Legalità 2.0: All’ITT "Jannuzzi" di Andria il successo del progetto pilota con la Questura Bat
Frutto di un lavoro di squadra coordinato dal Dirigente Scolastico, Giuseppe Monopoli, e dal Questore della BAT, Alfredo Fabbrocini
sabato 24 gennaio 2026
Si è concluso con un bilancio estremamente positivo "A scuola di legalità", il progetto sperimentale che ha visto collaborare, in una sinergia inedita, l'ITT "G. L. Jannuzzi" di Andria e la Questura di Barletta-Andria-Trani. L'iniziativa, lanciata per la prima volta in assoluto presso l'istituto andriese, ha segnato un punto di svolta nel modo di comunicare il rispetto delle regole alle nuove generazioni.
Un approccio interattivo e tecnologico
A differenza dei tradizionali seminari frontali, il progetto ha puntato tutto sul coinvolgimento attivo. Grazie all'uso di strumenti digitali come Padlet e Kahoot, gli studenti sono diventati protagonisti del proprio apprendimento. Attraverso il gioco e la competizione ludica dei quiz interattivi, i ragazzi hanno affrontato tematiche delicate e di stretta attualità:
Il successo dell'iniziativa è frutto di un lavoro di squadra coordinato dal Dirigente Scolastico, Giuseppe Monopoli, e dal Questore della BAT, Alfredo Fabbrocini.
"Abbiamo voluto abbattere il muro tra cattedra e banchi," ha dichiarato il Dirigente Monopoli. "La tecnologia, che spesso è vista come una distrazione, è diventata qui il veicolo per trasmettere valori fondamentali."
Il Questore Fabbrocini ha sottolineato l'importanza della presenza della Polizia di Stato tra i giovani, non solo come forza di controllo ma come punto di riferimento educativo.
"Abbiamo voluto guardare i ragazzi negli occhi, parlando la loro lingua senza filtri," si legge nelle note del progetto. "Volevamo capire cosa accade nelle loro menti quando si parla di pericolo e dignità. I risultati ci descrivono una gioventù che, se stimolata correttamente, sa rispondere con una profondità sorprendente."
Fondamentale è stato il contributo operativo dei poliziotti della Questura BAT, che hanno portato sul campo la loro esperienza quotidiana, affiancati dalla psicologa Annalisa Casamassima, il cui supporto è stato essenziale per decodificare le dinamiche emotive dei ragazzi.
Un modello da esportare
Il progetto non si fermerà tra le mura dello "Jannuzzi". Visto l'entusiasmo degli studenti e l'efficacia dei risultati ottenuti, gli organizzatori e i docenti che hanno curato la redazione del percorso sono già al lavoro per strutturare il format su scala più ampia. L'obiettivo è trasformare questo "esperimento riuscitissimo" in un modello educativo standardizzato, pronto per essere applicato in altri istituti del territorio e oltre.
Un approccio interattivo e tecnologico
A differenza dei tradizionali seminari frontali, il progetto ha puntato tutto sul coinvolgimento attivo. Grazie all'uso di strumenti digitali come Padlet e Kahoot, gli studenti sono diventati protagonisti del proprio apprendimento. Attraverso il gioco e la competizione ludica dei quiz interattivi, i ragazzi hanno affrontato tematiche delicate e di stretta attualità:
- Contrasto alle dipendenze (droghe e alcool);
- Lotta alla violenza di genere;
- Prevenzione delle ludopatie.
Il successo dell'iniziativa è frutto di un lavoro di squadra coordinato dal Dirigente Scolastico, Giuseppe Monopoli, e dal Questore della BAT, Alfredo Fabbrocini.
"Abbiamo voluto abbattere il muro tra cattedra e banchi," ha dichiarato il Dirigente Monopoli. "La tecnologia, che spesso è vista come una distrazione, è diventata qui il veicolo per trasmettere valori fondamentali."
Il Questore Fabbrocini ha sottolineato l'importanza della presenza della Polizia di Stato tra i giovani, non solo come forza di controllo ma come punto di riferimento educativo.
"Abbiamo voluto guardare i ragazzi negli occhi, parlando la loro lingua senza filtri," si legge nelle note del progetto. "Volevamo capire cosa accade nelle loro menti quando si parla di pericolo e dignità. I risultati ci descrivono una gioventù che, se stimolata correttamente, sa rispondere con una profondità sorprendente."
Fondamentale è stato il contributo operativo dei poliziotti della Questura BAT, che hanno portato sul campo la loro esperienza quotidiana, affiancati dalla psicologa Annalisa Casamassima, il cui supporto è stato essenziale per decodificare le dinamiche emotive dei ragazzi.
Un modello da esportare
Il progetto non si fermerà tra le mura dello "Jannuzzi". Visto l'entusiasmo degli studenti e l'efficacia dei risultati ottenuti, gli organizzatori e i docenti che hanno curato la redazione del percorso sono già al lavoro per strutturare il format su scala più ampia. L'obiettivo è trasformare questo "esperimento riuscitissimo" in un modello educativo standardizzato, pronto per essere applicato in altri istituti del territorio e oltre.