disastro ferroviario
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Commento

12 luglio 2016: "Un grande dolore! Dolore di anime e sangue innocente"

Una riflessione di Gennaro (Gino) Piccolo sulla tragedia ferroviaria dell'Andria-Corato

…"Quando il dolore bussa forte..., partecipato e diviso, è l'unico modo umano-divino per superarlo"! (Dori Zamboni)

Gennaro (Gino) Piccolo, del centro Igino Giordani, ci offre una riflessione ad un anno dalla tragedia ferroviaria dell'Andria-Corato
"Mentre uno dopo l'altro passano i giorni di luglio, mese che la cristianità dedica alla devozione del preziosissimo Sangue di Cristo, con il cuore e con la mente vado al ricordo del caro Sacerdote Don Riccardo Zingaro che, molti anni addietro conoscendo il mio interesse per la figura del Servo di Dio Igino Giordani, volle farmi dono di un libro scritto dallo stesso Giordani nel 1940 dal titolo: 'Il Sangue di Cristo'.
Riaprendo il libro, come una sequenza di un film, insieme a tante sofferenze che in maniera tragica colpiscono singoli e popoli, rivedo scorrere le scene dolorose della tragedia ferroviaria sulla tratta Andria-Corato avvenuta il 12 luglio 2016.

Un grande dolore! Dolore di anime e sangue innocente che porta con se un'impronta di divino perché –in certo modo- anche Sangue di Cristo.
Rivivendo come proprio un simile dolore, più intensa che mai si fa la preghiera per strappare dalle mani di Dio una grazia: perché la croce si faccia più dolce, sino a farsi più amabile, e la pace, una grande pace, si faccia sempre più strada nei cuori e le menti delle tante famiglie colpite.
Da qui l'impegno di continuare ad accompagnarle facendo mio lo stralcio di quella preghiera scritta da Igino Giordani e racchiusa alla fine del suo libro, preghiera tanto più attuale oggi che ancora tante, tante, sofferenze fisiche, morali, di povertà, solitudine, delusione, disperazione, abbandono…. -che forse ancora poco conosciamo e sulle quali ancora poco forse ci chiniamo- si mescolano con quelle di Cristo Crocifisso e Abbandonato".

Preghiera a Gesù Crocifisso

Gesù crocifisso, Tu ti sei donato intero a noi: ecco ti facciamo la restituzione, supplicando per ciascuno: Signore, prenditi me e dammi te».
Ma, poiché siamo vili e avari, per compiere questa restituzione, ci abbisogna una forza sovrumana: la Tua.
Cuore coronato di spine, che getti tutt'intorno sangue, rianima i nostri spiriti, sopraffatti dall'aggressione dei sensi; e sul materialismo che c'imprigiona riapri la visione del Paradiso, col desiderio trasfigurante della comunione dei santi.
Sii Tu l'unico cuore del mondo, sì che tutti apprendiamo nel tuo unico amore a riamarci.
Donaci una mano – quella mano forata da un chiodo -: ché, lo vedi, affoghiamo.
Nella nostra desolazione ci afferriamo alla tua croce. Crocifiggici con Te: perché, ucciso l'uomo d'odio e di colpa, che ci cova in seno, rinasciamo, con Te, rinnovati, atti, per Te, a far dell'esistenza – da vestibolo, cui pare ridotta, dell'inferno – un'anticipazione del tuo riposante soggiorno.
Croce di Cristo, salvaci, Sangue di Cristo, sanaci, Nelle tue piaghe nascondici, Delle nostre brutture tergici.
Se Ti tornano a crocifiggere, chi è messa in croce – con paure e supplizi — è la stessa umanità; se il cielo torna a oscurarsi e dai suoi fondamenti il mondo è scosso, siamo noi che ci perdiamo e la terra ci manca sotto i piedi.
Fa fiorire sull'orizzonte nero un filo di serenità.
Risorgi presto nel cuore di tutti.
Cuori divenuti sepolture, nelle quali è stata inumata la gioia. Espulso Te, non si sorride più: si ha paura, e si è nell'ombra della morte.
Risorgi presto e che il sangue si faccia speranza e fiamma, ricostruendo sulle tombe la vita. Sopra le piaghe inaridite dal terrore torna, o Crocifisso, a far fiorire l'amore.
E perché il suo stelo gracile non si fletta, attorcilo al tronco della croce; e innaffialo, contro la salsedine dell'odio, col tuo inesausto sangue.
E così sia.".
(Servo di Dio Igino Giordani in: 'Il sangue di Cristo' edizione Morcelliana 1940 – pagine 176 -184)
A tutti un abbraccio e l'unità. Gennaro (Gino) Piccolo
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