il simulacro della Madonna della Fontana di Torremaggiore giunge ad Andria
il simulacro della Madonna della Fontana di Torremaggiore giunge ad Andria
Religioni

Oltre 40 portatori giungono da Torremaggiore ad Andria per il restauro del simulacro della Madonna della Fontana

Momenti di commozione e di grande fede popolare davanti allo studio Iaccarino Zingaro, in via Bonomo ad Andria

Inusuali quanto spontanei momenti di devozione popolare, quelli vissuti martedì sera, 5 luglio ad Andria. Accompagnata da circa 40 portatori, con un imponente camion dedicato solo per questo "eccezionale" trasporto, è giunto ad Andria il simulacro della Madonna della Fontana. Una immagine mariana di grande devozione della provincia di Foggia ed in particolare di Torremaggiore dove viene venerata nel santuario a Lei dedicato.

Un viaggio quello della statua della Madonna da Torremaggiore alla città fidelis, per dei delicati quanto necessari lavori di restauro affidati alle abili mani dei restauratori andriesi Valerio Jaccarino e Giuseppe Zingaro.
Grande è stata la partecipazione al trasporto del gruppo scultoreo presso lo studio di restauro della ditta andriese, sito in via Lorenzo Bonomo, che nei prossimi mesi si dedicherà ai lavori sotto l'alta sorveglianza della Soprintendenza ai beni Storici e Artistici di Foggia. Scene di grande devozione e di partecipazione popolare, nel momento non solo dell'arrivo ad Andria, con decine e decine di autovetture e furgoni al seguito della statua mariana, ma anche con struggenti scene di commozione e di preghiera dei fedeli presenti, nel momento in cui la statua è stata lasciata allo studio Jaccarino Zingaro, prima del ritorno a Torremaggiore.

Il gruppo scultoreo raffigura la Vergine Maria col Bambino Gesù realizzata a mezzo busto che si adagia su di una vecchia fontana e i Santi Antonio da Padova e Francesco di Assisi, oranti ai lati della Santa Madre di Dio. L'opera di ignoto artista di scuola napoletana è stata realizzata nella seconda metà dell'1800.

Questa antica quanto amata statua della Madre celeste è custodita presso il Santuario di Maria Santissima della Fontana, a Torremaggiore, in una chiesa originariamente fatta edificare dai monaci benedettini, intorno al X secolo nei pressi di una fontana pubblica. Originariamente l'edificio era dedicato alla Madonna dell'Arco, solo più tardi assunse il nome attuale.

Grande e profonda è sempre stata la devozione dei Torremaggioresi nei confronti della Madonna, a cui la popolazione si è sempre affidata, soprattutto in momenti critici. Un culto centenario che si è rinnovato ed ampliato, anno dopo anno, diventando espressione di profonda religiosità collettiva e di massiccia partecipazione.

Negli anni successivi ai primi, i festeggiamenti liturgici e popolari saranno posticipati al martedì dopo la Santa Pasqua, caratterizzati anche da una crescente partecipazione di fedeli provenienti dai paesi limitrofi a Torremaggiore.

Quello che oggi è il Santuario dedicato alla Madonna della Fontana ha origini molto antiche; infatti la primitiva cappella di Santa Maria dell'Arco, come dicevamo fondata dai monaci benedettini e costruita nei pressi di una fonte sorgiva, risale all' XI secolo ed era situata a circa 200 metri dall'Abbazia benedettina di San Pietro di Torremaggiore. In seguito sarà data alla chiesa la denominazione di Santa Maria della Fontana proprio per la presenza della fonte d'acqua nelle immediate vicinanze.

La chiesa diventa meta di pellegrinaggi, sempre più numerosi, tanto da farla rientrare nel percorso dei grandi santuari dauni, come lo era quello dedicato all'Arcangelo Michele a Monte Sant'Angelo. Lo spessore della devozione è testimoniato, fin dai tempi più antichi, da numerosissimi ex voto, donazioni e arredi sacri.

Come riportato su "Puglia Turismo", la fontana raccoglieva le acque sorgive provenienti dal piano comunale che, grazie ad un acquedotto sotterraneo trovavano sbocco proprio dinanzi alla chiesa.

La fontana un tempo era dotata di due vasche, che a causa di profonde lesioni della volta e degli alti costi di manutenzione il Comune di Torremaggiore fece demolire nel 1906. Questo provocò infiltrazioni, sia nei sotterranei delle abitazioni circostanti sia nelle fondazioni della chiesa stessa, che ne resero pericolante la struttura.

La chiesa nel corso degli anni subì diversi interventi di restauro; infatti, nel XVI secolo venne ampliata della famiglia De Sangro, principi feudatari della zona, mentre i lavori avvenuti tra il 1916 e il 1920 gli hanno dato l'attuale aspetto neo-romanico.
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