avv. Giangregorio De Pascalis
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Politica

Lettera aperta di De Pascalis a Losappio: "Raffaele rimani saldo al tuo posto". Il dovere di non cedere alla gogna

L'assessore ha rimesso le deleghe alla sindaca dopo la diffusione della notizia di essere indagato. Interviene il collega penalista

Nell'epoca delle sentenze sui social e di dibattiti giuridici nelle pizza virtuali prima ancora che nelle aule dei Tribunali, un richiamo al rispetto delle regole arriva all'indomani della vicenda che ha visto coinvolto l'avvocato Raffaele Losappio, assessore all'Urbanistica nella giunta Bruno bis. È il caso dell'avvocato Giangregorio De Pascalis, che in una lettera aperta, ha deciso di intervenire sul caso sollevando una riflessione sulla democrazia e l'informazione, sulla cronaca e l'interesse pubblico.


«Caro Raffaele,
oggi sento il dovere di rivolgermi pubblicamente a te e alla nostra comunità.
Non lo faccio solo come collega di Studio, né soltanto come amico. Lo faccio come chi ha condiviso con te un percorso professionale lungo, serio, costruito giorno dopo giorno con impegno, studio e responsabilità. Ho visto i tuoi primi passi, ho visto la tua crescita, ho visto la tua affermazione come uno dei professionisti più preparati e rispettati della nostra città. Questo è un fatto, non un'opinione.
Ed è proprio per questo che oggi ti dico, con franchezza e con affetto: tu non ti devi dimettere.
In questi giorni abbiamo assistito a qualcosa che nulla ha a che vedere con la verità dei fatti.
Una notizia vecchia, priva di contenuto accusatorio, è stata estratta dal suo contesto, distorta e trasformata in un racconto che non ti appartiene.
Si è trattato di una strumentalizzazione, di un uso improprio e orientato di un'informazione che non avrebbe mai dovuto essere resa pubblica.
Parliamo di una mera iscrizione nel registro degli indagati: un atto tecnico, interno, che non dice nulla sulla colpevolezza di una persona.
È un passaggio che la legge considera un adempimento formale, non un'accusa.
Un atto che, proprio perché privo di valore sostanziale, deve rimanere riservato.
E questa riservatezza non è un dettaglio burocratico: è una garanzia.
Serve a proteggere le persone da interpretazioni arbitrarie, da letture distorte, da narrazioni costruite.
Serve a evitare che un atto privo di significato probatorio diventi un marchio, un sospetto, un'arma.
Invece, in questo caso, quell'informazione è stata fatta uscire.
È stata manipolata.
È stata accostata a fatti che non ti riguardano.
È stata piegata a finalità che nulla hanno a che vedere con la giustizia.
Non è stato esercitato il diritto di cronaca.
È stato esercitato il tentativo di condizionare, di spingere, di orientare.
Di indurti a compiere un passo che non ti spetta compiere.
E allora, Raffaele, te lo dico con la stessa sincerità con cui ti parlerei nel nostro Studio, lontano dai riflettori: non devi dimetterti.
Perché farlo significherebbe accettare che una distorsione, una fuga di notizie, una pressione mediatica possano decidere la vita di una persona e il destino di un'amministrazione.
La vicenda di cui si parla è risalente, ferma, priva di consistenza.
Io conosco la realtà.
Tu conosci la realtà.
E chi conosce davvero quella storia sa bene che non può essere questa a determinare il tuo futuro, né quello della città.
Le indagini sono legittime, e nessuno lo mette in discussione.
Ma anche i limiti previsti dalla legge sono legittimi, e servono proprio a evitare che la vita delle persone venga travolta da ciò che non ha alcun fondamento.
Per questo, Raffaele, ti chiedo pubblicamente — con amicizia, con stima, con rispetto — di rimanere saldo al tuo posto.
Non devi sottostare al gioco che è stato costruito ai tuoi danni.
La città ha bisogno della tua competenza, della tua onestà intellettuale, della tua capacità di amministrare con equilibrio e visione.
Nessuna strumentalizzazione può cancellare ciò che sei e ciò che hai dimostrato.
Rimani dove sei.
Per rispetto della verità, della legge e della città».
Avv. Giangregorio De Pascalis
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  • giunta comunale
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