furti di rame in un cantiere edile di Andria
furti di rame in un cantiere edile di Andria
Cronaca

L’oro rosso e la beffa del cantiere: ad Andria i furti di rame rischiano di mandare in rovina le imprese

Negli ultimi mesi, i raid notturni si sono concentrati su un bersaglio ben specifico e vitale per la sicurezza: i c.d. cavi di messa a terra

Non c'è pace per i cantieri edili della città. L'ondata di furti di rame non accenna a fermarsi, costringendo gli imprenditori locali a fare i conti con un incubo a ripetizione. L'ultimo furto, in ordine di tempo questa mattina, regolarmente denunciato agli uffici della Questura di via dell'Indipendenza. Eppure, a scatenare la rabbia e la frustrazione del settore non è tanto il pur fastidioso danno economico legato al valore commerciale del metallo rubato, né il costo del suo ripristino.

La vera scure che pende sulla testa dei costruttori è di natura normativa, e rischia di materializzarsi sotto forma di pesantissime sanzioni da parte dell'Ispettorato del Lavoro. Negli ultimi mesi, i raid notturni si sono concentrati su un bersaglio ben specifico e vitale per la sicurezza: i c.d. cavi di messa a terra.

Il paradosso del "danno oltre la beffa". Il meccanismo criminale è ormai rodato: i ladri si introducono nei cantieri, recidono e sfilano le trecce di rame collegate ai picchetti di terra, lasciando l'intera struttura — gru, ponteggi e baraccamenti — completamente isolate dal sistema di protezione elettrico.
A questo punto scatta il cortocircuito burocratico. Se la mattina successiva al furto, prima che l'impresa si accorga del danno o riesca a far intervenire un elettricista per il ripristino, si presenta in cantiere un'ispezione dell'Ispettorato del Lavoro (INL) o dello SPESAL, per il datore di lavoro sono dolori.
La legislazione è chiara in proposito: ai sensi del decreto lgs. 81/08* (il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro), la mancanza del conduttore di terra configura una violazione penale gravissima. Non esistono scuse: per gli ispettori, un cantiere attivo con l'impianto di terra compromesso o assente significa esporre i lavoratori a un rischio diretto di folgorazione.

Sanzioni da capogiro e blocco dei lavori. Le conseguenze per le aziende colpite dai furti si traducono immediatamente in un calvario:
Multe salatissime: le sanzioni penali e amministrative per la mancata protezione dai contatti indiretti possono superare facilmente i diversi mila euro per singola contestazione.
Sospensione dell'attività: nei casi più gravi, l'organo di vigilanza può disporre l'immediata sospensione dei lavori nel cantiere fino a quando la messa a terra non viene ripristinata e certificata, provocando ritardi nella consegna delle opere e penali contrattuali devastanti.
Responsabilità penale: il datore di lavoro risponde penalmente in prima persona della sicurezza del sito, anche se la situazione di pericolo è stata causata da un atto vandalico o da un furto subìto poche ore prima.

"Siamo sotto scacco -confida un noto costruttore andriese-. Spesso il rame rubato vale poche decine di euro sul mercato nero, ma il rischio di ricevere una sanzione da 5.000 euro dall'Ispettorato solo perché i ladri sono passati la notte prima ci toglie il sonno. Diventiamo colpevoli dei reati commessi da altri a nostro danno."

Su questa vicenda si registra la denuncia delle associazioni di categoria. "Le imprese chiedono a gran voce una maggiore tutela del territorio con controlli mirati nelle aree periferiche e nei pressi dei cantieri sensibili, ma anche un briciolo di flessibilità e comprensione da parte degli organi di controllo. Se l'azienda può dimostrare (tramite la denuncia sporta alle forze dell'ordine o le immagini di videosorveglianza) che la mancanza del cavo è frutto di un furto imprevisto e non di una negligenza costruttiva, serve un protocollo che permetta il ripristino d'urgenza senza far scattare immediatamente la mannaia della sanzione penale.
Finché questo limbo normativo non troverà una quadra, ad Andria le imprese edili continueranno a subire due volte: la prima di notte per mano dei ladri, la seconda di giorno sotto la penna della burocrazia".
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