Scuola chiusa
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Scuola e Lavoro

Chiusura scuole, il Comitato Genitori Andriesi: «Le colpe non sono da ricercare nella comunità scolastica»

«Le responsabilità vanno ricercate in quello che si poteva fare e non si è fatto a livello istituzionale nazionale e regionale»

«E' doveroso da parte nostra ringraziare di cuore la dimissionaria presidentessa del Comitato Genitori Andriesi, Ornella Rodriguez, - scrive il direttivo del Comitato - per tutto quello che ha dato e per le "lotte" portate avanti senza secondi fini, restando sempre fedele al suo credo "il comitato non deve avere bandiera partitica", ma ha il dovere di fare Politica nelle scuole e nelle piazze, portando avanti proposte e battaglie per il bene dei nostri figli. Grazie Ornella per tutto quello che ci hai trasmesso, inutile rimarcare che le porte per Te restano sempre aperte.

Detto ciò, sollecitati da vari genitori che ci chiedevano una presa diposizione ufficiale sull'ultima ordinanza regionale che prevede a partire da domani la chiusura delle scuole di ogni ordine in grado, salvo per alunni con B.E.S. (Bisogni Educativi Speciali) che dovrebbero continuare a frequentare la scuola in presenza. Come Comitato Genitori Andriesi, prima di avventurarci in una presa di posizione ufficiale in merito alla decisione del presidente della Regione Puglia abbiamo cercato di approfondire l'andamento epidemiologico e abbiamo constatato che in un mese:
- i ricoveri di persone con sintomi sono passati da una media di 2.700 al giorno a 9.800;
- le terapie intensive da 244 il 25/9/2020 a 1.651 al 29/10/2020 (considerate che solo il 3/8/2020 erano 41);
- decessi, siamo passati da una media (su 7 gg) di 18 decessi al giorno al 25/09/2020 ai 121 come media al 25/10/2020;
- contagi giornalieri, abbiamo riscontrato che in data 25/9/2020 l'incidenza contagi giornalieri/tamponi giornalieri era dell'1,83% (quasi 2 contagi su 100 persone) al 25/9/2020 e oggi siamo al 9,95% (circa 10 su 100);
- la velocità di impennata della curva che desta molta preoccupazione.

Tenendo sempre presente che per quanto riguarda la popolazione sottoposta al tampone, circa 15 milioni, oggi "solo" il 3,89% ha contratto il virus, mentre un mese fa era il 2,81%. Non bisogna essere esperti virologi per capire che la seconda ondata è in atto e che le cause possono essere tante, ma l'individuazione delle stesse le lasciamo agli scienziati. Fatte queste premesse numeriche è lampante che forse le ragioni che hanno spinto il presidente Emiliano non siano da ricercare solo in questi numeri che preoccupano, ma soprattutto nella lentezza a processare i centinaia di tamponi in tutta la Puglia per mancanza di personale e struttura. Ritardi che si riversano sulla gestione dei rientri in classe un carico di lavoro e gestione dello stress su pediatri/medici di famiglia nonché istituzioni scolastiche. Altro fattore determinante è stato la totale assenza nel programmare il trasporto pubblico degli studenti e professori pendolari, che si ritrovano ammassati come sardine su mezzi di trasporto insufficienti numericamente a garantire il distanziamento.

Detto ciò ci sentiamo di non condividere la scelta di "addossare" le colpe all'intera comunità scolastica pugliese invitando il presidente della Regione e ai suoi consulenti ad un grande mea culpa sulla gestione della sanità territoriale e del trasporto pubblico. In secondo luogo invitiamo le istituzioni a rivedere l'ordinanza regionale, limitando la DaD solo alle scuole superiori permettendo alle elementari e medie di proseguire con la didattica in presenza, anche per non avere ripercussioni psicologiche sui nostri bambini più piccoli.

Nei mesi di marzo e aprile, molte famiglie hanno potuto assistere i propri figli, nonostante qualche difficoltà di connessione e mancanza di supporti informatici, ma in questa fase con molti genitori impossibilitati a restare a casa con i propri figli per motivi lavorativi, pensiamo sia meglio un ripensamento immediato. Salvo disposizioni di lockdown, emanate dal governo centrale. In merito alla mobilitazione di un eventuale flash mob crediamo che non sia assolutamente il momento di esporre i nostri figli e noi stessi ad un rischio inutile visto l'andamento dei numeri».
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