A scuola di Europa
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Scuola e Lavoro

A scuola di Europa: la cattedra Jean Monnet UNIBA e il liceo “Carlo Troya” di Andria in una sfida comune

Il percorso, rivolto ai docenti, ha messo in luce diversi aspetti della complessa realtà dell'Europa

Si è appena concluso il corso "L'UE a scuola: spazi, politiche, sfide" proposto al Liceo "Carlo Troya" di Andria dalla cattedra Jean Monnet di Storia e politica dell'integrazione europea dell'Università degli Studi di Bari (DISUM). Il percorso, rivolto ai docenti, si è articolato in 5 interventi-dibattiti che hanno messo a fuoco aspetti caratterizzanti e non sempre noti, anche perché in divenire, della complessa realtà dell'Europa e del processo di integrazione europea. La profonda conoscenza dei relatori ha reso possibile una trattazione analitica dei temi con chiarezza e capacità di coinvolgimento.

I contributi del prof. Carlo Spagnolo, titolare della cattedra, del prof. Francesco Prota e della prof.ssa Claudia Villani, coordinatrice del corso, hanno mirato a far acquisire la consapevolezza che il processo di integrazione europea è sempre più esposto ai dilemmi del presente. Negli ultimi decenni, infatti, vari aspetti del processo stesso sembrano essere a rischio a causa di eventi che mettono in discussione la legittimità delle istituzioni e il loro ruolo all'interno degli Stati membri. È stato possibile riflettere insieme con i relatori su questioni di stringente attualità come i piani Next Generation EU e Recovery Plan di prossima approvazione. Tante le questioni sollevate: le priorità dei piani, i possibili problemi, la natura tecnica o politica dei documenti, la conoscenza e la consapevolezza dei contenuti da parte di noi cittadini dell'UE.

La prospettiva del corso, tuttavia, si è estesa al recupero delle nozioni fondanti della stessa UE, che, come ha sottolineato la prof.ssa Villani, gode di una narrazione lineare e di successo per ciò che è accaduto dopo la seconda guerra mondiale, benché si debba, invece, centrare lo sguardo piuttosto sui problemi della storia dell'integrazione europea. Per questo, essenziali si sono rivelate le indicazioni precise, da parte della stessa professoressa Villani, di una pluralità di fonti storiografiche di supporto per un approfondimento necessario alla formazione dei docenti e per l'organizzazione delle strategie didattiche più adeguate.

In questa direzione, preziose sono state altresì anche le indicazioni metodologiche offerte dai professori Raffaele De Leo, dottore di ricerca in Storia Contemporanea, e Lucia Boschetti, attualmente dottoranda di ricerca sempre in Storia Contemporanea. Nello specifico, il prof. De Leo ha proposto una panoramica di risorse digitali per la didattica della storia dell'integrazione europea, suggerendo un'ampia sitografia di riferimento e indicando strumenti e problemi che possono affiorare nell'insegnamento di un tema tanto attuale, volto a costruire essenzialmente un comune senso di appartenenza. La prof.ssa Boschetti, d'altra parte, ha indicato molteplici risorse didattiche e digitali, peraltro liberamente accessibili, sul ricco sito della cattedra Jean Monnet. Numerosi i laboratori e giochi didattici di possibile attuazione, curvati sulle più moderne strategie di insegnamento, come ad esempio il Debate.

Sempre in ambito didattico viva curiosità ha suscitato l'intervento del Dirigente scolastico del Liceo "Carlo Troya" di Andria, professor Michelangelo Filannino, il quale ha illustrato ampiamente le indicazioni di orientamento che l'UE fornisce, attraverso il metodo di coordinamento, per l'organizzazione dei contenuti scolastici sulla base di autonomie e competenze esclusive dei singoli Stati. Ha inoltre puntualizzato che l'intervento concreto dell'UE si rivela nel progetto Erasmus +, che durerà fino al 2027, al quale il nostro Istituto già prende parte.

Si è trattato, dunque, di una straordinaria possibilità di formazione che ha offerto imprescindibili spunti di approfondimento e suggerimenti preziosi di metodologia didattica per rendere noi europei consapevoli del nostro passato e del nostro presente, e per progettare con maggiore spirito critico il nostro futuro.
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