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Vino: Puglia seconda regione d’italia per vendite IGP

Coldiretti Puglia: un mercato con un valore di 631 milioni di euro

La Puglia è la seconda regione in Italia per la vendita di vini IGP, con un valore di 631 milioni di euro pari al 93,1% del paniere IG del Paese, un gradimento che i consumatori confermano anche sul fronte della qualità, facendola salire al quarto posto della top ten delle regioni con i vini rosati e al quinto per i vini rossi. E' quanto afferma Coldiretti Puglia, sulla base dei dati sui consumi dei vini pugliesi, elaborati da Wine Monitor di Nomisma, in occasione del confronto sul vino alla Fiera Pessima di Manduria, a cui hanno partecipato Gabriele Pizzileo del Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, Benedetto De Serio del Consorzio di Bonifica Unico del Centro sud ed il presidente di Coldiretti Manduria Salvatore Mero.
Intanto, sono salve le etichette per il vino Made in Italy messe a rischio dalle nuove norme Ue, grazie al decreto che posticipa al 30 giugno 2024 l'introduzione e l'applicazione della normativa europea sul cambio di etichettatura del vino, permettendo così l'utilizzo e l'esaurimento delle etichette già in magazzino. Bene la proroga a livello nazionale - spiega Coldiretti Puglia - ma adesso sarà fondamentale uniformare gli standard a livello europeo, adottando la regola che per l'inserimento delle informazioni relative a ingredienti e valori nutrizionali si utilizzi un codice QR accompagnato dalla sola lettera "I".
Il problema era nato perché a poche settimane dall'entrata in vigore dal nuovo regolamento la Commissione aveva deciso di inserire il termine completo "ingredienti", invece di "I", condannando di fatto al macero tutte le etichette già stampate dai produttori che si erano organizzati per tempo. Un danno per le aziende subito denunciato dalla Coldiretti a tutela di un settore già colpito dall'impennata dei costi di produzione che mette a rischio la competitività del vino italiano sul mercato nazionale ed estero.
"Non si tratta della prima "grana" causata al Vigneto Made in Italy dalle politiche adottate dall'Unione Europea", denuncia Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia, nel sottolineare che "si va dalla scelta della Commissione di dare il via libera all'introduzione di etichette allarmistiche sul vino decisa dall'Irlanda alla decisione della Ue di autorizzare nell'ambito delle pratiche enologiche l'eliminazione totale o parziale dell'alcol anche nei vini a denominazione di origine, dalla pratica dello zuccheraggio fino al vino senza uva con l'autorizzazione alla produzione e commercializzazioni di vini ottenuti dalla fermentazione di frutti diversi dall'uva come lamponi e ribes molto diffusi nei Paesi dell'Est", insiste Cavallo.
Per il 13% dei consumatori il Primitivo di Manduria è adatto al pasto di tutti i giorni – riferisce Coldiretti Puglia – per l'11% si tratta di un vino maturo, mentre per il 9% esprime tradizione, ma anche il Salento Negroamaro viene ritenuto idoneo ai pasti quotidiani dall'11% dei consumatori, mentre il 10% lo considera un vino maturo ed il 9% ritiene che riesca ad esprimere tradizione.

Grande exploit, dunque, della Puglia dei rossi e dei vini rosati che rappresentano il 40% della produzione nazionale totale dei rosati – insiste Coldiretti Puglia - con oltre 1 milione di bottiglie l'anno, quando quasi 2 bottiglie su 4 di rosé 'Made in Italy' è pugliese.

La Puglia si sta imponendo anche con gli spumanti, dove grande è la capacità di innovazione dei produttori pugliesi che hanno puntato, soprattutto, sulla distintività e sul legame con il territorio e la cultura locale per vincere la competizione sul mercato globale, facendo concorrenza a territori storicamente imbattibili. La popolarità a internazionale di eccellenze varietali uniche, con il successo di vini DOP quali il Primitivo di Manduria, il Salice Salentino e il Castel del Monte, per citarne solo alcuni, hanno fatto del settore vitivinicolo pugliese – insiste Coldiretti Puglia - il riferimento per vocazione, capacità di raccontare e promuovere al meglio il territorio, innovazione e grande propensione all'internazionalizzazione.

Per difendere il patrimonio vitivinicolo italiano è necessario intervenire per contenere i costi di produzione con interventi immediati e strutturali per programmare il futuro – sottolinea Coldiretti nel sottolineare che tutelare il vino significa tutelare il principale elemento di traino per l'intero sistema agroalimentare non solo all'estero ma anche sul mercato interno, a partire dal settore turistico. In tale ottica il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) può essere determinante – conclude Coldiretti - per sostenere la competitività delle imprese sbloccando le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese e anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo.
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