rifiuti dispersi nell'ambiente
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Rispetto dell'ambiente, Montepulciano: "Le sostanze che ci avvelenano"

Natura e rifiuti ma anche fuochi d'artificio: un commento da arte di Nicola Montepulciano storico ecologista-conservazionista

Quante volte ci siamo domandati la valenza che hanno i rifiuti nell'ambiente che ci circonda. Ecco il commento di Nicola Montepulciano storico ecologista-conservazionista dal titolo: "Le sostanze che ci avvelenano".

"Per parlare di sostanze che ci avvelenano giorno dopo giorno non c'è che l'imbarazzo della scelta; qui ci si limita a tre sostanze. Per gli effetti dannosi che producono non si deve attribuire, onestamente, la responsabilità alle industrie che le producono o alle istituzioni che ne permettono l'uso, ma , semplicemente a noi stessi. Le industrie ce le propongono, ci tentano, ma noi possiamo (o dobbiamo ?) farne a meno, rifiutarle. La prima sostanza è la sigaretta il cui fumo produce gravi danni all'organismo del fumatore e a chi gli sta vicino. Sono moltissimi e a volerli elencare non basta una intera pagina di giornale. Il fumo è un veleno e, perciò, danneggia il corpo: cuore, polmoni, stomaco, etc, danneggia la circolazione del sangue, soprattutto il microcircolo, le articolazioni, etc, può provocare moltissime malattie fino ad arrivare al cancro. Il fumo fa più male alle donne, dicono. Lunga la descrizione, pure, delle conseguenze negative per le fumatrici.

E' criminoso fumare quando si aspetta un bambino e durante l'allattamento. Il fumo delle sigarette inquina l'ambiente Da militare, allorquando veniva concessa la pausa-addestramento marcia e il permesso di fumare, dopo poco, vedevo innalzarsi una intensa nuvola biancastra. Solo dal plotone di cui facevo parte e non tutti i componenti erano, me compreso, fumatori. E da una città? Ma ancora, vi sono altre conseguenze negative causate dai mozziconi di sigarette col filtro. Questo è un prodotto chimico: acetato di cellulosa, difficilmente smaltibile. Sono gettati ovunque nell'ambiente e purtroppo persistono sino a 7 anni. Qualcuno dice meno. Magari! Gettati in mare lo inquinano pesantemente, più della plastica. Il mozzicone è il rifiuto più prodotto dall'uomo: migliaia e migliaia di tonnellate in tutto il mondo! Rende sgradevole alla vista tutti quegli ambienti in cui viene gettato, come per es. via R. Margherita dove si vede l'insolente e disgustoso spettacolo delle cicche quando, tra l'altro, riempiono le fessure fra le finte mattonelle. C'è la legge del 28 dic. 2015, n. 221, G.U 18 gen 2016, che sanziona pesantemente chi butta mozziconi in qualsiasi posto. Non mi risulta sia mai stata applicata. Nello studio della pianta del tabacco e dei suoi prodotti scoprii, già da giovane, che per ottenere delle foglie sane si irrorano antiparassitari ed altro veleno durante la fase di essiccazione: restano vari residui. Pensate adesso che cosa mandano ai polmoni i fumatori e che cosa regalano a che gli sta vicino. Ma, ripeto, questa è una sommaria descrizione dei danni. Mille volte peggio quelle di contrabbando, soprattutto le provenienti dall'Estremo Oriente, con sostanze che nulla hanno a che fare col tabacco. Vogliamo cibi biologici e poi fumiamo!

I fuochi d'artificio -prosegue Montepulciano- costituiscono un'altra formidabile fonte di inquinamento con danni incredibili. Producono fumo, aumento di polveri fini PM10, che possono peggiorare malattie e provocarne nuove. Rilasciano metalli. Il bario, con le dovute combinazioni chimiche per colorare la fiamma di verde, può causare danni alle vie respiratorie; il potassio, sempre in combinazione con altri elementi chimici, può causare problemi alla tiroide e danneggiare i più piccoli. Così per il rame che, usato, sempre in combinazione, per ottenere l'azzurro ed altre sfumature, può formare diossina. Ma gli elementi usati sono tantissimi e tutte le sostanze molto inquinanti prodotte dopo lo scoppio vagano per molto tempo nell'aria e per chilometri, per poi posarsi dovunque e si può immaginare con quali danni a persone e animali. Sappiamo tutti, ormai, che danni produce il botto agli animali domestici e selvatici. E a quelli di allevamento? Il capodanno è vicinissimo: prepariamoci a regalarci una sostanziosa dose di inquinamento, alla faccia di chi sta male. Cosa posso augurare a chi userà i botti lo lascio immaginare. Rivolgo una preghiera alle Parrocchie, all'Oratorio Salesiano e al Comune: in occasione delle feste parrocchiali e patronali non si festeggi più con i fuochi d'artificio. E' dura rompere una tradizione pluriennale, ma bisogna dare l'esempio. Si possono sostituire con i giochi di luce,che spesso sono molto più spettacolari.

Agricoltura. Ho avuto la possibilità di parlare con un agricoltore e mi ha spiegato che molti suoi colleghi, sul far della sera oppure prima dell'alba, praticamente sempre nottetempo, danno fuoco a tutta la plastica in loro possesso: cassette di polistirolo, tubi dell'irrigazione et similia per non conferire all'isola ecologica. Nella migliore delle ipotesi la abbandonano nelle campagne. Così, oltre ai concimi e antiparassitari chimici dobbiamo mangiare anche i veleni della plastica bruciata. Rozzi! Le nostre campagne sono sporchissime. Suggerisco alle associazioni di categoria, oltre a lamentarsi delle cattive annate per motivi vari, di svolgere azioni di sensibilizzazione ai loro associati, giusto per non peggiorare le loro e le nostre condizioni
", conclude la sua nota Nicola Montepulciano, storico ecologista-conservazionista.
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