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Vita di città

Comitato Impresa Centro Storico: «Siamo quasi a metà maggio e non sappiamo se potremo lavorare»

«Operare osservando le norme relative all’occupazione di suolo pubblico e le restrizioni dovute al Covid-19 equivale a imporci una chiusura forzata»

«Il Comitato Impresa Centro Storico, prende atto che dopo il primo comunicato del 5 Maggio ha avuto il merito di rianimare il dibattito sulle politiche inerenti il centro storico. Nello specifico infatti, le istanze di cui oggi discutiamo e relativi comunicati stampa sono stati promossi dal gruppo di imprese del Comitato aderenti a Confesercenti, in ogni caso supportate dalle altre imprese del comitato stesso.

Cogliamo subito l'occasione per ringraziare il Commissario Straordinario Tuffariello, che si è dimostrato aperto al dialogo e ha ascoltato le nostre proposte, ed ha subito istituito un tavolo tecnico che si sta adoperando per strutturare una soluzione condivisa e per la risoluzione al problema. Visti gli ultimi interventi però, sono d'obbligo alcune precisazioni.

1. Le imprese aderenti al comitato non sono contrarie al concetto di Ztl che, anzi, hanno fortemente voluto; ciò che si contesta è l'assenza di organizzazione e programmazione. A distanza di ormai 3 anni dalla sua attivazione, sono evidenti i grossi limiti: piano del traffico assente, con conseguente ingorghi su tutto l'anello che circonda la ZTL; controlli assenti, che garantiscono impunità ai soliti furbetti che sfrecciano per le vie del centro storico; assenza di un numero sufficiente di parcheggi limitrofi alla suddetta zona e/o di un servizio park & ride (parcheggi relativamente distanti dal cento storico ma con servizio navetta).

A fronte di questi e altri "disservizi" e vista la totale assenza di programmazione, ciò che chiediamo è la sospensione della ZTL nei mesi in cui, dopo 3 anni dalla sua attivazione, abbiamo constatato e affermiamo senza timore di essere smentiti, una totale involuzione della fruizione della zona storica in particolar modo nei mesi più freddi e piovosi, la difficoltà di raggiungere l'area o di parcheggiare nelle vicinanze, hanno inevitabilmente ridotto o quasi azzerato l'utenza "più preziosa": quella delle famiglie, dei forestieri, dei lavoratori, degli "over 30, 40 e 50", il sacrificio non è solo delle casse dei ristoratori, ma di tutta la comunità.

2. La deroga alla normativa relativa ai dehors, richiesta in un contesto di totale incertezza esistente da anni, a nostro avviso è l'unico mezzo che consentirebbe a bar e ristoranti di "tentare" di limitare gli ingenti danni. Ci rivolgiamo quindi soprattutto agli esponenti politici che hanno da subito stigmatizzato ed escluso questa ipotesi: avete in cantiere una proposta alternativa a quella da noi formulata (come ad esempio la deroga ai limiti di occupazione della superficie esterna) che permetta alle numerose imprese di esercitare la propria attività?

Siamo quasi a metà maggio e non sappiamo se ci sarà data la possibilità di lavorare. Ribadiamo un concetto che forse per alcuni non è chiaro: operare osservando le attuali norme relative all'occupazione di suolo pubblico e le restrizioni dovute al Covid-19 è impossibile ed equivale a imporci una chiusura forzata. Inoltre, peggiore della chiusura forzata, vi è solo l'attuale stato di incertezza che ci impedisce persino di prendere la decisione più difficile: cessare l'attività. Prendiamo atto, che in tanti, troppi, si son limitati a criticare le nostre proposte, solo perché accolte e fatte proprie da una determinata fazione politica; quest'ultima ha perlomeno il merito di averci ascoltato. Le altre parti hanno, a parte la legittima critica politica, una visione e una programmazione in vista delle riaperture?

Ricordiamo che il comitato, i cui aderenti hanno idee politiche molto diverse tra loro, non è in campagna elettorale, al contrario di molti altri».
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