Le lenti progressive. <span>Foto Riccardo Di Pietro</span>
Le lenti progressive. Foto Riccardo Di Pietro
Non perdiamoci di vista

Le lenti progressive

Cosa sono, come funzionano e quando vanno utilizzate

Per la copertina del post di oggi, abbiamo scomodato un iconica fotografia, che ritrae John Lennon con diverse paia di occhiali, questo per introdurre l'argomento di oggi: le lenti progressive. Abbiamo parlato di presbiopia nello scorso post e oggi completeremo l'argomento parlando della correzione a questo difetto: le lenti progressive. Come abbiamo già detto, la presbiopia è quel difetto visivo che si manifesta dopo i 40 anni per cui la messa a fuoco da vicino risulta difficoltosa. Per correggere la presbiopia si necessitano di diverse correzioni per le diverse distanze, in parole povere un presbite dovrebbe avere diversi occhiali: uno per la lettura a 40cm, uno per il pc quindi a 60/70cm, uno per vedere bene il cruscotto mentre si guida, uno per guardare la tv o il nostro interlocutore, uno per la distanza… ovviamente tutto ciò sarebbe stressante e semplicemente impossibile da sostenere per il poco comfort oltre che eccessivamente oneroso. Quindi in molti procedono sintetizzando le due visioni "principali", acquistando due paia di occhiali: uno con la correzione per la visione da vicino e l'altro con la correzione per la visione da l0ontano.

- Con l'occhiale da lontano non vedo bene il pc e tantomeno con quello da vicino! Allora come si fa?

- Le lenti progressive sono la soluzione.

Dapprima esistevano le lenti bifocali, dove nella stessa lente da occhiale, avevamo la correzione per la visione a distanza e una piccola lunetta, posta in basso nasalmente, con la correzione da vicino, ma questo tipo di lente rivisitato e ridisegnato innumerevoli volte ha sempre comportato disturbi al portatore, in quanto entrava in gioco il salto d'immagine, oltre alla discontinuità quando si passava dalla percezione da lontano a quella da vicino. Il salto che si manifesta quando si muovono gli occhi dalla sezione delle lenti per lontano alla sezione per vicino, causa delle immagini distorte o dislocate. Un altro limite delle lenti bifocali è l'incapacità, nella maggior parte dei casi, di vedere oggetti a distanza intermedia come il monitor del computer.

Oggi la lente progressiva è in grado di evitare tutti i problemi che poteva avere una bifocale, dando comfort al portatore, permettendogli di avere una visione nitida a tutte le distanze, una visone scorrevole e pulita, un elevato comfort visivo e cosa non meno importante non si deve cambiare ogni volta occhiali a seconda dell'attività che si sta svolgendo. Inoltre grazie alle nuove tecnologie la lente progressiva oltre ad avere l'antiriflesso, può avere il filtro per la luce blu (vedi post sugli effetti dannosi della luce blu, del 19 ottobre 2017), può avere la colorazione per schermare i raggi uv e quindi essere anche un occhiale da sole, oppure avere tutte le funzionalità su un unico occhiale diventando fotocromatica.

Ad oggi ci sono innumerevoli aziende oftalmiche che producono lenti progressive da occhiale, e per ogni azienda ci sono numerosissime tipologie e disegni di lente affinché ogni portatore in base alle sue esigenze trovi la lente più adatta al suo caso.

Dopo tutti questi pro, ricordiamo che il passaggio alle lenti progressive è prima di tutto una questione di abitudine, poiché l'occhio deve sempre elaborare molte immagini contemporaneamente; i tempi di adattamento alla "visione progressiva" variano a seconda del portatore, del tipo di lente e geometria che lo specialista gli ha consigliato e da diversi fattori talvolta anche psicologici del presbite; in linea di massima per le progressive: prima le indossi, prima ti abitui.
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