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Non perdiamoci di vista

Bambini, visone e postura

Una postura scorretta, nei bambini, può portare ad avere disturbi visivi e difficoltà nell’apprendimento

La visione non è una capacità innata, dal momento della nascita e durante tutto il periodo della crescita il sistema visivo del bambino si sviluppa e si completa. La visione, nel bambino, fornisce la maggior quantità di stimoli al cervello e svolge un ruolo primario nello sviluppo senso-motorio, nella relazione con l'ambiente che lo circonda, nella crescita sociale e culturale. Insieme allo sviluppo fisico del corpo, quindi, la visione raggiunge il suo completamento prima che il bambino si trovi a fronteggiare le richieste scolastiche, perciò l'apprendimento scolastico non può prescindere da una visione integra ed efficiente. Il 70% delle informazioni che il cervello utilizza sono di natura visiva; è fondamentale che il bambino possieda buone abilità visive per essere efficiente nei compiti scolastici (lettura, scrittura e calcolo), nella vita sociale, nelle attività sportive.
Fino ai 7-8 anni di vita il sistema visivo è molto flessibile, si adatta facilmente alle condizioni a cui è sottoposto, e se è presente un problema che non permette al bambino di percepire un immagine singola (uno strabismo ad esempio) o nitida (astigmatismo o miopia elevata) si possono andare a instaurare difficoltà percettive, motorie e posturali. Una postura scorretta se mantenuta per lunghi periodi, può avere effetti sulla coordinazione binoculare, affaticamento e alterazioni dell'equilibrio del sistema visivo.
In alcuni casi è il difetto visivo a portare il bambino ad assumere una postura scorretta, in altri è l'esatto contrario e questo accade proprio perché il cervello cerca di "risolvere il problema" svolgendo l'attività con il minor dispendio di energie; si potrà, inoltre, notare che il bambino non riuscirà a tenere a lungo l'attenzione e la concentrazione sull'attività svolta e molte volte questa difficoltà a concentrarsi del bambino viene confusa con le sindromi da deficit di attenzione e iperattività.
È sempre necessario sottoporre bambini e ragazzi ad almeno un esame visivo ogni anno, ma per capire se è urgente rivolgersi allo specialista, basta studiare i comportamenti del bambino a scuola e a casa: strizza gli occhi, si avvicina troppo al foglio, assume posture anomale del capo e del corpo, è lento e/o scorretto nella lettura e nella scrittura, chiede di potersi sedere vicino alla lavagna per copiare, pressione eccessiva nella scrittura, impugnatura non corretta della penna, si avvicina eccessivamente alla televisione o al computer, si rifiuta di leggere, segnala dolori agli occhi e alla testa.
Per esempio il modo in cui il bambino impugna la penna, è l'elemento che influenza direttamente la posizione della testa e del tronco. Avere un impugnatura sbagliata genera una catena di reazioni muscolari che partono dalla mano, passano per i muscoli del collo e condizioneranno anche l'inclinazione della testa. L'inclinazione della testa, se eccessiva, rischia di provocare una riduzione d'illuminazione sull'occhio opposto alla mano con cui si scrive favorendo problematiche alla visione binoculare e stimolando difetti visivi. L'impugnatura corretta è quella delle tre dita poste agli angoli immaginari di un triangolo equilatero. A questo proposito si vendono delle impugnature in gomma per permettere al bambino di imparare a tenere la giusta postura delle dita sulla penna.
Il consiglio è riuscire a creare la giusta sinergia tra genitori, docenti e specialisti al fine di effettuare una prevenzione efficace ed evitare le varie problematiche sopra elencate, che andrebbero a rallentare la crescita socio-culturale del bambino.
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  • Ottica e Optometria
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