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Politica

Convegno "Gender", continua la protesta sul Patrocinio comunale

Arcigay Bat, UAAR Bat e Sel Andria, chiedono un passo indietro al Sindaco

«Mercoledì 28 ottobre 2015 alle ore 19 la città di Andria ospiterà presso l'Auditorium Oratorio Salesiano un incontro dal titolo "Famiglia, scuola e teoria del gender – Proviamo a fare chiarezza", che vedrà come protagonista l'avvocato Gianfranco Amato, presidente dell'associazione Giuristi per la vita. Non è nel nostro stile condannare un'iniziativa senza prima avervi preso parte, ma siamo sicuri che durante il dibattito emergerà tutto ciò che è stato detto qualche mese fa a Bisceglie, avendovi partecipato lo stesso relatore. Ebbene, le associazioni Arcigay Bat e Uaar Bat assieme a SEL di Andria, chiedono al primo cittadino di Andria Nicola Giorgino di ritirare il patrocinio del Comune da questo incontro, per i seguenti motivi: non solo l'Ordine degli Psicologi ha dichiarato l'inesistenza della teoria del gender, ma soprattutto il sottosegretario alla Pubblica Istruzione Davide Faraone e il ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini hanno affermato a più riprese che con "La Buona Scuola" i ragazzi e le ragazze saranno educati alla prevenzione della violenza di genere e alle pari opportunità; e proprio il ministro ha accusato di "truffa culturale" chi continua ad agitare lo spettro della teoria del gender». E' la sintesi del pensiero di tre enti, l'Arcigay Bat, l'UAAR Bat ed il partito di Sinistra Ecologia e Libertà di Andria, che assieme chiedono all'ente comunale di ripensare al patrocinio dell'ente. Il problema è stato già sollevato sulla rete internet da una petizione on-line che ha raggiunto più di 400 sottoscrizioni.

«Si permette, in questo modo - prosegue la nota inviata dai tre enti - la libera diffusione della disinformazione, per giunta con il patrocinio di un Comune e soprattutto con la presenza del primo cittadino, che in questo modo dimostra di schierarsi con l'oscurantismo culturale e civile Per noi rimane un diritto sacrosanto quello della libertà d'espressione e siamo, quindi, i primi a difendere lo stesso principio, ma l'evento in questione non prevede tra l'altro alcuna forma di contraddittorio: ci chiediamo quindi come mai non si sia pensato di chiedere ad associazioni come le nostre o a psicologi di prendervi parte? Il comunicato stampa pubblicato dal Comune di Andria ha del grottesco: "L'incontro è finalizzato a portare alla consapevole informazione della cittadinanza la questione dell'identità di genere, di cui molto si dibatte nell'attuale contesto sociale, politico e culturale e che non può essere relegato ad un fatto irrilevante di cui non è politicamente corretto parlare, ma al contrario, se davvero si vogliono promuovere integrazione e rispetto, è necessario attivare un confronto a più livelli"».

«Parlare di identità di genere con Amato unico interlocutore equivale a parlare di multiculturalismo con Matteo Salvini - dicono gli enti - Ne uscirebbe una visione indubbiamente monocorde. Basterebbe inoltre dare un'occhiata alla biografia di Gianfranco Amato per capire che si tratterà di un incontro a senso unico: laureato in giurisprudenza presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, avvocato dal 1988, opera attivamente nel campo della bioetica. Editorialista di Avvenire. E' Presidente nazionale dell'organizzazione Giuristi per la Vita. E' membro del Comitato "Difendiamo i nostri figli", organizzatore del Family Day tenutosi il 20 giugno 2015 a Roma. Per farsi un'idea della gravità della situazione ecco un campionario di frasi inaudite che Amato ha pronunciato in occasione di altri convegni cui ha preso parte: "In Italia non è mai esistito un solo caso di discriminazione verso i gay" (17 settembre 2014); "I gay che vogliono sposarsi sono ricchissimi, l'Unar va chiuso e la Cirinnà va fermata per impedire i diritti costituzionali" (4 luglio 2015); "La negazione del gender come negazione dell'Olocausto" (21 settembre 2015). Invitiamo pertanto il Sindaco di Andria a rivedere la decisione della concessione del patrocinio e ad attivarsi perché vi sia un effettivo e concreto dibattito con contraddittorio».
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