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Vino, crescono i consumi del 3%: in particolare DOC e IGP

I rosati pugliesi fanno registrare un aumento dei consumi superiore al 13%

Oggi, in occasione della festa della pigiatura, in numerose piazza della Puglia, grandi e piccini metteranno mani e piedi nei tini per schiacciare le uve negroamaro, nero di troia e aglianico e ottenere vino nell'ultimo scorcio di vendemmia. I personal trainer della pigiatura di Campagna Amica coadiuveranno le famiglie nell'attività di pigiatura e guideranno lungo il percorso sensoriale con informazioni su zona di produzione, caratteristiche organolettiche e chimiche e modalità di servizio e abbinamenti dei più famosi vini di Puglia.

Secondo quanto rilevato da Ismea e Unione Nazionale Vini, il calo della produzione in Puglia del 30%, con vini e mosti passati da 9.635.925 ettolitri del 2016 ai 6.745.244 del 2017, è stato determinato – dice Coldiretti Puglia - dagli abbassamenti di temperatura di fine aprile che, seguiti da un lungo periodo di alte temperature e siccità. La qualità dell'uva e dei vini bianchi e rosati è considerata ottima.

"Assistiamo ad uno storico ritorno del vino sulle tavole dei consumatori – afferma il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – dopo che negli ultimi 50 anni il consumo di vino è sceso da 70 litri pro capite all'anno a 36-37 litri e pareva una discesa inarrestabile con un calo medio dell'1% annuo. I rosati pugliesi fanno registrare una crescita dei consumi superiore al 13%. Ad oggi sono 6 le IGP (Indicazioni Geografiche Protette) 'Tarantino', 'Valle d'Itria', 'Salento', 'Murgia', 'Daunia', 'Puglia' e 29 i vini pugliesi DOC (Denominazione di Origine Controllata) che detengono un valore inestimabile, intrinseco al prodotto agroalimentare ed alla professionalità imprenditoriale, che va salvaguardato a difesa della salute dei consumatori e a caratterizzazione della specificità dei prodotti regionali sul mercato globalizzato. Trova conferma un momento di grande dinamicità per un comparto agricolo considerato il riferimento per vocazione, capacità di raccontare e promuovere al meglio il territorio, innovazione e grande propensione all'internazionalizzazione".

L'aumento record degli acquisti delle famiglie è trainato dai vini Doc (+5%), dalle Igp (+4%) e degli spumanti (+6%). E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea dalla quale si evidenzia che, dopo aver conquistato bar e ristoranti, si registra complessivamente un balzo del 3% anche tra le mura domestiche, con una profonda svolta verso la qualità come dimostra il fatto che a calare sono solo gli acquisti di vini comuni (-4%).
"E' il risultato di un mix vincente di fattori - aggiunge Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia - che partono dalle potenzialità del territorio e delle varietà autoctone, passando – dice Coldiretti Puglia - per le capacità imprenditoriali dei vitivinicoltori pugliesi, alla lungimiranza della politica regionale che negli ultimi 10 anni ha indirizzato risorse importanti sugli investimenti in tecnologia e sulla promozione, ma anche grazie a un ponderoso sistema di controlli che il settore si è dato in Italia – conclude Coldiretti Puglia - dopo aver toccato il punto più basso che si potesse immaginare con lo scandalo del metanolo. Per questo è bene stigmatizzare che svendere, attraverso operazioni poco chiare, per pochi euro in più l'immagine e il valore di DOC o IGP affermatesi con grandi sacrifici e sforzi da parte di tutti, porta inevitabilmente a un danno collettivo incalcolabile".

La diminuzione dei quantitativi prodotti e la popolarità anche internazionale di eccellenze varietali uniche quali primitivo, negroamaro e nero di troia - afferma Coldiretti Puglia - il successo di importanti vini a DOP quali il Primitivo di Manduria, il Salice Salentino e il Castel del Monte, per citare i più conosciuti, espongono il comparto a rischio frodi e speculazioni. Prezioso il lavoro di Ispettorato Centrale Repressione Frodi, Nas, Corpo Forestale, affiancati negli ultimi anni dagli organismi di controllo terzo delle DOP e IGP, relativo ai controlli in campo, per la verifica del rispetto delle rese per ettaro sia delle uve fresche che di quelle appassite sulla pianta.
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