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Alunni diversamente abili: «negati i diritti basilari di istruzione»

Un accorato appello ad assicurare procedure rapide e tempi stabili. Ancora fermo il Servizio di Assistenza Specialistica per le scuole cittadine

Un appello alle istituzioni cittadine per assicurare agli alunni diversamente abili i basilari diritti di istruzione, cultura e integrazione. La più grande preoccupazione degli enti e delle famiglie che ogni giorno si occupano di queste problematiche, è quella di non avere tempi rapidi e procedure stabili nel tempo: «Ogni anno scolastico noi famiglie dobbiamo affrontare un percorso ad ostacoli - scrive Mario Ardito dell'associazione Camminare Insieme - le procedure sono sempre più articolate e sempre più complicate e per il bene dei nostri figli dobbiamo essere pronti a sostenere umiliazioni, talvolta aspri confronti, spesso spese che incidono notevolmente sui nostri precari bilanci familiari».

Il nodo della questione è il Servizio di Assistenza Specialistica che dopo oltre due mesi dall'apertura degli istituti scolastici non è ancora stato avviato, con ripercussioni sulla vita quotidiana delle famiglie e degli alunni diversamente abili: «Gli art. 32 e 34 della Costituzione Italiana assicurano a tutti i cittadini il diritto alla salute e all'istruzione e per i nostri figli disabili spesso questi diritti sono sottratti - dicono i 44 firmatari della lettera aperta indirizzata al Primo Cittadino di Andria - L'Assistenza alla Comunicazione e all'Autonomia, che il Comune dovrebbe garantire secondo la Legge 104 art. 13, in quanto insieme di azioni in favore della piena integrazione dell'alunno diversamente abile, concorre pienamente a tale obiettivo. L'assistenza prevedendo un sostegno di tipo socio-educativo, favorisce la comunicazione, le relazioni interpersonali e di gruppo e agevola lo sviluppo delle autonomie personali dell'alunno. L'educatore professionale a ciò incaricato, con le sue specifiche competenze, elabora l'assistenza integrando il Piano Educativo Individualizzato (PEI)».

Il problema ovviamente non è la disabilità ma il contesto nel quale spesso ci si trova: «Siamo circa 50 famiglie riunite in assemblea e oggi come un anno fa ci chiediamo perché tutto questo ritardo? - continua la nota - E' intollerabile che ai nostri figli non sia consentita la normale frequenza a tutte le attività scolastiche per tale carenza di personale perpetuando atti di piena discriminazione che, lo ricordiamo, oltre che diseducativa, umiliante, socialmente deprecabile è anche punita dalla Legge 67 del 2006 sulla tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni. Si è consapevoli di cosa significa in termini di integrazione la mancata frequenza dell'alunno disabile proprio nei primi mesi di scuola! Perché aspettare ancora per l'avvio del servizio di assistenza all'autonomia e alla comunicazione, da parte del Comune? Non è accettabile che si debba arrivare a Gennaio del prossimo anno, come ci giunge voce, per avviare nelle scuole di Andria il Servizio di Assistenza Specialistica Scolastica».

In assemblea sono stati denunciati altri disservizi: esistono ancora strutture e bagni inadeguati, ore di sostegno insufficienti, problemi di continuità, il mancato rispetto di tutti gli adempimenti che un percorso di buona integrazione scolastica deve prevedere; allora ci chiediamo: perché non viene realizzato un Accordo di Programma oppure un Protocollo di Intesa che serve a migliorare e a dare uniformità alla qualità dell'integrazione scolastica sul territorio andriese e a garantire una buona programmazione, una condivisione di responsabilità e di competenze, ma anche ad assicurare un costante monitoraggio ed una puntuale verifica? Noi genitori di alunni diversamente abili chiediamo ai destinatari della presente di mobilitarsi per assicurare risposte rapide ed esaustive.

«Chiediamo immediate risposte ai bisogni e ai diritti di tutti gli alunni disabili della nostra città - conclude Mario Ardito - Chiediamo di garantire, se necessario anche in proroga, il servizio SASS nelle scuole di Andria».
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