Giovanna Bruno lancia la corsa per il 24 e 25 maggio: "Disarmiamo il linguaggio, l'onda arancione riparte dalle persone"

A Materia Prima la Sindaca uscente rivendica la riduzione del debito e il risveglio culturale della nostra città

lunedì 30 marzo 2026
A cura di Rossella Spada
Sei anni dopo l'inizio di quella che viene definita rivoluzione gentile, la Sindaca Giovanna Bruno torna a chiedere la fiducia della sua città. Questa sera, alle 19:30, lo spazio condiviso di Materia Prima in Corso Cavour ha ospitato il lancio ufficiale della sua ricandidatura per le elezioni amministrative del prossimo 24 e 25 maggio. Ad aprire le danze, un video riassuntivo dei momenti salienti del suo mandato e proseguito con un discorso a tutto tondo, in cui la Prima Cittadina ha tracciato una linea netta tra l'Andria del predissesto e la "città bambina" di oggi, proiettando lo sguardo verso il futuro.

Il primo messaggio politico di Giovanna Bruno è stato un appello alla pacificazione del dibattito cittadino. Rispondendo indirettamente a sei anni di tensioni, la Sindaca ha invitato i suoi sostenitori a non cedere alle provocazioni: "Quanto sarebbe facile rispondere con l'odio alle menzogne, alle falsità e ai fotomontaggi. Invece no: disarmiamo il linguaggio. Ascoltiamoci e confrontiamoci, per dimostrare ai nostri figli che si può costruire in pace".

Un clima politico, quello andriese, che secondo la Sindaca è radicalmente mutato dal 2020. Se un tempo c'era un "silenzio dormiente" su debiti accumulati, strade rotte e opere incompiute, oggi la città è viva e critica.

"Dal 13 ottobre 2020 parlano tutti: della foglia che cade o della crepa che si apre. E noi ne siamo felici, perché significa che abbiamo svegliato le coscienze e reso i cittadini compartecipi". Al centro dell'intervento c'è stata la rivendicazione di quanto fatto, misurato attraverso la metafora di Materia Prima: sei anni fa una città descritta come abbandonata e degradata, oggi una comunità che ha rimesso "le persone al centro".

Tra i risultati snocciolati, presentati anche in una relazione di fine mandato di oltre 100 pagine, spiccano: Nessuna promessa faraonica, ma un impegno basato sui fatti e sulla vicinanza. La Bruno ha annunciato una campagna elettorale itinerante, da fare con "scarpe comode" e utilizzando i mezzi pubblici: "Incontreremo i cittadini alle fermate del trasporto locale, pagheremo il biglietto e scendendo nelle varie zone racconteremo cosa abbiamo fatto in questi anni".

Non è mancato il guanto di sfida politico, rivolto direttamente a Sabino Napolitano, candidato sindaco del centrodestra. Augurandogli buon lavoro, la Sindaca ha chiesto un dibattito serrato: "Voglio un confronto quotidiano con lui, un faccia a faccia su tutti i temi. Dobbiamo far sì che la gente torni alle urne".

La chiusura è stata affidata alle emozioni più intime. Prima le scuse pubbliche alla sua famiglia – al padre e ai fratelli, al marito e ai suoi figli – per il peso e le denigrazioni subite "dietro le quinte" a causa della sua sovraesposizione politica. Poi, il ricordo del giuramento del 2020 con il tricolore e la Costituzione, e l'appello finale agli elettori: "Lasciatevi trasportare da questa onda arancione, il colore dell'energia e della positività. Ieri le macerie, oggi la città che vediamo, domani una città che saprà fare del suo centro la migliore delle periferie".
Ricandidatura Giovanna Bruno
Ricandidatura Giovanna Bruno
Ricandidatura Giovanna Bruno
Ricandidatura Giovanna Bruno
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