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Sanità in Puglia: su utilizzo del 118 e Pronto Soccorso poco sicuri divampa la polemica

Fratelli d'Italia evidenzia l'utilizzo inappropriato del 118 mentre il CIMO Puglia torna a parlare della carenza di personale nei pronto soccorso

Negli ultimi giorni, oltre all'impennata dei casi covid in Puglia, tanto da portare la Regione in testa alla classifica nazionale dei contagi, al centro dell'attenzione vi sono due questioni anch'esse legate alla sanità, ovvero l'utilizzo del servizio 118 ed il rischio di lunghe liste d'attesa a causa dei pronto soccorso insicuri.

In una nota, il medico salentino nonchè presidente del Gruppo regionale di Fratelli d'Italia, Ignazio Zullo ha criticato l'assessore ala Sanità Rocco Palese, a suo dire ricordato come "L'assessore alle circolari".

"Dopo lo sfacelo dei pronto soccorso -sottolinea il dottor Zullo- , provi a confrontarsi con gli operatori del 118. Chiamare il 118 e farsi portare al pronto soccorso per poter usufruire di controlli medici o esami di diagnostica per bypassare le liste di attesa è diventata la norma. Furbizia? Macché, necessità per sopravvivere alla disorganizzazione della sanità pugliese. E' per questo che il 118 è nel caos per migliaia di chiamate inappropriate. Non solo, il 118 è diventato il punto di riferimento anche per coloro che non riescono a ottenere un'assistenza domiciliare e chiamano anche per farsi cambiare un catetere, o per fare una ecg ma anche per un mal di denti o una consulenza psicologica.
Il 118 è diventato l'unico numero al quale qualcuno risponde ai tantissimi pugliesi che stanno male e che si sentono abbandonati dopo aver provato a rivolgersi ad altri servizi distrettuali sempre meno presenti sul territorio. A questo punto gli operatori del 118, pur consapevoli che la chiamata è inappropriata, preferiscono intervenire per evitare anche denunce.
Si snatura così il senso stesso del 118 che è stato istituito per rispondere alle emergenze-urgenze, vale a dire quando il paziente è a rischio di vita, mentre l'amara verità è che oggi il 90% degli interventi del 118 sono uno spreco di mezzi e risorse umane. Spero che Palese intervenga ma per favore non con una Circolare".

E sulla sanità pugliese, si stanno rischiando liste d'attesa più lunghe con i pronto soccorso sempre meno sicuri. Su questa vicenda è intervenuto il CIMO Puglia, il più rappresentativo ed autorevole sindacato dei medici ospedalieri che ha sottolineato come "la toppa messa dall'Assessore Palese alla carenza di personale potrebbe essere peggiore del buco.

"Spostare medici dai reparti ai Pronto soccorso, come la teoria dei vasi comunicanti insegna - sottolineano in una nota il Segretario CIMO Puglia Arturo Oliva ed il vice Segretario organizzativo nazionale Cimo, l'andriese Luciano Suriano- , non risolverà il problema della carenza di personale. Anzi: affidare l'assistenza in Pronto soccorso a specialisti in discipline diverse dall'Emergenza-Urgenza mette a rischio la sicurezza delle cure e sguarnisce ulteriormente i reparti dei medici, già insufficienti a garantire il servizio. Per questo il sindacato dei medici CIMO Puglia ritiene incomprensibili e irricevibili le disposizioni adottate dall'Asl di Lecce, che fanno seguito ad una richiesta dell'Assessore alla Salute Rocco Palese, e che impongono ai direttori di Dipartimento di garantire la presenza continuativa presso il Pronto Soccorso di medici non specializzati in Medicina d'Emergenza-Urgenza.
«Senza sottolineare il mancato coinvolgimento dei sindacati nel processo, a cui siamo tristemente abituati, è nostro dovere segnalare quanto accaduto soprattutto ai cittadini, che da una parte rischiano di recarsi in Pronto soccorso e trovare personale non adeguatamente formato, e dall'altra dovranno attendere ancora più a lungo per effettuare una visita, un intervento chirurgico o un follow up a causa della carenza di personale in reparto. La toppa rischia di essere ben peggiore del buco -aggiungono nella nota il Segretario CIMO Puglia Arturo Oliva ed il vice Segretario organizzativo nazionale Cimo, Luciano Suriano-. I sindacati di categoria hanno dunque richiesto un incontro urgente all'Assessore alla Sanità.
Per risolvere le criticità che affliggono i Pronto soccorso di tutta Italia, secondo la CIMO non è possibile affidare alle singole Asl l'adozione delle misure più fantasiose; è invece necessario adottare una riforma complessiva, che preveda la creazione di un 4° Livello Essenziale di Assistenza completamente dedicato all'area dell'Emergenza-Urgenza, integrando in una rete unica le aree dedicate al settore dell'ospedale (Pronto soccorso) e del territorio (118) e dando vita ad un ruolo unico dei medici che vi operino.
«Tuttavia – aggiungono Oliva e Suriano– senza una definizione reale del fabbisogno di personale, una ridefinizione del valore economico della guardia e un miglioramento complessivo delle condizioni di lavoro, continuerà ad essere difficile trovare professionisti disposti a lavorare in Emergenza".
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