La magia e l’attualità teatrale di Mimì Ieva con la commedia "U Masciar"

A dar vita a questa iniziativa la parrocchia di san Riccardo, nel quartiere di san Valentino ad Andria

martedì 17 marzo 2026 20.29
A circa 24 anni dalla sua morte, Mimì Ieva, con le sue opere teatrali, spesso in vernacolo andriese, ci offre ancora la possibilità di sorridere e di riflettere sugli avvenimenti della nostra vita. La ricerca delle espressioni particolari, il dialetto nelle forme più antiche e allo stesso tempo veritiere di una saggia tradizione popolare arricchisce lo spettacolo. Alcune famiglie della parrocchia di San Riccardo, nel quartiere di san Valentino ad Andria, si stanno cimentando nel portare a teatro,(domenica 12 aprile ore 20- sabato 18 aprile ore 20.30 e domenica 19 aprile ore 20) per tutti coloro che desiderano partecipare, la commedia "U Masciar" – colui che fa la magia- pensata e scritta da Mimì Ieva. Scrittore e attore andriese nato ad Andria nel 1946 e morto nel 2002. Dopo aver conseguito il diploma di perito industriale, lavora presso i Telefoni di Stato per alcuni anni a Catanzaro, in seguito per la Telecom a Bari e ad Andria.

La passione per il teatro si manifesta sin da piccolo, partecipando alle rappresentazioni sacre nella parrocchia di san Francesco d'Assisi e nell'Oratorio Salesiano e proseguendo negli anni giovanili nella Compagnia Teatrale Andriese.
L'impegno come attore nell'Associazione Libera Filodrammatica Andriese (ALFA) dove debutta nel 1978. Numerose sono le commedie, tra cui la nostra U Masciar.
Dai racconti di una delle carissime figlie Maria Ieva, egli desiderava frequentare il liceo classico proprio per la passione della scrittura, ma suo padre lo indirizzò alla scuola industriale per uno sbocco sul lavoro. Anche in quella scuola si dilettava nella composizione di testi che allietavano i suoi compagni.
Il ricordo di Mimì continua ad essere vivo attraverso le sue opere che vengono ancora oggi rappresentate e costituiscono un prezioso patrimonio culturale volto a trasmettere, soprattutto alle nuove generazioni, l'attaccamento alla storia e ai valori della nostra terra.

Ebbene tornando alla nostra commedia "U Masciar", Mimì ha saputo descrivere le vicende della nostra vita quotidiana, divenendo ancora di grande attualità dopo 27 o 28 anni dalla sua scrittura. Egli tratta il fenomeno della magia e con i suoi attori fa entrare nella parte rendendolo concreto e vero. Il messaggio che invitiamo a scoprire dopo aver visto lo spettacolo è altamente formativo e di grande lezione per una umanità smarrita e alla ricerca dell'impossibile.
Il fenomeno della magia in Italia è complesso e si manifesta su più livelli: culturale, artistico, sociale ed economico. Si può distinguere tra magia come arte dell'illusione (prestigiatori, illusionisti, spettacoli teatrali) e magia popolare o esoterica (cartomanti, guaritori, maghi "della fortuna"), due mondi solo apparentemente simili ma in realtà molto diversi.
1. Magia come arte e spettacolo
L'Italia ha una lunga tradizione di illusionismo teatrale, che oggi continua in festival e associazioni prestigiose.
2. Magia popolare ed esoterismo
Parallelamente sopravvive un vasto sottobosco di pratiche "magiche" legate a superstizioni, guarigioni o riti d'amore.
Secondo l'Osservatorio Antiplagio, circa 12 milioni di italiani si rivolgono a maghi, cartomanti o guaritori, generando un giro d'affari di 6 miliardi di euro, per il 98% in nero quotidiano.net. La diffusione dei social ha amplificato il fenomeno, rendendo più facile raggiungere un pubblico vasto ma anche più vulnerabile a truffe e raggiri.
3. Radici storiche e culturali
L'interesse per la magia in Italia ha radici profonde nella cultura popolare e nella storia religiosa del Paese. Già negli studi di Ernesto De Martino e nei programmi della Rai come Magia e società (1969), si analizzavano le "masciare" e i riti magico-religiosi del Sud Italia teche.rai.it.
Questi elementi sopravvivono oggi in forme moderne, spesso ibride tra tradizione, spiritualità e business.

"Dopo questo breve excursus del fenomeno della magia, ci prepariamo, dopo belle risate, ad apprendere gli insegnamenti vitali di Mimì Ieva, ringraziando tutta la famiglia dalla moglie Concetta alle figlie Anna e Maria.
Grazie al Signore che custodisce in cielo il caro Mimì e che ci permette di crescere nella nostra comunità parrocchiale nel dialogo fraterno, nell'impegno e nel tempo donato alla crescita della comunità. La crescita più importante è nella fraternità e nella possibilità, anche in queste forme teatrali, di vivere e testimoniare il vangelo.
Con grande gioia ne siamo testimoni don Michelangelo, don Savino e suor Elisa insieme al consiglio pastorale e alla comunità parrocchiale tutta", lo sottolinea in una nota don Savino Cannone, Vice parroco della parrocchia san Riccardo.
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