Manifesto funebre Gianna
Manifesto funebre Gianna
Vita di città

La Transgender Gianna compare sui manifesti funebri con il suo nome al maschile, l’intervento di Taffo

L’agenzia funebre romana: “Restituita una dignità negata per anni”

Si chiamava Gianna dopo aver scelto di cambiare sesso. Un nome che le apparteneva, un nome in cui riconosceva la sua vera identità. Aveva 49 anni ed è deceduta domenica scorsa, 17 gennaio, pare per una caduta accidentale.

Per il suo funerale previsto alle ore 16.00 presso la parrocchia San Riccardo di Andria, Gianna, però, sul manifesto funebre è tornata a comparire con il suo nome anagrafico al maschile: molto probabilmente una scelta voluta dai suoi parenti, restii ad accettare la sua identità. Una scoperta che ha sconvolto la comunità LGBT, poiché tutti la conoscevano come "Mary, detta Gianna".

"Una dignità negata per anni da viva, e negata anche ora che non c'è più", scrive sul post social l'attivista Rosa Perrucci. Il suo appello è stato fin da subito accolto dall'ex deputata Vladimir Luxuria e dall'agenzia di pompe funebri di Roma, Taffo funeral services che ha provveduto a pubblicare online un manifesto per Gianna: "In Andria è venuta a mancare all'affetto dei suoi cari Gianna. Ne danno il triste annuncio chi le vuole bene e gli amici tutti". Inoltre, l'agenzia romana ha voluto sottolineare mediante una didascalia postata sui social: "Muore ad Andria una persona transgender, Gianna, indigente perché scartata dalla società. La famiglia decide di affiggere manifesti funebri con il suo nome al maschile. Un'offesa al nome e all'identità con cui la conoscevano tutti. Abbiamo deciso di rifare la locandina funebre per darle un rispettoso ultimo saluto".

"Un gesto di amore, di "pietas", contro la "damnatio memoriae" di chi vorrebbe cancellare la sua identità", commenta Luxuria dopo la correzione del manifesto da parte dell'agenzia di pompe funebri, nota per le sue campagne di comunicazione, "la restituzione della dignità di un essere umano: Gianna che non merita, dopo tutto quello che ha passato nella vita, di morire due volte. Grazie #Giannapersempre".

Interventi questi che hanno ridato dignità a Gianna "Non finisce qui – commenta Perrucci – Anche se dopo il funerale, faremo affiggere manifesti con il nome corretto, grazie a una piccola raccolta fondi avviata, e poi organizzeremo un evento commemorativo e di sensibilizzazione".

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