Chico Forti
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Ad Andria il sostegno a Chico Forti, da vent'anni all'ergastolo negli Usa

Intanto l'ambasciatore italiano sta tentando di ottenere il trasferimento dell'imprenditore

Ad Andria spuntano manifesti a sostegno di Chico Forti, l'imprenditore italiano è rinchiuso in carcere per scontare la pena dell'ergastolo inflitta per omicidio. Nei giorni scorsi alcuni cartelloni con lo slogan #chicofortifree sono apparsi in città, a testimonianza del sostegno verso il connazionale, detenuto nel Dade Correctional Institution di Florida City per essere ritenuto dalla giustizia statunitense l'assassino di Dale Pike, ucciso il 15 febbraio 1998. La storia di Chico ha colpito molto un imprenditore andriese, Francesco De Lilllo, titolare di un'azienda di comunicazione pubblicitaria che ha deciso di dare una mano alla causa e nella Bat, non solo ad Andria, ha fatto affiggere i manifesti per Forti.

Intanto una buona notizia arriva da Roma: Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha incaricato ufficialmente l'ambasciatore italiano a Washington di mettersi in contatto con il governatore della Florida, Ron De Santis, per ottenere l'approvazione al trasferimento di Chico e avviare immediatamente le pratiche previste.

Tutta l'Italia, forte anche della risonanza al caso dovuta all'interessamento della trasmissione "Le Iene" si sta mobilitando per Forti che da dietro le sbarre ha inoltrato una lettera a Marco Mazzoli, speaker di Radio 105, il quale ha letto la missiva nel corso di una trasmissione andata inonda a metà febbraio. Nella lettera il ringraziamento di Forti è a tutti i connazionali che lo stanno sostenendo dall'Italia: negli stadi, per le strade, ma anche sui social il suo nome e la sua immagine associate alla richiesta di giustizia campeggiano trovando approvazione pressochè unanime.

In molti, in sostanza, starebbe appoggiando i dubbi lanciati da Gaston Zama, giornalista della trasmissione di Italia Uno: supportato dai parenti e dagli amici più cari del businessman italiano, Zama ha nuovamente preso in mano le carte del processo, raccolto informazioni, ascoltato lo stesso imprenditore in carcere, ponendo interrogativi sulla condotta della polizia americana, soprattutto durante i primi interrogatori di Forti.

C'è anche una pagina Facebook per seguire la vicenda e la mobilitazione italiana per Chico che conta più di 125mila seguaci.
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