaca ci impone anche di analizzare quella che è stata la prestazione degli uomini di Pasquale Catalano, in quello che è stato un vero e proprio spareggio salvezza, nel quale la posta in palio ha evidentemente condizionato la prestazione di entrambe le contendenti.

L'Heraclea, nonostante una classifica che ora va facendosi deficitaria, è scesa al "Degli Ulivi" come una sorta di insolito spauracchio, dato il più che buono rendimento esterno a fronte di quello ai limiti del disastroso nelle gare casalinghe.

Una fama, quella dell'Heraclea che, unita dalla decisiva importanza del match, forse ha finito con l'incidere sin troppo nella qualità della prestazione di una Fidelis apparsa qualitativamente lontanissima parente di quella ammirata per esempio contro il Fasano.

Ne è venuta fuori una partita tutt'altro che esaltante, con un primo tempo ai limiti del soporifero, e una ripresa giusto appena più movimentata, dove è l'Heraclea ad avere le maggiori recriminazioni, prima per l'ennesimo miracolo di Pietro Perina, bravissimo a fermare Musy in uscita disperata, e poi per un evidente mani in area di Tsioungaris non visto dall'arbitro, e che ha inevitabilmente scatenato forti proteste da parte dauna.

Poi, al minuto '92, ecco la zampata decisiva Fidelis, con Francesco Cordova pronto a incornare a rete un traversone da sinistra del sempre positivo Casiello, e a firmare quello che a conti fatti potrebbe rivelarsi come il gol più importante dell'intera annata, al termine di una partita in assoluto tra le meno brillanti della Fidelis Andria al "Degli Ulivi".

Certo, forse lo zero a zero sarebbe stato risultato ben più aderente allo scarno spettacolo visto in campo, però è anche vero che questa Fidelis Andria si avvia a concludere una stagione che, specialmente nel girone di andata, troppe volte ha finito con il raccogliere zero a fronte di prestazioni di livello, come ad esempio nelle trasferte di Aversa e Fasano, e come nell'incredibile sconfitta interna con il Manfredonia, giunta con l'unica azione offensiva dei sipontini a fronte di una quantità industriale di occasioni da gol fallite da Marquez e compagni.

Alla luce di tutto questo, e di una stagione a tratti paradossale, è davvero difficile per il tifoso andriese capire se essere contento per lo scampato pericolo, o essere deluso per una prima parte di stagione che aveva portato a immaginare ben altri scenari rispetto a una tranquilla salvezza.

Salvezza, come dicevamo, ormai decisamente a portata di mano per la Fidelis Andria, che ora vola a +5 su quella zona playout, raggiungendo così a quota 37 il Nola, quest'ultimo sconfitto per 2-1 in casa della Virtus Francavilla.

Zona playout nella quale resta invece pesantemente invischiata l'Heraclea Candela, quest'ultima scavalcata in classifica anche dalla Real Normanna, vittoriosa per 1-0 a Pompei.

Bel balzo in avanti invece per la Sarnese, che ha battuto per 2-0 il Gravina, raggiungendo così a quota 31 il Francavilla in Sinni, superato in casa per 0-2 dal redivivo Fasano.

Resta terzultimo invece il Ferrandina, fermato sul 1-1 al "Santa Maria" dall'Afragolese, mentre l'Acerrana ultima in classifica, e presto orfana della proprietà Guastafierro, si é tolta lo sfizio di fermare sullo zero a zero il Nardò, complicandone maledettamente la corsa playoff.

Per quanto riguarda infine la vetta della classifica, la situazione resta sostanzialmente immutata dopo lo spettacolare 3-3 tra Barletta e Martina, con le due capoliste che guadagnano un punto sulla Paganese, che dopo il ko interno contro il Barletta, è caduta malamente anche a Manfredonia, facendosi avvicinare in classifica anche dal Fasano.
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