Domenico Catino
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Attualità

Un sogno coronato in piena pandemia: la storia dell'andriese Domenico Catino

Dopo anni di lavoro in giro per la regione e l'Italia, il traguardo di mettersi in proprio nonostante le difficoltà economiche del periodo

In un periodo storico di enormi difficoltà non solo dal punto di vista sanitario ma anche economico, mantenere in piedi un'attività commerciale è sempre più complicato: non mancano, purtroppo, casi in cui alcuni concittadini sono stati costretti ad abbassare definitivamente le serrande, vista l'assenza di introiti che non consente di far fronte a tutte le spese. Guardando l'altra faccia della medaglia, c'è qualche andriese che sfidando la crisi economica dovuta alla pandemia è riuscito a mettersi in proprio: è il caso del concittadino Domenico Catino, che con grande intraprendenza e voglia di fare ha avviato una propria attività nel campo dell'immobiliare. Un sogno coronato nel momento più difficile, dopo aver lavorato per diversi anni tra provincia, regione e anche alcuni comuni in giro per l'Italia.

E' lo stesso Catino a raccontarci questa nuova tappa della sua vita lavorativa che si apre proprio in un momento difficile per l'economia: «Ho deciso di aprire una mia azienda in piena pandemia quasi decidendo con l'istinto e senza guardare il calendario. Certo le difficoltà non sono mancate: in particolare, le lungaggini burocratiche sono state l'impedimento maggiore, e i tempi si sono inevitabilmente allungati anche solo per prendere un appuntamento in banca, viste le restrizioni per il brutto periodo che stiamo vivendo. E' cambiato anche l'approccio quotidiano con il cliente, al quale bisogna garantire un certo servizio sanitario come avviene per tutti coloro che posseggono un'attività».

La pandemia e il conseguente lockdown, in particolare quello dello scorso marzo, ha modificato anche il modus operandi nella ricerca delle case da parte delle persone: «È cambiata la prospettiva, - ci spiega Catino - la gente soprattutto in questo periodo punta a pertinenze esterne: case con balconi grandi, giardini, case di campagna. Tutto ciò che prima era quasi considerato un lusso e si cercava nella seconda casa, oggi invece lo si desidera nella prima. La pandemia ha creato la volontà di creare in casa il proprio micromondo».
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