veduta panoramica di Andria
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Politica

"Amici per Andria" e "Cambiamo Andria", un civismo "puro" per rimettere in moto la città

La nota congiunta delle due associazioni politico-culturali

«Il coinvolgimento alla vita sociale, culturale e politica della nostra comunità impone il dialogo serio, costruttivo e concreto tra diversi movimenti civici che si stanno sviluppando in città da tempo e che stanno dando vita ad un civismo "puro", quello dei doveri del cittadino e del riconoscimento dei diritti degli altri, quello del rispetto delle regole, quello dell'osservanza del patto di convivenza e, soprattutto, del primato della città rispetto ai giochi di potere, che ormai caratterizzano tutti i partiti». Lo scrivono in una nota i referenti delle associazioni politico-culturali "Amici per Andria" e "Cambiamo Andria", rispettivamente Leonardo Zingaro e Riccardo Sinisi, che recentemente hanno anche avviato un dialogo con "Tutti per Andria".

«Per questo "Amici per Andria" e "Cambiamo Andria" hanno deciso di intraprendere un percorso comune, che abbia come unico obiettivo quello di riuscire a proporre, grazie ad un confronto con esperti, professionisti e cittadini, una risposta seria alle istanze che provengono dai cittadini, scevra da pregiudizi e rivendicazioni personali ma improntata solo ed esclusivamente al superamento delle criticità in atto ed alla valorizzazione delle tante risorse umane e non, di cui è ricca la nostra terra.

Un civismo concreto e leale che nasce solo ed esclusivamente dalla buona volontà di uomini e donne, di ridisegnare i contorni della nostra comunità, attraverso la cultura della legalità e del rispetto; di creare nuove opportunità dalle difficoltà; di "fare rete", con le forze più propositive della città, lontane dalla critica asettica e demagogica e, soprattutto lontane dai logoranti scontri interni ai partiti politici, che nascondono solo appetiti individuali di potere.

Per questo i due movimenti civici sono certi che la rete del civismo andriese sia solo all'inizio di un percorso fruttuoso e coerente, atteso che può essere l'unica risposta possibile rispetto alla crisi dei partiti, ormai lontani dai bisogni reali della città. In questo periodo, si fa un abuso sconsiderato della parola "civismo", ma è l'unico modo che hanno personaggi politici noti da decenni alla citta per riconquistare la fiducia dei cittadini, non potendo più contare sul consenso elettorale del proprio partito.

E qui risiede "l'inganno" del civismo, un inganno che non si esiterà a smascherare. Cosa c'è di civico (se non la provenienza, per così dire, sociale) in candidati che vengono scelti direttamente dai partiti quando questi ultimi si sentono in difficoltà o si rendono conto di non avere propri esponenti da mettere in campo? Cosa c'è di civico, dunque di virtuoso, in liste e sigle che nascono non per forza propria e dopo una lunga sedimentazione nella società ma solo con l'idea di allargare il bacino di consensi dei partiti e che nella gran parte dei casi spariscono un attimo dopo la chiusura delle urne? Oltretutto parliamo di un civismo, per così dire, dell'ultima ora: ci si ricorda della società civile e dei suoi anonimi protagonisti solo quando si avvicinano appuntamenti elettorali.

Un civismo "viziato" che può solo nuocere, all'esigenza profonda di rinnovamento nutrita dalla città».
  • Amici per Andria
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